Posts contrassegnato dai tag ‘dignità’
dicembre 27, 2012
Sorpresa. Diverse persone mi hanno cercato su FB negli ultimi 12 mesi, ma il sistema le aveva archiviate in una casella separata e segreta, indicandomele solo ora, alla fine dell’anno, e suggerendomi il modo per trasferirle a quella principale, allo scopo di riabilitarle.
Così ho fatto con tre di queste: P., G.L. D.R. della provincia di Bologna e Matteo, il poeta romagnolo. La prima mi dice che potrebbero essere passati 15 anni dall’ultima volta che ci vedemmo e chiede conferma della mia identità attraverso due conoscenze comuni, la seconda indaga per sapere se sono la stessa che aveva conosciuto in un campeggio del meridione 30 anni fa, la terza dichiara di aver visitato con me, se sono io davvero, il cimitero monumentale a Milano tra i 15 e i 20 anni fa e di considerarlo una pietra miliare nella sua modesta esistenza.
Questa triplice sorpresa ha cambiato qualcosa nella mia vita (sarà il condizionamento che subisco dalla lettura de La vita nuova di Pamuk…). Ha confermato più che altro che dal passato arrivano dei segnali: l’Ingegnere, il Campeggio, la Poesia. Una professione, un luogo di aggregazione, una modalità di espressione. Tra le mille suggestioni che i tre personaggi potevano darmi, queste sono le prioritarie. I tre compiono una scelta (marginale!) che li accomuna: quella di cercarmi. Perché cercano qualcosa di se stessi attraverso di me, e che sperano che io possa rivelare loro: l’ingegnere mi suggerisce l’idea di una vita dedicata al lavoro, corredata di affetti prudenti e tutto sommato moderata. Il compagno delle vacanze in campeggio, all’epoca eravamo entrambi molto giovani, mi trasmette un senso di realtà un po’ più perigliosa, fatta, oltreché di lavoro, di figli con cui gioire ma anche di cui preoccuparsi, di matrimoni instabili e di aspettative in qualche modo deluse, di cadute e riprese a ciclo continuo. Il poeta ha tuttora un forte slancio ideale e le parole sono sempre al suo servizio, lui le padroneggia e le fa volteggiare leggere nell’aria, tanto che captarle è ancora un vero piacere. Il ritrovarsi non lascia indifferenti.
Per strada c’è verità. Un essere dolente, sbronzo e ciarliero, alla fermata del tram in Coni Zugna, davanti alla farmacia, o alla banca, la sera dopo le otto, quando la maggior parte del mondo si è già ritirata in casa, racconta con una rabbia lamentosa, di aver scassato la bici in un incidente, ché sennò lui mica lo prende il tram, lo supera con la bici. Insomma o qualcuno lo ha fatto cadere, o era talmente fuso che si è sbilanciato e ha fatto tutto da sè, rischiando solo di finire peggio. Lussemburgo. Cita il Lussemburgo come il suo paese. Nel senso che da italiano con le tasche colme, è lì che puoi riparare se vuoi salvarti dal fisco. Una foto sul display del telefono con due bambini in un carrozzino da trasporto con la bici potrebbe essere l’indizio della presenza di una famiglia, ma è confuso e parla di una moglie morta cinque anni fa mentre la bambina, chiedo, ha due anni. Anche le ipotesi sono due o forse tre: la bambina aveva due anni nella foto ma ora ne ha almeno cinque se la donna di cui parlava ne è anche la madre, oppure la madre della bambina è un’altra e la morta è la prima moglie e madre del ragazzino più grande, oppure son balle. La verità rimane nello stato di alterazione, nell’ubriachezza del personaggio, nel delirio che mescola realtà e immaginazione, nel fallimento che si fa alone attorno al corpo, spesso e infeltrito come un abito che non si può togliere. La verità del disagio si traduce nel bisogno di raccontarlo camuffandolo un po’, in un giochetto aberrante e grottesco in cui l’autopromozione si intreccia con l’impostura. Fosse rimasto zitto al suo posto, con il suo mezzo bicchiere di Guinness nascosto nella tasca interna del cappotto che invece fa emergere come dal cilindro del prestigiatore, sarebbe passato totalmente inosservato, col suo aspetto di cane bastonato, come tanti.
A proposito, una bella bastonata al parroco di quella località vicina a Lerici, quasi quasi, visto che mi trovo a passare di lì, gliela vado a dare, e con gusto. Avrei alcune domande da porgli innanzitutto, per torturarlo un po’, prima dell’esecuzione:
1. che ne pensi di quel tuo collega che trent’anni fa consigliò alla madre di una ragazzina di 12 di tagliarle i capelli perché troppo provocanti? Cosa consiglieresti tu alla donna di oggi che dice di non aver mai perdonato sua madre per aver permesso che le fosse fatta una tale violenza?
2. che violenze hai subito da bambino?
3. com’erano i tuoi genitori? Che violenze hanno subìto loro? E le tue sorelle, le tue cugine?
4. perché ti sei fatto prete?
5. immagna di sottoporti a una psicanalisi coatta: quali domande o quali indagini non vorresti mai ti fossero fatte? Quali invece gradiresti?
6. in cosa credi veramente?
7. alla luce dell’intervista del gr1 durante la quale dài del frocio al giornalista, spiega bene il valore che dài alle parole, e perché appartengono al tuo vocabolario spontaneo.
8. ti dimetti o no? Perché, veramente?
Etichette: amici, amicizia, anima, bisogno, chiesa, convivenza, costume, crociate, devozione, dignità, femminicidio, giuria popolare, preti, salvezza, valori universali, verità, violenza alle donne, vita, vita sociale, vocazioni
Pubblicato in Uncategorized | 9 Commenti »
febbraio 3, 2012
…che pur essendo un diritto il posto fisso, è anche un diritto poterlo cambiare in seguito per noia. Infatti lui conosce il mondo dei manager dove, prima dell’attuale contingenza economico-finanziaria, era possibile e/o auspicabile cambiare azienda mediamente ogni 5 anni per approfondire e allargare l’esperienza, mettere a curriculum una diversificazione di ‘prove di sè’ qualificanti. Si è espresso male, poverino.
Etichette: anima, bontà, comunicazione, convivenza, dignità, fenomeni, giuria popolare, intelligenza, nonno mario, politica, senilità, snobismi, vita sociale, vocazioni
Pubblicato in Uncategorized | 4 Commenti »
febbraio 1, 2012
Rispondo al sondaggio che mi è stato proposto da un centro di ricerca.
…su alcuni principi non transigo e non scendo a patti. Uno è la piena consapevolezza e l’orgoglio di essere donna. Nell’arte poi, terreno di libera espressione, questa fierezza femminile e tutto ciò che esibisce la connotazione di genere possono combinarsi in maniera particolarmente efficace. Lo scopo può essere: la mera comunicazione di un messaggio sempre urgente come quello relativo alla violenza subita dalle donne, in ogni tempo e in ogni luogo, la rappresentazione della fatica del lavoro domestico, di fare e allevare i figli, di affermarsi come soggetti, di ottenere il riconoscimento dei propri diritti… insomma, un mondo ampio e sfaccettato che ha bisogno di militanti autentici. Terreno di battaglia, il mondo delle incombenze tipicamente femminili, da non disertare. Luogo di confronto da cui non ci si può sottrarre, palestra di crescita intellettiva e morale. L’arte affianca le donne se non le investe e le coinvolge direttamente, permette di sviluppare qualsiasi tema: dall’impegno più forte al sogno, dalla gioia alla disperazione, dalla denuncia con le proposte di innovazione in campo ambientale e sociale alla poesia. Essere donna mi predispone e stimola a raccontare le cose come sono, così come un parto è quell’evento che ti lacera ma è necessario per conferire al mondo una nuova vita. A proposito. Fisicamente si sa siamo ormai stretti, sette miliardi quanti siamo ora, e nove tra due o tre decenni… dovremmo commutare per un po’ la nostra capacità pro-creativa in arte, in impegno nell’arte e nella comunicazione, così come gli uomini dell’alta finanza o le pedine al loro servizio, dovrebbero smettere di produrre finta ricchezza e mettersi a suonare il jazz… e naturalmente a zappare l’orto! L’arte-donna aggrega mantenendo viva e spiccata l’individualità, permette di condividere ambizioni e risultati. Le donne nell’arte sono meno nemiche che su altri terreni. L’aspetto pedagogico e didattico dell’arte dovrebbe trovare forme ancora più efficaci, con il contributo di tutti.
http://www.women.it/oltreluna/altilcorpoemio/mostra9aprileilcorpoemio.htm
Etichette: aggregazione, anima, anticonsumismo, arte, arti visive, comunicazione, convivenza, costume, dignità, vita sociale, vocazioni
Pubblicato in Uncategorized | 3 Commenti »
gennaio 29, 2012
Giornata della Memoria. Un minuto di silenzio. La memoria ha i minuti contati.
Etichette: anima, convivenza, costume, crociate, devozione, dignità, libertà, memoria, salvezza, vocazioni
Pubblicato in Uncategorized | 2 Commenti »
gennaio 24, 2012
Quando si dice ‘povero cristo’ non è mai un caso. Prendersi delle responsabilità, talvolta più fastidiose di altre, si dice ‘metterci la faccia’. Ora, combinando i fattori, quel povero cristo del ragazzo che dopo innumerevoli e ampiamente motivate note sul registro (per non dire che alcune gli sono state forse risparmiate), deve per forza assumersi tutte le responsabilità che gli si addebitano, ad è pure costretto a metterci la faccia, a esibirsi come imputato davanti al consiglio di classe straordinario che lo giudicherà (dopo sempre ampio dibattito e confronto con tutte le componenti democraticamente elette a rappresentare genitori e studenti nella scuola) meritevole di una sanzione disciplinare. Quel che non percepirà è lo strano gioco di specchi: il povero cristo-alunno, accompagnato dalla madre crocifissa insieme a lui, si trova davanti a una schiera di altri poveri cristi-docenti che ci mettono la faccia da anni o da mesi e si sentono responsabili della sua educazione, oltre che della sua formazione e della sua istruzione, e che ritengono sia giunto il limite della loro sopportazione. Si usano espressioni e termini come: ‘dobbiamo dare un segnale forte‘, ed ‘è in gioco la nostra credibilità‘. Qualcuno sottolinea l’importanza di soffermarsi sul piano della comprensione (che chiamerei istruttoria), e che non significa ammettere mollemente scorrettezze o praticare sconti (men che meno perdonare o condonare), ma dissodare il terreno, portare alla luce tutti gli elementi di conoscenza per praticare un’analisi adeguata del comportamento dell’alunno, considerato pur sempre simpatico, oltre che intollerabile, alla ricerca delle origini delle distorsioni evidenziate. In una visione aperta a 360° e con un’attitudine e magari anche una preparazione all’empatia. Padre assente. Madre mite e sottomessa. Mancanza di riferimenti. Contesto culturale limitato, che gli offre modelli comunicativi piuttosto rozzi. Intelligenza brillante e capacità espressiva esuberante, fanno di questo ragazzo, di corporatura abbondante, un oggetto esplosivo, anche fisicamente potenzialmente pericoloso. Come aiutarlo a controllare la sua forza, la sua vivacità, la sua esuberanza? Controllare non significa necessariamente contenere, può voler dire, indirizzare, convogliare, orientare. Il volto del ragazzo trasmette una gran voglia di imporre la propria personalità che però non è ancora ben strutturata, di essere preso per quello che è ma non lo ha ancora capito, ha solo imparato e applicato una povera piccola e meschina lezione di sopravvivenza: a cavarsela furbescamente, a non conquistarsi con la fatica, l’applicazione e il rigore, gli obiettivi della vita, proporzionati alla sua età, come quelli scolastici. Se qualcuno gli avvalora questa modalità: sei simpatico, affabile e sorridente e riesci a imbrogliare con qualche scherzetto verbale e qualche semiseria e semivelata minaccia gli altri, il gioco è fatto! Rimarrà un irresponsabile. Un omone immaturo e irresponsabile formato un metro e novanta per centocinque chili. Il suo volto chiede aiuto agli adulti ma si maschera di un sorrisino beffardo. Il suo volto tradisce una necessità di intraprendere un percorso di verità e saggezza, ma una vocina dentro di lui continua a suggerirgli di cavarsela a buon mercato. O per la scorciatoia. Così però troverà merce scadente o il dirupo. (cosa gli si può lanciare?)
Etichette: aggregazione, anima, buon senso, comunicazione, convivenza, costume, cultura, dignità, giuria popolare, icona, modelli educativi, politica, realtà locali, scuola, teatro, vita sociale, vocazioni, volto di cristo, volto umano
Pubblicato in Uncategorized | 8 Commenti »
ottobre 10, 2011
Ci voleva una donna, Milena Gabanelli, a raccontarla chiara per tutti sul Corriere. Mi piacerebbe sapere che ne pensa la Bindi ad esempio, un'altra donna che, in quanto tale, non può mentire. Intanto i 'ribelli' del PDL cercano di salvare capre e cavoli sotto la protezione di B&B, che non è il bed and breakfast di charme con vista sul cupolone, ma Bagnasco e Bertone con le due cordate di vecchie volpi che sperano di cavarsela alla maniera della vecchia mamma DC, rifacendosi una verginità in extremis. Altro che onorabilità. Dov'erano i frondisti in questi 18 anni?
A Penati manca la santa protezione: si scelga un cardinale anche lui! Tettamanzi non lo vorrebbe però…
I cattolici centristi salveranno ancora una volta questo Paese, rassicuriamoci.
Zanzotto, che compie 90 anni, combatte ancora e sempre contro il cemento della Valle del Piave, in lutto, e contro l'imbroglio della subcultura leghista, che fabbrica spettri. Rimarrà voce inascoltata. Mentre gli affaristi della politica e i politici affaristi si riorganizzano.
(E ricordiamoci che finché CARTA non BATTE FORBICE, questo Paese non riemergerà dal pantano!)
Etichette: apparizioni, attaccamento, auto blu, babalone, biblioteche pubbliche, bisogno, bontà, cambio vita, città gentili, cl, consenso, coraggio, correnti, creatività, credibilità, cristiano e anticlericale, croce, crociate, delusione, dignità, dio-nigi, politici affaristi, tettamanzi
Pubblicato in Uncategorized | 4 Commenti »
ottobre 8, 2011
L'arte sacra era intrisa di DIO. Dio c'era. Oggi se tolgo la parola dio capisco questo mondo. Dio non genera più valori. Valori desertificati di senso di progettualità di trascendenza. Collasso di tutti i valori. Se la vita è uno stupido scherzo tanto vale riderci sopra. Ma chi l'ha detta… Mah ne parlava il buon uccellaccio nero, mi perdoni, Galimberti. Futuro indefinito, ritardato, angosciante. Non allungare lo sguardo è una minaccia. Progettualità negata. Rimane il presente da godere al massimo. Come guadagnarsi la vita? Sacrificio e rinuncia. L'oggetto del desiderio va conquistato. Invece rimane consumo spinto violenza alcol e droghe. Soddisfare il desiderio subito estingue la soddisfazione. Ne parlava dove quando perché. A Uomini e Profeti. Anni fa. Ci si interroga sulla generazione giovane. Abituare al principio di realtà, costruire la psiche l'autostima. Attraverso il lavoro. Dimensione gratiificante. Se non c'è prova non c'è autostima. Si vive di baccano. Si diventa esseri generici. Bisogna essere se stessi. Avere identità. Galimberti severo col mondo della scuola che non insegna l'alfabeto emotivo. Scuola del fare??? E la letteratura? La letteratura insegna l'ordine dei sentimenti: gioia disperazione slancio… Sennò si provano solo impulsi. La triade formare istruire educare concorre alla conoscenza dei sentimenti per non rimanere agitati e spossessati delle passioni e delle emozioni. Ogni giorno in Italia ci sono 11 suicidi (nel 1993, scesi a 8 nel 2008) contro 1,5 omicidi (3,5 nel 1992, scesi a 1,3 nel 2007) ma che dati confronti Gali? Vabbè la proporzione grossomodo c'è. Cina Irlanda Australia Nuova Zelanda. Gesto estremo nel mondo giovanile. Apatia psichica. Piattezza emotiva. Eccesso di stimolo angoscia e appiattimento non percepisce né il bene né il male. Problema culturale. Colpe? Genitori, giovani? No. Non del singolo. C'è una corrente. E andare controcorrente è difficilissimo. Si segue la massa. Insegnanti sotto pressione. Come agire nei processi giovanili? Restituire il senso. Recupero della cultura e dell'educazione greca. Conoscere se stessi e le proprie virtù. Capacità. Fai fiorire le tue caratteristiche e sei felice. Il tuo DAIMON. Non si entra nel sapere senza amore, fascinazione, curiosità. Riproporre la dimensione religiosa? No se punta tutto sul divieto. Si deve puntare sulla positività. La vita è bella comunque. Ma, lo ha detto sempre Galim? L'esperimento della danza e del silenzio. Le parole spesso confondono. Insegnare la raffinatezza. L'ospite inquietante: il nichilismo. Massima forza intellettuale fino a 30 anni. Forza biologica che non si utilizza. Oggi c'è concretismo. Ma sappiamo veramente cosa fare della nostra vita? Don Chisciotte e San Francesco, due pazzi necessari. Libertà di agire tra i pari. …Ok ok voglio buttar via un'agenda e sto trascrivendo gli appunti disordinati! Ma che disegnetti sublimi!
Il titolo è tratto da http://www.iteatri.re.it/Sezione.jsp?idSezione=1565 ieri e oggi a Reggio Emilia.
Etichette: comunicazione, condizionamenti familiari, consumi, convivenza, coraggio, costume, creatività, croce, cucciolo, cultura, devozione, dialogo, dignità, dio, dipendenza da radio3, emozioni, empatia, energia, eredità, eudaimonia, felicità
Pubblicato in Uncategorized | 4 Commenti »
maggio 10, 2011

Troppo abituata alle manifestazioni milanesi, all'insegna della promozione commerciale, mi ha spiazzato l'atrio del Teatro Politeama, scevro, come illustravo nel precedente post, di pubblicità e marchi.
Nemmeno un avanzo di piantina dell'Euroflora sul palco!
Solo un tavolino da campeggio con i tre relatori pigiati sullo stesso lato: Piovani a sx, Hack a dx. Una quota rosa su tre. Una quotona, però, visto il peso intellettivo della Margherita.
E mi torna in mente, amarcord amarcord, che venticinque anni fa almeno, ricevetti una lettera dell'UAAR bollata da un ufficio postale di Padova, che conteneva una lista di aderenti, tra cui il mio nome, e non ne sapevo niente. Non avevo affatto chiesto l'iscrizione, ma qualcuno solerte, avendo magari sentito esprimermi in merito alle tematiche cruciali (sono un'ateona sempre pronta alla discussione da quando avevo quindici anni con alcuni amici preti o suore illuminati – da me, ahahah), mi aveva inserito d'ufficio, per far numero s'intende, per mostrare che la cosa stava prendendo piede…
Al prossimo convegno, se la trovo, la porterò come cimelio. Ma arriverò sempre all'ultimo minuto, dopo il trekking… e se si tenesse a Milano, dovrebbe prolungarsi fino al lunedì mattino, perché così funziona, si fidino!, con degustazione, naturalmente, proposta da una bella azienda agricola della provincia ridente e produttiva, secondo i dettami del bio e del chilometro zero…
Un po' di marketing, raga! Non abbiamo il bisogno infantile di dio ma di giusta promozione, bevendo e mangiando, in allegro spirito conviviale, sì!
Sveglia!!!
Etichette: cibo locale, comunicazione, consenso, convivialità, dialogo, dignità, dio, uaar
Pubblicato in Uncategorized | 3 Commenti »
aprile 19, 2011
Un cerchietto nero a trattenere i capelli lisci pitturati diligentemente di biondo dorato. Un costume intero blu polvere scuro sobrio con i rotoli non del tutto contenuti. La chiamano professoressa e lei si schermisce tossendo insistentemente di quella tosse collosa, mentre si accende una sigaretta del vecchio Monopolio. Facoltà di Ingegneria. Finché mi diverto, sto. Dice. Io ci leggo solitudine. Enidutilos, raccontava Roberto Anglisani nelle rassegne dei Teatri di Strada. Al contrario, per giocarci su e intanto illustrarla spietatamente. Se ne vedono in giro di esemplari.
Ma per un uomo anziano come Master è diversa. La sua giacca doppiopetto coi bottoni dorati a penzoloni è vecchia e consumata. Il foulard la rende spiritosa. Un piccolo piacere della vita è anche conservare come souvenir una forchetta punzonata usata in un ristorante con vista mare in America e che il proprietario gli ha elargito con simpatia. Al tavolo, chiacchierando un po' dopo la cena sbocconcellata. Da solo.
Etichette: cambio vita, capelli, catacombe ideologiche, censure, colore, costume, decalogo, dignità, donne, eccesso di zelo, emergenze sociali, eredità, felicità, fitness, fumatori, intelligenza, le zitelle, longevità, lotta al tabagismo, mare, ottimismo, prevenzione, solitudine, sopravvivere, talento, tosse cronica
Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento »
marzo 27, 2011

Telefonata (vera o ipotetica) a Radio Padania.
Sì ciao sono la Mirella
Dimmi Mirella
Ascolta …mica in questi giorni.. sto parlando di un paio d'anni fa… io non avevo mai visto un libico… ero sul treno Genova Milano e dopo che era già partito arriva questo tutto trafelato che si prende l'unico posto libero di fronte a me sai nello scomparto da sei…
Sì
Be' questo essere di una maleducazione totale, ben vestito, eh, ma arrogante prepotente allunga le gambe da tutte le parti presuntuoso era agitatissimo si vede che era arrivato in Italia per la prima volta… voleva delle informazioni, pretendeva delle informazioni e parlava pochissimo l'italiano e un po' di più l'inglese ma come si fa… poi aveva due tre telefoni e parlava come un ossesso a voce alta in arabo e quando non parlava scatarrava … sì ti dico tirava su il catarro dal naso in continuazione…
Dài Mirella che ci fa venire il vomito…
Ti dico faceva schifo ma schifo.. allora ti ripeto magari per lui era il massimo dell'eleganza, aveva una giacca di pelle color… come si dice.. senape, tabacco una cosa così e i pantaloni in tinta poi delle scarpe assurde di pelle… mah guarda sembrava un extraterrestre
Allora Mirella abbiamo capito… dicci cosa volevi dire.. di tutto questo, vuoi trarre una conclusione?
Eh, sì ..allora… adesso che vengono su tutti questi profughi clandestini criminali magnapan a tradimento poooorchi
Mireeeella, buona!!
Ma dài bisogna dirlo scusa eh questi sono di una virilità.. esagerata… c'aveva un pacco che non ti dico, e qui cosa fanno? Eh dimmelo le nostre ragazzine che fine fanno?????
Ahahhhahahah Mirella ci fai ridere con il pacco regalo! …però c'è da preoccuparsi c'hai ragione! Mirella grazie, ciaoooooooo
Ciaooo tutti e Buona Padania!
Diego Parassole, visto ieri sera a FA'LACOSAGIUSTA (e anche al Giovedì di Augusto, recentemente), è un comico sensibilissimo. Sta facendo una campagna puntuale a favore dell'acqua pubblica http://www.altreconomia.it/site/fr_raggruppamento_detail.php?intId=5 e delle energie rinnovabili, contro la privatizzazione della prima e contro la scelta nucleare, totalmente irragionevole! Dice: ma se ci si mette dieci anni a costruirle 'ste centrali nucleari, B. dice quattro… allora vuol dire trenta… (con tutte le mafie coinvolte che se si dilatano i tempi rigirano e si gonfiano meglio i quattrini) immaginate che quando l'uranio sarà già esaurito, ci ritroveremo le centrali inutilizzabili! Chiaro.
Con le stesse risorse ci copriamo di impianti solari, eolici… razionali ed efficienti e colmiamo il gap con la Germania, fredda e meno soleggiata ma proiettata nella ricerca volta allo sviluppo delle tecnologie sulle energie rinnovabili e pulite con un movimento popolare fortissimo che ha messo alle strette la Merkel, spaventata dagli eventi giapponesi, e preoccupata di salvare la poltrona!
E l'umido? Le biomasse? Il comune di Milano ha bloccato la raccolta dei rifiuti organici. Con quale criterio?
In vista del nucleare? Tutto si rimescola ora! E nell'attesa, dovremmo scaldarci col carbone? Sì, c'è un progetto operativo che prevede l'acquisto del mefitico ma poco costoso fossile, che chiamano carbone pulito poiché almeno i filtri alle ciminiere saranno di nuova concezione…
Ricordo: TUTTO VA A FINIRE DA QUALCHE PARTE, anche i filtri pieni di polveri tossiche da smaltire, così come gli ingenui imballaggi delle stupide merci che quotidianamente ci assediano (perché noi non sappiamo dire NO in massa), così come le scorie nucleari famose che abbiamo acquisito dall'estero (…) e giacciono qui da noi a Trino Vercellese, in attesa di essere trasferite in Basilicata, e girano girano per il globo come anime in pena, mentre le gallerie sotterranee negli USA si sono rivelate non idonee e noi, gli alleati, non possiamo sottrarci a soccorrerli, i poveretti! Ma, guarda un po', i politici disonesti non vanno mai a finire nel posto giusto, invece!
Non c'è scampo: convertiamoci! Diventiamo A-Ortisti! Nei chiostri della Fondazione Umanitaria, prossimamente.
Etichette: a-ortista, acqua, acqua pubblica, affare del cemento, aggregazione, agricoltura, ahahah, ambiente, amici, ansia, anticonsumismo, apocalisse, apparizioni, arte, arte contemporanea, artedamangiare, arti visive, attaccamento, augusto bianchi, bio, biocombustibil, biodiversità, biomasse, bisogno, boicottaggio, bolletta, buon senso, catacombe ideologiche, censure, cervello, chicco testa, cinici ditalia, civiltà ritrovata, clientele politiche, clima, coesione sociale, comunicazione, convivenza, convivialità, coraggio, creatività, crociate, cultura, dignità, diossina, discarica, dittatura, diventare vegetariani, donne in trincea, ecologia, emergenze sociali, energia, eroe contemporaneo, fiera, filiera
Pubblicato in Uncategorized | 2 Commenti »