MORETTI dadaista

 

DIARIO DI UNA MARATONA MORETTIANA ALL’OBERDAN.

MILANO, 31 GENNAIO.

 

Quando il conduttore della serata, sceso dalla scalinata laterale, si è presentato in svolazzante impermeabile oversize color bronzo sul parterre, ho pensato di avere un’allucinazione con sovrapposizione di immagini. Era come se Moretti e Nichetti, entrambi ospiti della manifestazione IL CINEMA ITALIANO VISTO DA MILANO, frullati insieme, si fossero riassemblati in un unico personaggio, perfetta sintesi dei due. Non so che scarpe porti Nichetti di solito, ma direi proprio che essendosi quelle distrutte irreversibilmente nel frullatore, il nostro eroe doveva averne rubato un paio a Moretti.

 

Dice che ha due notizie, una cattiva e una buona. Moretti ha perso l’aereo. Moretti sta arrivando, questione di minuti. Intanto parte il Filmquiz. Abbiamo in mano i fogli e le penne per rispondere, ci invita a prendere appunti prima di scrivere le risposte definitive, e per questo lascia le mezzeluci in sala. Un’olografia di Moretti scivola di fronte al pubblico. Con malcelato disprezzo si lamenta delle mezzeluci, errore imperdonabile, ma non può ammazzarlo, carne della sua carne. Porta con sé le schede con cenni di compilazione e promette ricchi premi, compresa un’incursione nella sua ponderosa mente a mo’ di viaggio nel tunnel degli orrori dei luna parc per chi, mission impossible, le indovinerà tutte e quaranta. Bisognerebbe essere lui. Solo lui può farlo. Solo lui può. Solo lui. Solo. SSSSSSSSS. Punto

 

Ci propinano dei filmini sfocati con delle bandiere rosse, immagini da un cesso molto affollato, gente che mentre parla guarda in su o in giù, uno che corre su un prato agitando le braccia, ripetizioni di scene su un tratto di strada dell'Urbe con scorcio di collina e insediamenti umani terrazzati stondati neo littori. Sempre su un prato incolto accadono prove di duelli, ammazzamenti, fidanzamenti, con rigurgiti sanguinolenti. Fine. Si riaccendono le luci.

 

Mi volto ruotando verso destra dalla metà sinistra della seconda fila per vedere che effetto fa vedere il pubblico degradante (e anche piuttosto degradato) che osserva silenzioso il Mito Vivente, inarrivabile. Un pubblico più che composto, decomposto. Spalmato su tutta la gradinata, ma di sinistra. Più o meno deluso, ma di sinistra. Lo testimonia la postura, l’abbigliamento. Sono rappresentate tutte le fasce d’età. Capelli bianchi a ciocche spettinate, ricci scuri, lisci castagnetti. Occhialini. Sciarpe non rosse. Il Mito Olografico premia il mesto vincitore con dodici risposte. La metà dell’esuberante spettatore di Locarno. Il milanes-coeur-in-man dichiarerà subito dopo l’assegnazione dell’ambito premio, calcolato in proporzione alla modestia del risultato, che avrebbe voluto comunque idealmente dividerlo con la platea, che intanto scema. E nella seconda parte della maratona la sala malauguratamente non si riempie. Mornichetti si dà un gran daffare per sedare il Padre Mitologico del Cinema Italiano (dell’ultimo ventennio) in preda a una crisi di nervi che sfocia in un’ira furibonda. Sette o otto delle poltroncine disegnate dalla Gae Aulenti, elegantissime nella loro sottile ma solida struttura ricoperta di pelle vera impunturata, vengono divelte e scaraventate a destra e a sinistra. Le potrete vedere ancora conficcate nella boiserie ai lati della sala: ora sono diventate un’installazione neo dadaista. Grande attrazione.

 

Alcuni infine si avvicinano per richiedere autografi sulla brochure e una donna, raffinatissima, ha perfino un album in carta riciclata eco solidale per raccogliere ordinatamente le firme delle notorietà. Un’altra che pareva scesa appositamente in città dai monti, gli dice candida che pur avendo preso appunti, non ha risposto a un solo quiz, ha pasticciato il foglio ma per il figlio che conosce bene il suo imitatore, chiede una dedica contenente l’Epica Minaccia, che in fondo ha il suo valore educativo: LE PAROLE SONO IMPORTANTI! (e giù botte…)

 

Verso le dieci e mezzo, cappottone e zaino in braccio, mentre Silvio Orlando recita dal back stage del Caimano, guadagno l’uscita. Nello zaino ho le scarpe da ballo e, non era garantito, ma per riprendermi dagli effetti indesiderati della lunga seduta, decido di farmi giusto due giri di liscio al volo alla Bocciofila prima di rientrare.

Tag: , , , , , , ,

5 Risposte to “MORETTI dadaista”

  1. gaggio Says:

    mi hai fatto ritornare in mente di quella volta
    nei giardini dell’ex linificio di lodi
    sempre più ex ormai
    mi sa che era un ex linificio anche quando girava “a pieno regime”…che lo si poteva capire benissimo che prima o poi…ma questa è un’altra storia

    una serata fresca
    troppo fresca di fine primavera
    una retrospettiva di wenders
    preceduta da un estenuante “prefazione” curata da un insigne professorone
    uno di quei soloni che recensisce film
    e non solo film
    sui più autorevoli quotidiani della penisola
    anche in quell’occasione il pubblico era perfettamente omologato a certi clichè
    intellettuali veraci ed intellettualoidi altrettanto veraci
    e pseudointellettuali mischiati a pseudointellettualoidi
    nessuna peculiarità distingueva gli uni dagli altri

    vabbè
    un trionfo di occhiali dalla montatuta nera e spessa
    dolcevita neri
    camicie grigio smunto
    pantaloni di velluto a coste più o meno larghe
    giacche opache e trench ancora più opachi
    e smunti
    all stars di tela misti a scarpe nere dalla pianta larga
    pashmine e foulard in abbondanza
    e quotidiani e magari libercoli infilati nelle tasche
    a spuntare appena da queste

    alla fine delle proiezioni
    quando tutti si stavano per muovere
    per sollevare i loro culi
    ed i loro spiriti devastati
    ecco che arriva un tizio
    di corsa
    bello trafelato
    al grido “ce l’ho io un bel film da vedere cazzo!”
    e il tizio piazza nel proiettore il suo audiovisivo
    allo scorrere delle prime immagini
    tutti
    ma proprio tutti
    all’unisono
    hanno ripreso posto sulle loro seggioline ancora calde

    si trattava di un classicissimo
    ovvero

    “cicciolina l’atomica”

    la storia dei due unici sopravissuti all’ecatombe nucleare
    cicciolina appunto
    ed il suo bel mandrillone
    ci han dato dentro di brutto per due ore
    allo scopo non solo di scopare
    ma anche al fine di procreare
    un pornazzo che traeva i propri fondamenti filosofici e morali dall’insegnamento biblico
    “andate e prolificatevi”

    tutti quanti
    intellettuali e pseudotali
    intellettualoidi e non
    tutti quanti sazi e satolli
    chi soddisfatto
    chi frustrato
    alle tre di notte tutti noi abbiam fatto rientro alle nostre dimore

    molti di loro li ho ritrovati il giorno dopo al bar
    che c’era milan-inter in tivvù

    wim wenders e le sue cerebrali masturbazioni da cineasta didascalico e presuntuoso erano solo uno sbiaditissimo ricordo

    il derby
    la scommessa fra amici su chi avrebbe vinto
    quella bottiglia di barolo in palio
    gli sfottò a seguire
    beh…vogliamo paragonare il sangue che fa tutto questo rispetto a “il cielo sopra berlino”?!

    non c’è proprio gara!

  2. gaggio Says:

    ah dimenticavo

    finì 2 a 2…per la cronaca

    ci dividemmo la bottiglia in allegria

    ma anche no!

    che il milan pareggiò allo scadere

    che ancora mi rode

  3. paolazan Says:

    grazie gaggio per la tua commovente testimonianza dal linificio di lodi! ma toglimi una curiosità: erano gli anni ’80?

  4. gaggio Says:

    claro que sì!

  5. paolazan Says:

    urca, il commento di vince per il mio tramite, si è infilato erroneamente nel post precedente mentre era da inserire qui. la manovra del ripristino sarebbe per me un po’ troppo macchinosa, rinuncio. sorry!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: