CASE CHIUSE

P. mi ha riferito che:

1. In Svezia all’inizio degli anni ’60, facevano firmare agli stranieri che soggiornavano negli alberghi, un’informativa sulle modalità di approccio verso le donne per strada o in altri luoghi pubblici: le molestie sarebbero state perseguite e punite. Si poteva invece usufruire regolarmente di servizi di sesso a pagamento in locali appositi (bar e nights), senza incorrere in censure o sanzioni.

2. In Italia, i cazzuti dai 18 in su, orfani delle case di tolleranza dal 1959, si servivano del mercato illegale e continuavano a molestare le donne, le ragazze  e le bambine per strada, in casa, ovunque.

3. Ma per lo più le ragazze continuavano a pensare che fosse un affare mantenersi vergini per contrattare un matrimonio più vantaggioso. Il moralismo cattolico imperava e copriva come una pàtina la vita vera degli italiani. Guai per chi è diventata l’unica realtà.

4. Sua moglie era certamente illibata. Così doveva essere. Prima del matrimonio era stata controllata a vista.

5. L’Italia era ed è un paese a tratti molto incivile, bassamente incivile, irrimediabilmente incivile e arretrato.

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5 Risposte to “CASE CHIUSE”

  1. ilgattosilver Says:

    Rispetto al punto 5): è vero. Però abbiamo 1700 tv private e si può scommettere in tempo reale legalmente su qualsiasi cosa negli appositi punti scommesse.
    Siamo nel terzario avanzato, appena prima del quaternario inferiore.

  2. Zastar Says:

    Eh ma però abbiamo il calcio che ci fa lustro. Vuoi mettere?

  3. Zastar Says:

    “ma però” voluto eh….

  4. anonimo Says:

    si, tutto vero, signora Zan. Italiota come sempre ipocrita, moralista, porcello (siete al terzo posto dopo americani e qualcun altro che non ricordo) per il turismo sessuale da pedofili, che ha sempre scuse e non si prende mai le sue responsabilità. Sono sempre gli altri. Con la complicità tacita e pericolosa delle donne, italiote, ipocrite, identiche a lui. Se tutto va bene siamo rovinati!
    Miki

  5. ilgattosilver Says:

    L’AnoniMiki parla in terza persona, ma immagino che parlando italiota sia pronto/a a prendersi quella parte di responsalità che rinfaccia agli altri, no?

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