l'immigrata grata

Si mette a fumare e per fortuna il vento gira dalla parte giusta. Non mi accorgo di niente per 18 – 19 minuti e poi la trovo accovacciata sulla panchina con la borsetta tra il polpaccio e la coscia e il telefono in mano che armeggiava. La vigilanza reciproca continua. Oramai siamo consorziate io e la romena. Arriva un motorino e sto per sbottare. Questo è il parco P e non ci si gira col motorino, capito? Ma si ferma dalla romena, la guarda con dolcezza mentre si toglie il casco e lei lo riconosce. Non si vedevano da prima dell’estate e parlano subito di lavoro. Le novità sono tante. Lei ha avuto una fregatura. Quegli egiziani di merda non l’hanno pagata… Adesso va in fabbrica dalle cinque a mezzogiorno. Ma a lei piace tanto lavorare, anche se non mi pagano! Ride. Mi fa un gesto curioso di ciao ciao e sale sul motorino del sudamericano. Alla prossima, le dico, l’unione fa la forza! Quel parco è un crogiuolo. Tutto è possibile al parco P.

Seguo il motorino con lo sguardo fino alla salita del cavalcavia. Intanto si avvicina un personaggio della categoria dei PAPPALARDI. Piccolo, pensionato, proteso verso lo scambio di chiacchiere. Tutto è sottosopra: qui a melano si sta in canotta (io!) e in sigilia si muore di freddo… mah! 

Insomma, scopro che è un ex metalmeccanico, con esperienza sindacale: mi parla con competenza della cellula e del valore dell’informazione che i più anziani trasmettevano ai più giovani. Una volta le controversie si vincevano nell’85% dei casi, ora non si arriva al 50%.

Non c’è più solidarietà nel posto di lavoro. Ognuno è solo. Vero. A questo ci ha portato la destra.

Alle primarie ha votato Bersani ma gli è rimasto un dubbio su Franceschini. Vecchia guardia contro un finto nuovo. Il nuovissimo Marino poi non l’ha convinto. Il problema è che i padroni e gli operai non trovano mai un compromesso, ripete. Quelli pagano il meno possibile e gli altri fanno le rivendicazioni. Ma che ragionamento è? Il lavoro per mangiare? Lotta di classe? Siamo lontani anni luce. Finché ci saranno operai che desiderano diventare padroni, non se ne esce.

La famiglia è alla base della società, dice. Così gli anziani sono sostenuti. Ma dove vivi? La formula tre o quattro generazioni insieme non è più proponibile, la configurazione del nucleo familiare è totalmente mutata. Impossibile la convivenza con genitori e suoceri. Le donne oggi non possono accettare il controllo dei familiari, e non sono più le serve dei mariti, confinate nei doveri e minacciate dal ricatto storico. Le situazioni di prevaricazione e di disagio che perdurano sono retaggi. Archiviamoli.

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