DUE PICCOLI GIOVANNI

Si tratta di due bambini: stesso nome, stessa età (sui sette).

Uno bellissimo (chissà se gli pesa), l’altro dalla testa un po’ schiacciata e asimmetrica, gli occhialini di metallo tristi appoggiati sulle orecchie a sventola, sguardo tonto (ma nell’ambito dell’intelligenza normale), boccuccia schiusa in un’espressione perennemente tristemente stupita, di corporatura tozza (chissà se gli pesa).

Il primo pare più autoconsapevole. Quel che dà da riflettere è che si ritrovi tagliato addosso un ruolo: il seduttore. Così sarà indotto ad esserlo oppure a non esserlo per reazione. Penso a quanto si possa essere condizionati da chi ci sta intorno, con altre peculiarità (tra cui magari non una spiccata bellezza) e che insiste sull’evidenza della differenza cercando di manipolarla a suo vantaggio, in quanto svantaggiato (es. riscossione di simpatia…). Dipenderà dal carattere del bambino, così come da altri fattori ambientali, non farsi rigirare (o raggirare) troppo.

La faccia da piccolo allocco (sputato!) non vivrà questi inconvenienti. Ma vicino a lui c’è una figura di mamma allarmante. Lo tiene per mano in un passaggio stretto sulla scogliera e lo incita dài Giovanni! con delicatezza appena sufficiente. E ha una faccia terribile. Che smentisce quella parvenza sonora. Trasmette innanzitutto assenza di orgoglio materno. Poi ho anche pensato: sarà mica delusa perché il suo bimbo non è bello? Saranno mica sette anni che è delusa mentre gli dà da mangiare lo veste lo lava lo accompagna a scuola lo accudisce in tutto? Non ha quel sorriso tenero che ci si può aspettare, ecco cosa stona! Io sono stata richiamata dal nome pronunciato con rassegnazione, ora capisco, dalla donna. A distanza di poche ore dalla vista della bellezza dell’altro piccolo G., non ho potuto fare a meno di associarli.
Ma come si fa a non essere dolci con un bimbo, bello o bruttino che sia (aspettiamo che stagioni, magari cambia)?

Insorgo. La mancanza di fierezza mi disturba quasi più della, chiamiamola così, non ostentazione di dolcezza, che posso giustificare.

Questa non lo sarà di sicuro, ma automaticamente ricollego a figure di altre madri aberranti, madri assassine. Fra tutte una molto mediatica che non cito per orrore, che ce l’aveva con il testone del suo povero figliolo.

Inglobiamo. Inglobiamo qualsiasi forma di realtà. Accennata, occultata, conclamata.

Non ci sono corsi di formazione per diventare buoni genitori. Andiamo per imitazione, mimesi, o per reazione.

Oppure.

Non ci sono buoni genitori in assoluto, ma si può essere genitori migliori di altri.

Intanto, osservo.

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14 Risposte to “DUE PICCOLI GIOVANNI”

  1. paolazan Says:

    ricevo in posta privata:

    Pa,
    se parli di rapporti madri e figli mi risucchi con i tuoi tentacoli…
    La madre non orgogliosa non ama? … Spero di essere diversa, anzi per ora mi lascio inebriare dall’amore che provo per il piccolo G. So bene, però, che dovrò iniziare a pensare di poterne fare a meno. Per la sua libertà.
    Quello per i figli è un amore disturbante, disse una volta un amico.
    E’ così: un amore così forte da disorientare, che va accudito, accarezzato, riconosciuto, allontanato, ripreso, guardato da lontano, poi da vicinissimo.
    Un abbraccio a tutte le mamme, anche alla mia.
    M

  2. anonimo Says:

    scusa  è qui che volevo dire che pippe, ma un chilo di hazzi tuoi …

  3. paolazan Says:

    caro anonimo delle pippe, pensa che ci sono decine di blog dedicati al rapporto genitori-figli… non intendo dar questo taglio al mio, è accidentale, ma è una tematica onorevolissima e… produttiva: guarda il libro di venditti che rispolvera tre generazioni e ci fa i conti! tu no? solo pippe?

  4. anonimo Says:

    salve,
    dovrebbe  rileggere  il suo post , con un pò di calma .

    provo a fare una sintesi:

    – premetto che dopo la seconda lettrura mi è tornato un senso di perplessità e amarezza ..

    * il bruttino : …..sguardo tonto (ma nell’ambito dell’intell. norm) corporatura tozza (chissà se gli pesa)

    * il bellino: il primo pare più autoconsapevole ….tagliato addosso il ruolo di sedutttore ecc…

    *il bruttino: la gaccia da piccolo allocco (sputato) …non vivrà questi inconvenienti…

    *la mamma dalla faccia terribile……..sarà mica delusa perchè il suo bimbo non è bello?……

    e via continuando con giudizi  e deduzioni/banalità, alcune anche un pò suggestive

    Ed ancora …. ma come si fa a non essere dolci con un bimbo bello o brutto che sia…… 
    insomma, ma il senso di queste  "analisi" così contorte, condite da giudizi prevalentemente estetici e con dubbi riferimenti esistenziali su  persone che non conosce e che nella miglior delle ipotesi ha osservato per qualche minuto.   Cordiali saluti 

     

  5. paolazan Says:

    e questa dell’anonimo che usa grottescamente la forma di cortesia (nei blo-og?) sarebbe una Signora Analisi? per carità!

  6. anonimo Says:

     Ma anche tu nella descrizione spietata del "piccolo allocco" dallo "sguardo tonto" non mi pare che dimostri tutta questa tenerezza.
    Anonimo romano

  7. anonimo Says:

    oh finalmente ti sei rivelato! solo la distanza fisica e temporale dal bambino in questione permette di essere crudi

  8. paolazan Says:

    il precedente ero io da una postazione non loggata. (…l’identificazione può giocare brutti scherzi!)

  9. paolazan Says:

    stavo pensando… ma non è che noi riusciamo a dare ai figli quello che non abbiamo ricevuto dai nostri genitori? perché c’è una componente razionale di volontà di realizzazione che, con opportuni strumenti, ci accompagna.  
     
    …è così. Anch’io più o meno inconsciamente sto dando a mio figlio quello che avrei voluto avere come figlia. Interrogarti sulle scelte da fare come madre di tuo figlio ti obbliga a rivedere te stessa come figlia di tua madre. Per questo con la nascita di un figlio si smuovono una serie di meccanismi che ne stavano silenti da anni. I fantasmi rinchiusi nell’armadio premono per uscire. Certe scelte fatte per/sui figli poi dipendono anche dal cammino di crescita individuale, oltre che dal rapporto di coppia.  

  10. anonimo Says:

     Finalmente mi sono rivelato? Mi firmo sempre Anonimo romano, degli altri anonimi non rispondo. Ciao
    Anonimo romano

  11. anonimo Says:

     Dopo lo Zen parent, ci mettiamo la Zan parent?
    Anonimo romano

  12. paolazan Says:

    AR, sei unico! ma non avevi detto che transitavi per il noddddd? risposte private prego!

  13. anonimo Says:

    forse un pò grottesca è quella sua "descrizione"  , la mia potrebbe essere una constatazione infastidita,  anche da un suo  velo di superbia.

  14. paolazan Says:

    ehbbravo il coniglio!

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