AUTOSTOP E …

Farò outing. In italiano: una confessione. Quando ho visto i ritratti delle persone che hanno trasportato una dopo l’altra, dall’Italia alla Turchia, le due donne nei panni di sposa per realizzare il loro sublime progetto di pace, ho pensato alle centinaia di volte in cui mi sono trovata nelle stesse circostanze con obiettivi molto più bassi, e ho scelto e deliberato di prendere passaggi per fare un viaggio, e ho osservato i volti di chi stava al posto di guida per capire in pochi istanti… in quali mani di conducente mi (ci) stavo (stavamo) mettendo. Per arrivare a destinazione in un tempo che non si conta più, ma sani e salvi. A parte le brevi escursioni nel raggio dei 50-60 km, andai perfino a un colloquio di lavoro 23 anni fa a 700 km di distanza da casa, calcolando un ampio margine per essere certa di arrivare giusto per cambiarmi, e abbigliarmi in maniera consona all’importante occasione. Fu così che alla stazione della città meta del viaggio, entrai in jeans e uscii in tailleur Loretta di Lorenzo pied de poule e parigine impunturate col tacco! Coiffée et maquillée.
Sembrerebbe uno schiaffo alla diversa sorte capitata a Pippa, ma era solo per introdurmi dolcemente nell’argomento dai lati oscuri. A fronte di una serie di passaggi andati a buon fine, e non solo, ma segnati da conversazioni amabili, posso dire per averle scampate, di alcune situazioni dubbie che chiamerò:
1) la Fuga in Austria (1979); 
2) il Ritorno dal Veneto per la Romea (1981);
3) il Mercedes Pagoda (1986);
4) l’Uomo di Como e il Lupo (1992).
Situazioni ipoteticamente a rischio di violenza, perchè di fatto, aldilà di un si può dire vago senso di allarme, nulla di grave accadde. Il sentore di approssimata intenzionalità è però netto, posso testimoniare. E finché rimane approssimata, una volta scese, c’è da tirare un bel respiro di sollievo. Anche se la consapevolezza di ciò quando si è giovani in particolar modo non è chiara. E si va avanti.
Così dall’auto con i due ragazzotti del confine italo-austriaco scendemmo all’incrocio dopo esserci scambiate un segnale di via, sulla Romea la guardia giurata armata mi mostrava il posto lì su una strada laterale dove avevano fatto la festa a una ragazza come me, al medico toscano sul Mercedes in tempi di mostri e merende mi affrettai a dire che no no noi non eravamo una coppia… e in un giorno solo l’auto targata CO guidata da un essere che poteva essere un musicista per gli spartiti sparsi sui sedili posteriori e che non emise neanche una sillaba perché magari ripassava mentalmente, prese una traversa all’improvviso, per ritrovarsi sulla stada principale un chilometro e mezzo dopo forse solo per evitare due code ai semafori (ma fu questa la paura più densa che provai)… e il demente della cinquecento rosso fuoco mi chiese se mi chiamavo cappuccetto rosso che lui era nientepopodimenoche il lupo! 

Tag:

5 Risposte to “AUTOSTOP E …”

  1. arcipelago Says:

    … e il colloquio com’è andato ? – anzi, com’era andato ?

  2. Simonedejenet Says:

    Con la pressione mediatica che abbiamo addosso oggi, sembra impossibile che si sia vissuto così.

  3. paolazan Says:

    % 1 il colloquio fu un successo e stracciai altri due candidati.. ero in uno stato mentale di vera autodeterminazione: forse si vedeva anche da fuori!

    % 2 eh sì, prima deflagravano le bombe… ora il terrorismo è sottile!

  4. trans Says:

    …è anche vero,gentile amica,che si era in tempi di frontiera socio-emozionale,per cui erano in un certo qual modo relegati ad una tipologia gli individui a rischio,oggi sono trasversali ad ogni strato sociale,forse era anche minore la pressione sessuale quasi che fosse una vera conquista l’atto in se stesso,data la evidente gratuità dello stesso secondo i modelli attuali,una eventuale respinta,genera immediata rabbia,come a dire,ma come tutti si io no?almeno questo deve aver pensato,secondo la mia impressione extrasensoria,il tipo demente che vistosi rifiutato ha strangolato la ragazza ventenne,abbandola subito dopo come si fa con un pacco postale di cui non s’accetta la consegna…mala tempora currunt..ma l’autostop,pratica di cui s’e persa la valenza ideologica di quei tempi,potrebbe essere l’ultima delle tentazioni..in fondo nelle mie trasferte,non m’è mai successo nulla..salvo poi,rimasta in panne in una mise da soiree.finire sotto schiaffo d’un paio di balordi,sulla via del mare di ritorno da una festa in discoteca…ergo,le potenzialità testosteroniche di certi maschietti sono sempre le stesse,ciò che cambia è il valore della sessualità..lo dico proprio perché se nella metà anni ottanta,sebbene fossimo viste con titubanza,noi trans,avevano un’allure di misteriosa magia,per cui gli uomini o ci temevano o ci rispettavano..oggi,grazie al fenomeno viados,siamo considerate tutte-sebbene la sottoscritta non lo sia mai stata-delle prostitute tout court…ma io non perdo la speranza,un pò come la grande e gentile pippa bacca,col suo girare vestita da sposa,cercare di vivere un messaggio di tolleranza e di amicizia pura…che poi un’altro demente possa aver fatto ciò che ha fatto,dimostra inequivocabilmente che gli animali sianoa qualunque latitudine,sotto qualunque spoglia,non può,non deve fermare il traguardo di civiltà che persone di buon senso si sono poste…ecco,gentile amica,scusandomi per la lunghezza della mia esposizione,che il credo,l’orizzonte d’una idea non possa mai svanire,forse anche ritrovare la fiducia in noi stesse,come negli altri..autostop compreso;)bella l’idea di cambiarsi,m’ha ricordato la mia adolescenza,magari non per i tuoi stessi motivi,ma il tallieur e le decoltè ci stavano tutte!..ti auguro buona vita e..a presto!your sincerely jackie;)

  5. giovanotta Says:

    Cara Paola,
    giusto il tuo ricordare i tempi in cui si poteva fare autostop quasi tranquillamente, a parte un minino di rischio calcolato..
    giusto anche ricordare il messaggio di buona volontà che lanciò Pippi… sono pacifista convinta, ma sono anche convinta che i tempi siano peggiorati per le donne ultimamente.. e affrontare un lungo viaggio in quelle condizioni, su una vespa e vestita da sposa, non poteva non attrarre qualche squilibrato.. incluse le difficoltà della lingua diversa (ma poteva essere anche un italiano..).
    Dunque io credo che tocchi a noi trovare il giusto equilibrio (e lo dico amaramente) tra le nostre aspirazioni e la nostra voglia di "rompere" con la realt, usando tutta la prudenza necessaria, riservando la denuncia pubblica ad iniziative in comune con altre donne e quella privata ove e sempre possibile
    il discorso è lungo.. ci rileggiamo 🙂
    un saluto

Rispondi a arcipelago Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: