ATM


Mi sono sempre stupita
della calma serafica
dei conducenti dei mezzi pubblici a Milano.
In mezzo al traffico,
sui Navigli con le auto in tripla,
a far delicatamente drin drin
per richiamare l’autista distratto…
Belli ordinati diplomatici.
Aristocratici.
In quindici anni me ne è capitato uno, 
forse uno e mezzo, iroso!
Ho pensato più volte:
ma quali istruttori di bon ton,
allenatori emotivi, utilizzano all’ATM?
Stupefacente.
Infatti.

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7 Risposte to “ATM”

  1. Simonedejenet Says:

    Tranne qualche eccezione, tutti gli autisti di autobus sono così.

  2. paolazan Says:

    ma sì, la polemica si è già ridimensionata! è che da lontano, le notizie su milano appaiono sotto un’altra luce… stima e solidarietà per la categoria

  3. Mokassino Says:

    Dal travone pusher al tranviere pusher il passo è breve. C’è sempre un tranvai di mezzo.
    C’è di buono che in effetti l’effetto è calmante e gli autisti non scendono in strada a sbraitare col vecchio che guida col cappello, nè prendono a crickkate il suv del cumenda che ha parcheggiato sui binari.

  4. Elyminazione Says:

    Fuori dalla polemica sull’uso di sostanze, devo dire che a me i conducenti ATM più che calmi e serafici spesso sembrano completamente distanti, alienati nel e dal proprio lavoro. Non so che turni di lavoro facciano, ma deve essere un lavoro veramente logorante per i nervi…

    Comunque io ne ho trovato solo uno esaltato, sulla 49, che si era impegnato nel sacerrimo compito di istruire i passeggeri sul Corretto Comportamento da Autobus. Costui, quando arrestava il pullman alle fermate per far salire le persone, non apriva la porta di discesa, se uno non aveva prenotato. Anche se c’erano passeggeri pronti di fronte alla porta per scendere! Ho visto una vecchina africana perdere la sua fermata per questo motivo, ed essere portata a un km dalla sua fermata (in zona S.Siro le distanze tra fermate sono scellerate)! E lui le ha urlato dal suo posto guida: "Signora, le fermate si prenotano!"…

  5. paolazan Says:

    Cara Ely, il tuo garbo mi seduce.

    In analogia col tuo racconto, ricordo di un cerbero feroce controllore sulla 30 che schiumava addosso a un cinese che non aveva esibito il titolo di viaggio. Fece femare il mezzo per far scendere ‘l’irregolare’, ma questo rimase pietrificato al suo posto, guardando dritto davanti a sè e subendo senza capirli tutti gli insulti mascherati da lezione di legalità… i minuti passavano e la scena diventava sempre più grottesca… nell’irritazione generale, molti scesero per proseguire a piedi. Se quello fosse stato armato, non mi sarei meravigliata di veder schizzare sangue sui sedili.

    La calma serafica dei conducenti che proponevo come immagine era un’estremizzazione voluta per rappresentare una forzatura (un appunto ironico o magari un eufemismo) e il corrispondente disagio.

    Ammettiamo anche una grande umanità alberghi nella categoria e molti dipendenti ATM siano oltre che competenti, altamente consapevoli della loro responsabilità!

    Tutti i nodi però, vengono al pettine!!

  6. Elyminazione Says:

    Cara Paola, grazie! Dal canto mio io sono incantata dalla capacità che hai di rendere interessante ogni aspetto del quotidiano di cui scrivi, e dal desiderio che induci di commentare.

    Molto succoso "antropologicamente" l’aneddoto che racconti. Ci ritrovo il muro di gomma che gli orientali sanno erigere di fronte a manifestazioni che per noi sono di forza e per loro sono animalesche, e anche la gioia del moralizzatore di avere uno sfogo lecito e santificato alla sua furia di torbida origine.

    Sono contenta che altri abbiano scelto di sottrarsi alla violenza deflagrata e gratuita scendendo e proseguendo a piedi, indicando almeno in questo modo la loro disapprovazione. Anche se mi viene sempre più il sospetto che quello fosse un fastidio non per la sproporzione dell’ingiustizia, quanto per il fatto che fosse perpetrata sotto i loro occhi, che non potevano volgere da un’altra parte, per una volta… Chissà cosa avranno pensato realmente…

  7. paolazan Says:

    Ely! Non sono sciamati via silenziosamente, ma inviperiti contro il’disservizio’ che procurava ritardo! Se fossero stati armati di mazze, avremmo visto cristalli infranti o sedili piegati… Io e un altro ci siamo scambiati uno sguardo di intesa scuotendo la testa. E poi?

    Ma ora dalla polverina presunta o accertata dei conducenti siamo scivolate su un altro terreno…

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