LAURA NON C'E'


 

La Prof di Scienze entra in 1G alle 13.15 di venerdì per l'ultima ora di lezione, e trova la classe dimezzata.
I presenti sembrano narcotizzati. B., il campione del vivaio del Milan, ha la testa appoggiata al banco, lo scuote, apre un occhio poi l'altro. Mancano la L. e la N. che son sempre pronte a prendere appunti e a interloquire. Un torpore strano avvolge l'aula esposta a mezzogiorno e inondata di luce. K. si alza e cerca una penna con insolita inquietudine, per una penna. Pare che la B. gliela avesse affidata, che lui credesse di averla persa, invece la B. se l'era già ripresa, per precauzione, conoscendo il tipo.

Una firma rapida sul registro e, mentre snocciola i titoli della scaletta, si informa sugli assenti che non sono nell'elenco apposito, i famosi presenti-assenti.
– Sono in bagno, prof. – fa la R., infatti dopo tre minuti rientra D., col cappuccio alzato della felpa bianca. – A chi hai chiesto il permesso? – chiede la prof. – A nessuno – risponde candido. – Perché? …eh perché la prof di Italiano era uscita e lei non c'era… – Usa così infatti: quando suona la campanella i prof escono dalle rispettive classi e c'è un gap di due minuti prima della ripresa delle lezioni. Prof ubiquitari: rari.  Il ragazzo di bianco felpato, si aggira alla ricerca del suo posto, così come della sua identità e magari anche della dignità… Giovedì era felpato rosso e mercoledì, nero. Sempre felpato è. Sempre incappucciato è, finché non lo si invita a scappucciarsi, visto che non appartiene alla categoria dei frati e non si trova in un convento. E non piove all'interno, in quella scuola, non solo perché è una bella giornata. Si scusa blandamente con un'alzata di spalle, come se fosse una bizzarria dell'insegnante fargli la richiesta di uscire dal bozzolo almeno con la testa.

Parte la lezione, a ritmo incalzante. B. segue perché l'insegnante gli ha fatto cambiare posto e si è trovato su una sedia fredda. Il disastro ambientale della Luisiana interessa. Fanno tutti il disegnetto della piattaforma e del tubo rotto che sversa 100.000 barili al giorno. Chiedono cos'è il krill e se le balene davvero ne risentiranno. Si aggrottano le fronti. Per quel che è possibile. Ma cosa si può pretendere da fronti così giovani? Vergini, ignare dei veri problemi dell'umanità. Ignare delle vere responsabilità, delle vere potenzialità distruttive dei cosiddetti esponenti eletti della specie autodefinitasi sapiens. Si raggiungono livelli di partecipazione ragguardevoli e si creano le premesse per ulteriori approfondimenti, con utili riferimenti a quelle aree del programma didattico che confluiscono nella trattazione della dinamica della Litosfera e dell'Idrosfera. Un cerchio che si chiude.

Scoccano le due. Ahhhhhhhhhhhaaaaaaahhaaaaghhhhhhh!
Laura. Ma la Laura non è rientrata. – In bagno, presto, qualcuno vada a vedere se ha avuto un malore, se è svenuta, se è disperata e piange in un angolo… -. – Vado io, prof – fa D. – Ma no, tu no, sei un maschio… Vai tu A., corri.

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2 Risposte to “LAURA NON C'E'”

  1. gabrielexmilano Says:

    L'inizio del racconto prende molto, sembra la partenza di un giallo alla Simenon, ma il Commissario Maigret poi riuscirà a trovare l'allieva mancante?La pericolosa "fuorilegge" sarà assicurata alla Giustizia?I congiunti della "fuorilegge"  riusciranno a capire le ragioni del suo gesto?

    il resto alla prossima puntata!! 

  2. scudieroJons Says:

    Me li ricordavo diversi, i bagni della scuola.Quello della foto è un prodotto della riforma Gelmini?Ciao : )

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