GOLF MANIA (E LA SALUTE?)

 

DATE BUCA

Berti Ferri <!–: –>

La  Federazione Italiana Golf ha ufficialmente aderito, con un accordo di partnership approvato nell’ultimo consiglio federale di Milano, ai principi di sostenibilità ambientale per i campi da golf sostenuti dalla Golf Environment Organisation (GEO).

 
La pratica del golf è notoriamente oggetto di critiche da parte degli ambientalisti. Sia per i disboscamenti che a volte richiede, sia per il grande utilizzo di acqua di cui necessitano i campi da gioco per la loro manutenzione.
Si calcola che possano equivalere giornalmente fino al consumo idrico di 6-7000 persone creando un’eccessiva pressione a carico degli acquedotti interessati.
Questi terreni – che misurano migliaia di ettari ciascuno

– possono rappresentare anche una perdita di terre potenzialmente coltivabili, o di boschi esistenti o potenziali, o semplicemente di spazi sottratti alla comunità contribuendo anche all’erosione del suolo, vista la scarsa piantumazione. Il prato (una parte del quale è definita green!) richiede inoltre interventi intensivi a base di pesticidi e concimi chimici, soprattutto in Paesi più sensibili alle pressioni degli investimenti esteri come il Sud del mondo.
 
Per contro i praticanti di questo sport sono abituati a un contatto rilassato con la natura e apprezzano in generale la tutela dell’ambiente. Tenuto conto quindi delle possibilità turistiche offerte da questo sport e dalle strutture che attorno a esso ruotano, è logico che le pubbliche amministrazioni italiane identifichino la pratica golfistica come uno strumento di investimento sul territorio, pur nell’indispensabile rispetto del patrimonio naturalistico, paesaggistico, architettonico, storico e gastronomico che la circonda. Ma prima di tutto è necessario valutare i costi ambientali cercando  di contenerli il più possibile.
 
Una gestione responsabile della manutenzione di un manto da golf, per esempio, dovrebbe preferire acqua meteorica raccolta in appositi bacini, in uscita da impianti di depurazione o da processi industriali, in modo da evitare sprechi di acque provenienti da acquedotti o da falde. Ideale, sarebbe poi monitorare le quantità utilizzate per l’irrigazione con un flussometro, regolando la distribuzione dell’acqua in base al reale bisogno di ogni area della superficie di gioco: alcune infatti non hanno bisogno di un manto perfetto.
Per risparmiare anche sull’utilizzo di pesticidi, occorre fin dall’inizio progettare e definire un tappeto erboso il più possibile in armonia con l’ambiente naturale, potenziando l’utilizzo di erbicidi che sfruttano antagonisti naturali o proteine prodotte da funghi e batteri contro gli agenti infestanti.
 
E’ imperativa la  tutela dell’ecosistema delle aree naturali e degli habitat pre-esistenti, sia in particolare in fase di costruzione che di modifiche/ampliamenti del percorso, prevedendo l’impostazione di un adeguato conservazione delle specie e degli habitat rari e protetti.
Infine va previsto l’uso efficiente dell’energia, il risparmio energetico, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, la riqualificazione del sistema elettrico, le nuove tecnologie ad alta efficienza, la certificazione energetica degli edifici e l’utilizzo dei servizi di energy management e di certificazione. Per ora, da sempre,  le golf car che portano da una buca all’altra del campo sono già completamente elettriche. Sono questi i punti chiave del piano energetico di cui ciascun circolo golfistico qualificato deve dotarsi.
 
Anche le palline che si utilizzano per questo sport rappresentano un rischio. Ogni anno, infatti, se ne perdono grandi quantità in mezzo agli alberi, nei boschi e negli specchi d’acqua dove costituiscono una fonte di inquinamento a causa del loro contenuto interno, altamente tossico. Ora ci sono nuovi prodotti biodegradabili o, comunque, eco-compatibili con il nucleo centrale in termoplastica, materiale che può essere riciclato per crearne di nuove. In alcuni casi le palline si trasformano in…mangime per pesci.
 
Proprio per rispondere a queste criticità e valorizzare gli aspetti sportivi e sociali del golf la Fig ha avviato la partnership con la Geo. Ricordiamo, tra i meriti di questa pratica sportiva, che il golf è uno sport che consente ai disabili di gareggiare in assoluta parità con i normodotati e che la Figd (Federazione golfisti disabili italiani) è un organismo regolarmente aderente alla Federazione del Golf nazionale e internazionale.
 
Certo, la costruzione di un impianto golfistico risulta un’impresa di progettazione impegnativa, ma questo sport si sta avvicinando, anche in Italia, al modello nordico e anglosassone di sport per tutti, responsabile dal punto di vista della tutela dell’ambiente e rispettoso del contesto naturale e sociale. Se fra i primi atti della rivoluzione cubana ci fu la riconversione dei campi da golf in terreni agricoli, oggi le “buche” sono una nuova opportunità di turismo in molti Paesi. Basta rispettare i vincoli e i principi delle certificazioni come ha fatto per esempio La Pinetina Golf Club di Appiano Gentile, primo circolo italiano a ottenere la nuova Certificazione ambientale europea dalla Geo, l'organizzazione indipendente nata a questo scopo.
 
Per approfondimenti: www.golfenvironment.org
 
 

 

[30/09/2010]

 

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(in foto un rettile operato per rimozione di palline da golf scambiate per uova)

 

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