JAZZ E ALZHEIMER: DISSONANZE?

(john zorn è del 1953, qui in una foto datata)
 


Tra le mie conoscenze, almeno tre hanno genitori, all'incirca ottantenni, colpiti dal MORBO e si dibattono in grossi problemi di gestione della malattia in famiglia.

Due sono le tipologie: la demenza silenziosa oppure la demenza esplosiva, esasperante, iperciarliera, ipercinetica, a rischio di continui danni materiali, di incidenti, di ferimenti, con cui è estremamente difficile se non impossibile convivere. Il grave disagio generato nelle persone che loro malgrado si trovano a dover fronteggiare una situazione patologica così complessa e inaspettata, rischia di innescare una reazione a catena distruttiva.

Mi riferiscono che i comportamenti  si concentrano attorno ai bisogni corporei, ad esempio: i soggetti in questione urinano e defecano ovunque, si denudano e compiono atti molto duri e sconvenienti  anche di fronte ai nipotini… In alternativa, urlano si scagliano con insulti e aggressioni verbali varie contro parenti stretti, mariti, figli, non riconosciuti come tali, e rievocano con forza, come fantasmi altre figure della famiglia passate, i genitori morti trent'anni fa…

In sintesi, la mia domanda è triplice: si tratta di comportamenti archetipici? vi sono altri moduli comportamentali descritti nel quadro dell'Alzheimer che esulano da questi? c'è un nesso tra costrizione storico-socio-ambientale vissuta dai soggetti e reazione comportamentale in età avanzata nella follia alzheimeriana o si può parlare' solo' e puramente di degenerazione neuronale disgiunta dal contesto? Insomma: la vita e la cultura del soggetto, incidono? L'Alzheimer della Monica Vitti ha manifestazioni un po' diverse da quello della professoressa, del ferroviere del'allevatore di quaglie dell'ingegnere minerario o dell'operaia tessile?

Vengo al Jazz. L'arte come pratica e stile di vita, sano e autentico, balsamo, toccasana, prevenzione e terapia, è sempre una via percorribile! Ieri sera si è esibito Zorn, con le sue musiche 'al limite della dissonanza', qualcuno suggerisce. Prima dell'Alzheimer, proviamo a scuoterci in modo benefico i neuroni! Poi se ha da venì la malattia forse una memoria lontana della musica la si conserverà.
 

 

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Una Risposta to “JAZZ E ALZHEIMER: DISSONANZE?”

  1. paolazan Says:

    mi diceva un altro conoscente che ha vissuto indirettamente il dramma dell'alzheimer: il mio compagno ha avuto la madre malata per 17 anni, 12 dei quali passati in casa di cura e la soella era molto presente e disponibile a seguirla, ma è stato massacrante. il bilancio economico e morale? 300.000 euro? e, vita persa per i familiari?

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