IL RE E' NUDO

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7 Risposte to “IL RE E' NUDO”

  1. musik Says:

    Una strafiga nell'accezione che strafiga dovrebbe avere.
    Ebbrava prof 🙂

  2. paolazan Says:

    capisco lo slancio e te ne ringrazio, ma qui si lotta contro un linguaggio basso e triviale: riformula il pensiero!

  3. musik Says:

    Qui non si lotta contro il linguaggio, qui si lotta contro un pensiero.

    La Littizzetto disse della Canalis che "gnocca è gnocca", e aveva assolutamente ragione.

    Nel mondo in cui quel pensiero è stato sconfitto, la strafiga, ovvero la donna da guardare con ammirazione, riverenza e anche desiderio è colei che fa del suo esser donna un punto di forza e non merce di scambio.

    L'idea non è di eliminare i termini triviali, ma sottrarli al pensiero sessista e farli diventare semplicemente goliardi.

    Convinta?

  4. paolazan Says:

    Avrai capito che la mia era una precisazione dovuta, in qualche modo!
    Che potevo ben accontentarmi dell'abbinamento tra la parola incriminata, di sapore volgare (oltreché goliardico…), con il suggerimento di un'ACCEZIONE altra che mostra la tua proccupazione di evitare fraintendimenti…
    Infatti non avevo frainteso, ma ho preferito intervenire sowieso.

    A questo punto però, ci siamo trasferiti più o meno allegramente sul piano dell'opportunità della scelta dei termini. Estratti da tutti i registri possibili, e chi più ne ha più brilla, ci auguriamo che il pescatore sappia bene che operazione sta compiendo.
    Ti avventuri casualmente sul terreno del linguaggio goliardico (che non so se conosci dall'interno) e lì mi trovi ancora più sensibile.
    Venticinque anni fa e oltre, ero immersa nell'ambiente universitario, di arrampicatori, servi, furbi e clientele… di una delle tante Città di provincia che compongono questo curioso Paese. All'epoca, credo come retaggio del recente passato, usava ancora prelevare le matricole, incappucciate, e portarle in un luogo isolato per sottoporle a una sorta di gioco-processo di iniziazione. Io fui graziata per la benevola intercessione di un amico… Non racconto con leggerezza quel che so di come andava alle vittime, maschi e femmine, ma se trovo il contesto giusto, non mi nego. Vuoi provare a immaginare la terminologia ben aderente alle azioni (goliardiche, per carità!) che si realizzavano ai danni dei malcapitati?

     

  5. musik Says:

    Penso che ciò che descrivi non possa essere definita goliardia, bensì nonnismo, essendo arroganza del vecchio sul giovane.

    Penso che l'uso delle parole è ciò che fa molto del suo significato. Che non si può pensare un mondo in cui termini di sapore volgare scompaiono per l'origine offensiva, perché a voler ricercare le origini dovremmo sopprimere gli applausi, l'unico modo che aveva la folla che assisteva ai roghi pubblici per non sentire le urla del condannato di turno. E' ovviamente necessario fare dei discrimini, ma anche non essere troppo ser e seriosi.

    E' slang comune tra gli afroamericani usare tra di loro il termine "nigga", che ha avuto l'accezione che ben conosciamo. Eppure lo usano senza problemi.
    Una donna che dà ad una sua amica della stragnocca non può essere certamente considerata maschilista.

    Sbagliò invece -due volte- Adinolfi a definire "frocetto" il Signorini, perché lo usò come termine spregiativo e poi perché giustificò il fatto anzichè scusarsi in silenzio.

    Ecco, io credo che nella mia premessa ho motivato ampiamente cosa intendevo dire: quale sarebbe il modello di donna da ammirare.

    (la goliardia era quella degli scherzi quasi delinquenziali, seppur innocui, di "Amici miei". Il nonnismo è un'altra cosa)
    (nessuno si sognerebbe mai di ritenere lesivo per un uomo il termine "figo", eppure è lo stesso termine)

  6. paolazan Says:

    argomentare serenamente è segno di civiltà e noi ne abbiamo dato prova.

    quando si va a ruota libera e di un termine che emerge si evidenzia il suo lato deteriore, significa che ancora e sempre dobbiamo fare i conti e chiarire per non dir …disambiguare!

  7. anonimo Says:

    " I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo"

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