AMPUTAZIONI GENITALI E MENTALI


 

Le donne devono dissimulare. Gli uomini devono ostentare. Cosa? L’attività sessuale, ad esempio.
Lo smalto sulle unghie (delle donne, non mi risulta che gli uomini…), specialmente se è rosso, indica disponibilità, libertà, perciò si addice alle prostitute, le puttane. Oppure lo mettono le donne sposate maliziose che vogliono comunicare al mondo che sono a disposizione dei mariti che le desiderano anche un po’ ammiccanti come puttane perché sono le loro puttane personali e li servono in tutto. Le calze a rete hanno la stessa funzione. Gli stivali alti  con la gonna corta, anche. Questo ci insegnavano ancora pochi anni fa. La reputazione della ragazza che si affacciava alla società era pericolosamente in gioco. L’onorabilità della sua famiglia, solennemente a rischio. Alla rinfusa, mi salta in mente la persona, il personaggio, la vicenda di Moana Pozzi che trasgredisce le regole sociali e della famiglia, si atteggia a prostituta, esibisce il suo corpo, fa i film hard, mima e esegue amplessi, mette in imbarazzo qualcuno, sollazza qualcun altro, fa parlare di sé, prima della triste morte precoce, come di una donna estrema, disobbediente, dall’atteggiamento provocatorio, una autentica vergognosa.
La Cicciolina, stessa epoca (a parte la scandalosa incursione in politica, la vera profanazione del tempio), dava meno affanno essendo straniera e per questo in un certo senso autorizzata a fare la ballerina porno, sradicata, figlia di nessuno, fatina grottesca, quale appariva.
Il corpo delle mille altre in tv che sgambettavano e sculettavano pareva un elemento ormai irrinunciabile di un siparietto simbolico, un retaggio dell’avanspettacolo allargato a tutta la piazza mediatica. Si cominciò presto a insinuare e non sempre a torto che le ragazze messe lì passavano prima dal lettuccio caldo di qualche regista, o addetto di vario grado che fosse; chissà forse frettolosamente anche sotto la scrivania o in uno sgabuzzino… Ci si scandalizzava anche ma iniziava a farsi strada l’idea della rapidità, dell’immediatezza con cui la furbizia si trasformava in calcolo vantaggioso: un semplice op-là in cambio di una parte ben remunerata. Erano gli anni ottanta. La pianta che oggi è così radicata è stata abbondantemente annaffiata allora. Ma quando fu seminata?
Legittimo investire sul corpo? Si può essere serie, meritevoli e preparate solo come ballerine della Scala o anche come ballerine del Varietà del sabato sera? L’osmosi è prevista mi pare, le brave… sono brave e basta! Ammettiamo che quindi ci siano le brave in ogni categoria, le serie, le rigorose, le professioniste (senza ironia): il dibattito che si è aperto focalizza il diritto delle donne di scegliere di intrattenere chi le paga. Vendendo liberamente ciò che possiedono: un bel corpo giovane e sensuale, tonico e flessuoso, ponendosi come abili attrici.  In un mondo come sempre competitivo che scarta le meno adatte. Per fare questo mestiere ci vogliono dei requisiti che non interessano la pianista, la fornaia, la paleontologa, forse… Però niente e nessuno dovrebbe impedire la combinazione dei fattori: una fornaia può fare la ballerina, una paleontologa l’accompagnatrice o viceversa… Con questa storia delle escort nei palazzi ci si sta accanendo un po’ troppo contro le donne, ancora una volta. Sono selezionatissime quelle, ma ognuna può fare nel suo piccolo, la sua parte, artigianalmente, in proprio, senza agenzia.  L’esibizione non è altro che il mostrarsi: un dato naturale, vitale. Bacchettarla non ha senso. Infatti molte donne vivono nella mortificazione di sé e non sanno nemmeno il perché.
La recente campagna di raccolta di adesioni contro l’umiliazione derivante dalla mercificazione del corpo è cosa buona. Innanzitutto le minorenni vanno tutelate, ma se hanno imparato così presto a vendersi dobbiamo interrogarci sull’ambiente educativo che le ha addestrate (prima di RUBY, la nostrana NOEMI) e sulla difficoltà di smantellare un comportamento diffuso e radicato. Difficile poi diventa distinguere tra una diciassettenne e una diciottenne: il superamento della soglia è un fatto puramente legale, formale.
Il politico anziano, fragile, angosciato dall’invecchiamento, in preda a crisi persistenti di identità, che non accetta il proprio fisiologico decadimento senile e perde la dignità, l’onorabilità e il decoro bruciando in pubblico la famiglia che ha creato (la seconda), scartando la moglie che aveva scelto con criteri commerciali… da advertisement! Ma uno così attento al marketing, può non accorgersi di essersi messo in ridicolo a partire dai trapianti di capelli e dai lifting fino alle barzellette, le battutacce, gli scherzetti e le grasse risate? Questo voleva la P2? Un patetico, e anche dispersivo, esecutore?
Per migliaia di anni le donne hanno silenziosamente sopportato sfruttamento per non dire schiavitù, abusi per non dire violenze. I segni più lancinanti sono le amputazioni genitali, l’infibulazione. Se sopravvivono al parto, le donne si portano appresso per il resto della vita ferite mal cicatrizzate, lesioni malcurate, prolassi, infezioni, mutilazioni… Vivono segregazione, esclusione, ripudio, lapidazione. E sviluppano alternativamente o al contempo, senso di colpa, distorsione della percezione del loro ruolo seduttivo e relazionale, l’idea di essere nate per il sacrificio di sé, di essere invariabilmente al servizio degli altri.
A parità di lavoro, guadagnano il 20-30 % in meno dei maschi. Ovvio che se facendo un semplice bunga bunga ti sfilano 5 pali per 4-6 ore di turno, gli uomini si incazzano. I trans della migliore scuola non si scompongono e se ne farebbero un baffo se li avessero perché sono altamente competitivi in materia! Ma prova a toccare le faccende di grano e potere: se uno lo fai in fretta e due lo togli a chi se ne sente designato, tutti si agitano!
Ogni donna in fondo immagina se stessa nei panni della prostituta, e ogni uomo si immagina almeno una volta… in due modi: su uno sorvoliamo per il momento perché non è esattamente contestuale, l’altro è quello dell’imprenditur furbo che fa successo e si arricchisce e può soddisfare tutte ma proprio tutte le sue voglie.
Ecco perché, dopo tutti i tentativi orto ed eterodossi, di affermarsi, questo della donna determinata fin da giovanissima ad affrancarsi, è una pubblicità che non va tanto per il sottile, ma mira ad essere efficace. Il fine, come al solito, giustifica il mezzo.

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13 Risposte to “AMPUTAZIONI GENITALI E MENTALI”

  1. elipiccottero Says:

    Mi viene in mente una cosa forse non del tutto pertinente: quando nacqui io, con taglio cesareo, aprirono il ventre di mia madre in maniera orribile, lasciandole una cicatrice bruttissima e molto dolorosa, tanto che in seguito mise solo costumi interi; la cicatrice cesareo fatto a me mi ha permesso un bikini dopo meno di un anno. Alcune cose, fortunatamente, sono cambiate, ma non tutti i cambiamenti sono positivi…

  2. dicembrine Says:

    Esteticamente perfetto. L'ho già scritto altrove.
    Nel merito credo di non avere capito se, a discapito di un titolo tagliente, questo post esprima un giudizio di valore – cioè, non un giudizio di un qualche valore, ma un giudizio che esprime un punto di vista etico – o si limiti a constatare, quasi si trattasse di una elencazione, tutta una serie di dati di fatto di per sé neutri.
    Ad esempio il parallelismo Moana/Staller da una parte  e Ruby/Noemi dall'altra, vuole racocntare il doppiopesismo della morale nostrana – e quindi condannarla – o si limita a rilevarla?
    E se esprime un giudizio esso è di condanna, come ho frettolosamente sugerito, o di approvazione?
    E se condana o approva, meglio prescindendone, quale è il termine di paragone, il metro in ultima analisi su cui parametrare il proprio giudizio?
    Altri aspetti mi sono chiari.
    Leggo, nel brano che proponi, tracce di femminismo, un movimento di cui conosco poco la storia ma sento di poter condividere le mete prefisse, eppure ancora mi interrogo sulla portata ed utilità degli -ismi che a me paiono, ma accetto smentite, delle nocive estremizzazioni, non meno dannose degli oggetti della loro rivalsa.
    In particolare accenni a un atteggiamento che è di sempre, ma che si manifesta in particolare in queste ore o giorni, di condanna, di aggressione all'universo femminile. Una aggressione condotta in modo indiscriminato aggravata dall'essere il riflesso di desideri che ognuno cova in sé, latenti, incapaci di esprimersi e quindi rabbiosi. Di colpevolizzazione portata all'eccesso.
    Ora, io credo che se questo sta accadendo non si può dire con altrettanta semplicità che accada in egual misura in ciascuno di coloro che sentono l'indignazione o lo schifo della narrazione politica di queste frenetiche settimane.
    Mi spiego.
    Personalmente non trovo alcunché di sconveniente né nella prostituzione, né nella stessa votata alla conquista di posizioni di potere. Non vi vedo, in ultima analisi, alcunché da condannare moralmente.
    C'era una vecchia battuta al riguardo di George Carlin il quale così si esprimeva: il commercio è una attività lecita, il sesso lo è altrettanto, allora non capisco perché il commercio del sesso debba essere illegale.
    E' un'analisi semplicistica, l'analisi di un satiro, ma centra il punto, e parla per me e, suppongo, per altri che non avvertono la necessità di ingiuriare le donne, quasi si trattasse di una categoria monolitica e non piuttosto di monadi portatrici ognuna di interessi propri, proprie ambizioni e proprio talento nel cogliere le occasioni.
    Se non si lascia aperta la possibilità che esistano giudizi come il mio – che vedono danno alla cosa pubblica là dove il potere predica bene e razzola male – ecco che insorgono gli -ismi di cui prima, le sfumature restano assorbite dal nero della rabbia e ci si scopre nemici senza esserlo.

    Ecco, questo e tanto altro sentivo di dirti.
    Non l'ho riletto.
    Sono convinto che quando lo farò mi parrà di stare sulla soglia di uno starnuto, in attesa che lo starnuto si compia o che il mio pensiero prosegua completando il messaggio.
    Purtroppo per te, lettore o lettrice, non sono dotato di pensiero lineare.
    Mi riservo di aggiungere postille.

    D.

  3. paolazan Says:

    A ELIPICCOTTERO SPERO NON DISPIACCIA SE RIPORTO I PVT CHE CI SIAMO SCAMBIATE, CHE HANNO UN SENSO COME RISPOSTA PER TUTTI GLI INTERESSATI: (l'ordine cronologico è inverso, ovviamente, il mio è sotto il suo è sopra)

    E:
    Per fortuna anche l'approccio dei medici è un po' cambiato: 30 anni fa dissero chiaramente a mia madre che tanto ormai non era più una ragazzina, e altre cose simili. Aveva 33 anni. Oggi, se hanno la possibilità di seguire bene le pazienti (come nel mio caso, era un piccolo ospedale) non fanno più certi errori. E soprattutto, non si pensa più che una quando diventa mamma cessi istantaneamente di essere donna.

    P:
    > certo che è pertinente! il rapporto che tu hai col tuo corpo
    > oggi è ben diverso da quello che le donne come tua madre
    > avevano 30-40 anni fa ed oltre… loro sopportavano tutto in silenzio!
    > io mi sono ritrovata una garza che calava dopo 5 giorni dal parto, al
    > momento della dimissione… ho fatto su un casino, con lettera alla
    > direzione sanitaria.. per fortuna senza conseguenze per la mia salute
    > ma mi sono cautelata!
     

    A D. RISPONDO IN SINTESI:

    il mio è un tentativo di ricostruire seppure molto parzialmente la storia di una certa trasformazione del costume, delle regole che cambiano, allo scopo di interpretare gli accadimenti attuali dal punto di vista delle donne che vi partecipano in prima persona. siamo partiti da una percezione moralistica, dei divieti e delle restrizioni relativamente all'esibizione del corpo delle donne, se sono loro stesse a deciderlo, da indifferenza, tolleranza e impunità totali o quasi totali dell'abuso se adoperato dai maschi  padroni sulle femmine di qualsiasi età. e oggi siamo solo un po' più avanti nell'autodeterminazione e nella consapevolezza di sè e delle proprie potenzialità. la distorsione che la prostituzione in generale piò rappresentare e in particolare quella minorile rappresenta, è a mio avviso una aberrazione che deriva dalla volontà di affermazione che la donna esprime, e questo ambito lo fa grossolanamente. a causa di importanti carenze culturali, in primis, che le prospettano un affrancamento economico con modalità non sempre dignitose, che la fanno ricadere in una condizione di immagine caricaturale.

     

  4. DVODECEDRON Says:

    personalmente credo che ottenere qualcosa con meno fatica sia corretto oltre che inevitabile.(nessuno costruirebbe un automobile armato di solo cacciavite).
    quello che davvero non funziona è la slealtà…
    se vendo il mio corpo per soldi non faccio male a nessuno ,se lo vendo per avere favori di altro tipo tolgo possibilità a più meritevoli.
    la morale in questa storia non c'entra nulla (non quella del premier) ma la morale ci allontana dal problema che per me è ,lo ripeto,la scorrettezza!

  5. paolazan Says:

    vabbe'… se rileggessimo i nostri commentucci alle volte troveremmo delle piccole correzioni da fare… ma tanta è la passione…

    ho dato un'occhiata alle testimonianze raccolte da repubblica e questa mi sembra meno banale delle altre http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/fabrizio-gifuni-l-appello/61381?video

    a DVODECEDRON dico che nel senso ampio di Morale rientra anche il problema della scorrettezza, del mancato rispetto delle abilità altrui, della facile scorciatoia per ottenere uno scopo.

    condivido il concetto ergonomico.

    a che manifestazione vai, andate? in quale delle 113 (?) città? ci credete? come dovrebbe essere per sortire un effetto veramente benefico?

  6. gaggio Says:

    non sto seguendo per nulla le vicende di casa "nostra"
    mi limito ad appena percepire gli "umori" della gente
    e mi accorgo che il rischio che si sta correndo è quello di tradurre e ridurre il tutto a una serie di categorizzazioni che speravo fossero superate
    almeno in buona parte
    le donne
    le prostitute
    le farfallone
    le opportuniste
    la scaltre
    le furbacchiotte
    le sante
    le finte santarelline
    le integerrime
    le sfruttate
    le sfruttatrici
    e via di questo passo
    lo stesso dicasi
    anzi scrivasi per gli uomini
    i mezzi uomini
    gli ominicchi
    e i quaraquàquà
    si solleva una "questione morale" che rischia di farci ripiombare nel moralismo
    i libertini da una parte e i puritani dall'altra
    e in mezzo quella zona grigia e nebulosa degli individui che "stanno dalla parte della ragione"…almeno in apparenza…o in dissolvenza

    vabbè
    sto delirando
    quello che in definitiva dovrebbe interessarci sono soltanto le questioni relative ad eventuali reati commessi
    tenendo ben presente il rispetto fondamentale dei dettami della Costituzione in base ai quali
    chi esercita funzioni di potere dovrebbe sottostare a principi di decoro e onore

    stiamo entrando in un ginepraio di disquisizioni e contrapposizioni da America anni '50
    o da Inghilterra vittoriana
    Dio ce ne scampi!

    ma non era certo di questo che volevo scrivere
    in realtà passo da queste parti per
    "Lo smalto sulle unghie (delle donne, non mi risulta che gli uomini… "

    per rendere noto che
    almeno in periodo estivo
    io
    io
    io
    lo smalto per le unghie
    me lo passo
    sulle dita dei piedi
    l'anno scorso mi sono sparato il blu elettrico
    quest'anno vedrò come gira
    la scelta del colore è in funzione dell'umore
    l'umore è in funzione del nulla e del tutto
    e l'umore è oltrettutto mutevole
    vira da un oposto all'altro nel giro anche di un millisecondo
    insomma è il caos a regnare sovrano
    il caos
    e il caso

    solo questo

    paoletta
    fai conto di non aver letto questo mio commento
    fai conto che non sia stato mai scritto
    che a parte la nota sullo smalto
    tutto il resto è foffa
    ho già cambiato radicalmente idea
    su tutto
    ma anche no

    forse

  7. EspertoOffresi Says:

    ………migliaia di anni le donne………….

    ….oggi scopro perchè le vigilesse sono cosi Stxxxze…è chiara la motivazione, si ergono a difesa della classe e tentano di surclassare il peveretto che ha commesso l'infrazione per affermare il loro "potere" che non è altro che il potere della divisa….

    …speriamo che, tolta la "protezione", non si facciano vessare dal marito o dagli uomini in genere!
    E.

  8. paolazan Says:

    ci siamo col ragionamento: dalle vessazioni subite dalle donne per millenni al manganello agitato dalle vigilesse che applicano alla lettera il regolamento… ma lo sai caro E. (ti dico una cosa per inciso: hai un avatar che impressiona e sembri orientato tutto da un altra parte!! pecché dicci il peccché!) che mi raccontavano di un vigile locale maschio in un piccolo paese che non fa le multe per paura di ritorsione (perché tutti lo conoscono) ?? le donne cercano di essere rigorose, saranno stronze ma almeno perseguono a loro modo un ideale di giustizia!

    gaggio, ti capisco. gli elenchi sono sempre evocativi! 
    e se mi dai una foto delle tue unghie dei piedi dipinte coi bei pelazzi che spuntano dalla gamba te la pubblico!

  9. EspertoOffresi Says:

    …….hahahahahahhaahahah….Io sono ciò che tu vuoi che Io sia…..
    ….massima libertà di scelta……quanti sono disposti a concederti questa possibilità??

    Caldi Sorrisi per il tuo week end….e per quello dei tuoi lettori
    E.

  10. paolazan Says:

    son passati quasi due anni dall'articolo che leggo ora http://www.paolaconcia.it/b/?p=3040&cpage=1#comment-8623
    per documentarmi su alessandra bocchetta dopo la manifestazione storica di domenica 13 febbraio. e anch'io l'ho trovato stridente, stonato, in più punti. vada per la citazione della condizione della donna in cina avvalorata dalla nuora… ma con tante donne a cui far riferimento per parlare di aggressività umana, si tira fuori Hawking…? poi il linguaggio: 'avere/procurare una sana erezione' sta meglio che 'far alzare l'uccello' o 'desideri sessuali o erotici' è meglio che 'voglia di scopare'… capisco la necessità dell'immediatezza, ma non penso ne tragga giovamento la comunicazione. parliamo di tutto sempre e comunque!

    non condivido affermazioni categoriche come 'Uno scambio tra pari con gli uomini è impossibile.'

    sono inesatte e controproducenti, una minoranza direi non trascurabile di uomini ragiona e mostra interesse spiccato per il dialogo si pone in termini sinergici.

    poi che una donna magari anche una professionista del sesso debba suggerire ad un'altra (qui i termini non disturbano poiché non ce ne sono di altrettanto efficaci!) cosa fare, mah… mi fa sembrare tutta la scena grottesca!

    appunto, come scriveva chi mi ha preceduto, ma viviamo con spontaneità, lasciamo da parte i manualetti!

    bene sottolineare le aberrazioni della pedofilia!

    sulla prostituzione come vizio dell'anima mi astengo; forse è sintomatico di una mentalità radicata che produce l'equivoco della prostituzione come forma di libertà… quando raramente non è schiavitù.. non ci ho riflettuto abbastanza.

    me ne incarico subito, comunque grazie e brava l'alessandra alla festa in piazza di domenica!

  11. paolazan Says:

    il 'chi mi ha preceduto' di qualche riga più in alto, si riferisce alla donna bisessuale che aveva commentato l'articolo di cui sopra a suo tempo, molto più ampio e sostenuto da precisazioni utili all'articolo stesso. ho cercato di inserire il mio commento ma non è stato possibile… per questo l'ho lasciato qui.

  12. Strelnikov Says:

    no, la P2 non voleva questo, voleva quello di prima, l'astuto stratega di marketing…
    questo non serve più…infatti i giornali e le riviste di confindustria e fiat (Sole, Stampa, Corriere e riviste collegate) lo bombardano a palle incatenate.

  13. paolazan Says:

    ma sì… questo pagliaccio anziano e consumato, ex venditore di spazzole porta a porta, ciarlatano e imbonitore al mercato di ogni quartiere, a cercare di piazzare l'elisir di lunga vita…  alle riunioni di categoria è di volta in volta oltre che operaio e casalingo, carabiniere (lo ha dichiarato l'altro ieri: 'se la vita non mi avesse portato a fare quello che ho fatto… sarei stato un carabiniere!'

    dì che provi a venire ad un convegno di insegnanti di scienze… che gli facciamo fare subito sul campo una lezione di educazione sessuale! (o come preferiscono i cattolici integralisti… una lezione di educazione all'affettività!! magari facendo esempi pratici delle premurose cure pedagogiche e della profonda capacità d'affetto dei preti di ogni ordine e grado verso i fanciulli e le fanciulle…)

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