LA SORELLA DEL SINDACO

La ragazza seduta a fianco si alza ed ha una tuta nera su una maglietta di cui spunta il bordino bianco.
Magrissima, è uno stecchino. La postura troppo eretta dà un senso di incertezza e di fragilità. Chissà se si piace.
Certamente esserlo, magri, è percepito come un vantaggio. Oggi. Le grasse non se la passano bene.

Passare dalla taglia 38 alla 44 in trentanni dà soddisfazione. Giovanni C. apprezza il fisico da guepière. Sapendo di non poter imporre ad alcuna di indossarla (a meno di sganciare, ma nemmeno quello funziona con tutte) lascia correre l'immaginazione. Sul set fotografico domestico si gioca allegramente. Ma Gio, i cui pregi letterari sono certificati dal famoso premio B., è un remissivo di natura. Lo chiamo e lo saluto. La responsabilità e il dovere che sente verso le persone che hanno necessità della sua presenza lo frenano e lo invischiano in un destino alquanto oscuro che ha spiragli di luce quando la galleria di via del Carmine si apre e ivi si espongono le sue propaggini astratte, in un distillato materico denso di simboli e significati. Inaugura il 26 febbraio e sta su per quindici giorni. Lo vado a vedere, Gio!

Ancora sul fisico. Se una/uno si piace si vede. Adesso ne ho un'altra, di fronte. La tutina nera è scesa. Questa ha appena chiuso una telefonata con 'un bacio ciao ciao ciao'. Non ho origliato prima e adesso sono curiosa di sapere con chi parlasse. Sui 33-34, viso colorito, ama esporsi ai raggi solari come me. Mi assomiglia. Stessa maniera di acconciare i capelli. Jeans con calza opaca nera che spunta da sotto e scarpa tacco impunturata punta stondatissima bicolore. Legge Vanity Fair. Ma che lettura è? Distensiva, informativa? Moda attualità costume? Per radio passava sabato una vecchia intervista in parallelo a Camilla Cederna e a Lietta Tornabuoni: due miti del giornalismo. Oggi Barbara Spinelli e Concita de Gregorio ad esempio mi sembrano delle figurine assai minori… E' come se il berlusconismo avesse contaminato tutto.

Ah ecco, entra una patatona. Mancava nel novero delle tipologie: la secca, la media e ora la ciccionazza. La stavo aspettando. Vestita prevalentemente di nero. Sotto un gilet tricot gigante, porta una maglia viola con una collana altrettanto viola che la decora. Gli occhiali da sole quadrati non la coprono abbastanza.  Armeggia col touch e si liscia i capelli neri lunghi. Le unghie sono molto curate lunghissime e squadrate. Ha un doppiomento spaventoso. Altre donne popolano questo treno.

Scendo e trovo la Gianna. Novità. Compra casa. Non novità. Le sue sorelle sono insopportabili ed è stanca di starle a sentire. Lavora lavora lavora. Tanti anni fa, mi rivela, con riferimento alla sua avversione per le relazioni vincolanti, quel ragazzo aveva una moto bellissima e si andava a fare le gite… Erano liberi e belli. Ma fece un errore, un solo errore. Una domenica pomeriggio deviò per una strada laterale che conduceva ad una casetta. Lì c'era sua zia e la Gianna le fu presentata con un certa formalità. Era il primo gradino per scalare la via del matrimonio. Scappò. La Gianna è una fuoriclasse. Lei non è affatto contaminata. Non è alta e secca, non è media, non è cicciottella. E' un'entità umana di altro spessore. 

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Una Risposta to “LA SORELLA DEL SINDACO”

  1. paolazan Says:

    Torno dalla manifestazione delle donne di ieri 13 febbraio con una gran voglia di parlare della forza delle donne. La mia carrellata sulle passeggere del treno di mercoledì scorso per finire sull'immagine esaltata (a ragione) della mia amica gianna perché di lei conosco da vicino le qualità, voleva arrivare a un punto cruciale: tutte le donne hanno insegnamenti da trasmettere se non cadono nell'omologazione e nell'obbedienza! Quando le donne si distinguono ciascuna per la propria competenza e personalità, finiscono di essere serve! Facciamo in modo che tutte smettano di aver paura di non essere accettate per essere quello che sono veramente!

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