LE ZIE DI ZANZOTTO

In un'intervista, il poeta novantenne rievoca l'infanzia popolata da zie che cantavano filastrocche e mescolavano la lingua locale con l'italiano aulico. Le stesse parlavano orgogliosamente del piccolo Andrea come di un portento, che nemmeno le maestre capivano, tanto era elevato!

Figure di donne. Le zie sembravano a carico della famiglia, in realtà lavoravano gratis e il loro contributo all'economia del gruppo famiglia non era trascurabile, nella cura degli infanti, dei fanciullini con l'assistenza ai compiti di scuola così come dei vecchi…

Alessandra Bocchetti, nel suo discorso in Piazza del Popolo l'altro ieri http://www.youtube.com/watch?v=1pFzR1f9eKA ha sottolineato limiti e potenzialità delle donne, nell'esecuzione delle loro tradizionali mansioni in una dimensione di accettazione silenziosa e di schiavitù.

Zanzotto in un certo senso ci dice che senza le zie empatiche e soccorrevoli, non sarebbe Zanzotto.

Ancora un sacrificio di donne dietro la visibilità di un uomo!

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2 Risposte to “LE ZIE DI ZANZOTTO”

  1. dicembrine Says:

    io quel discorso l'ho trovato, passami il termina, di una rinnovata vecchiaia.
    nei contenuti e nella forma.
    l'idea che la donna non ami il potere è ridicola quanto quella che tutte le donne siano puttante.
    ma per negare la seconda si afferma il prima rafforzandola indicando nella fraigilità del maschio da cui discende la sua sete di potere.
    a me pare sia piuttosto il potere in sé a generare squilibri (oddio, andrebbe dimostrata, ma non dispongo dello strumentario per farlo).
    perché il potere è dominio, per definizione si plasma su una diversità e sull'esercizio discrimatorio di quella diversità.
    una donna al potere non farebbe meno danni.

    ci vorrebbe un giusto. non una donna e nemmeno un uomo. ma un giusto.
    declinato al maschile perché penso a un individuo o a un sistema. non certo né necessariamente a un uomo.

    Ma la categoria del giusto è così inafferrabile che il pudore impedisce di trattarne e quando capita, spesso, il buon senso non tollera a lungo che se ne discuta.

    spassionatamente: se deve essere quello che propone l'oratrice che indichi il percorso di riscatto che si prospetta innanzi alle donne, se deve essere quella la voce del femminismo, allora temo che nulla cambierà.

    solo un'opinione.
    inevitabilmente.

  2. paolazan Says:

    il problema delle donne invisibili c'è.

    documentandomi sulla BOCCHETTI, ho scoperto un articoletto che la smaschera e ti rimando al mio commento di ieri aggiunto al post di qualche giorno fa, AMPUTAZIONI

    rimane anche che come faceva notare un solerte contabile che 1000000 di donne in piazza son solo una minoranza rispetto ai 47000000 di aventi diritto al voto…

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