GAUDEAMUS

Mi risulta che le categorie femminili più rappresentate nella popolazione umana siano ancora: a) le iguanucce sacrificate e indotte ai compiti domestici b) le timorate che rinunciano a esporsi c) le preservate che si illudono di conservare uno stato di purezza d) le randagie che perdono i riferimenti e diventano ancora più marginali e) le macellate vittime di violenza f) varie ed eventuali non contemplate sopra, che risentono delle fluttuazioni del mercato (es. escort).

Come chiamereste le poche esemplari che non vi ricadono? Le autodeterminate, le autonome, le emancipate, le compiute, le realizzate, le vive, le autentiche, le sopravvissute? O ancora, le libere, le sfacciate, le sfrontate, le superbe?

Capite che non è solo questione di mettere in atto precisi comportamenti: è una questione di TERMINOLOGIA!

Che manca. Infatti una roba che non ha nome non esiste. Nemmeno nel pensiero. Nemmeno in teoria. L'eccezione desta pur sempre curiosità se non sospetto.
E soprattutto conferma la regola. Inamovibile.

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13 Risposte to “GAUDEAMUS”

  1. paolazan Says:

    gutta cavat lapidem

  2. guerreronegro Says:

    Mi permetto di fermissimamente affermare il mio dissenso sull'affermazione "una roba che non ha nome non esiste".
    È già stato ampiamente dimostrato che la maggior parte delle realtà non sono denotabili.
    Gli esquimesi hanno moltissime parole che denotano la neve.
    I caraibici ne avranno forse solo una.
    Un extra-terrestre non ne avrà nessuna.
    E noi non abbiamo nessuna parola per descrivere le realtà di un extra-terrestre.
    E io non ho neanche una parola, una frase, un capitolo, un romanzo, … per descrivere anche solo me stesso.

    Torno a lavorare che è meglio 🙂

  3. paolazan Says:

    TU sei quanto meno una PERSONA.
    La NON ESISTENZA è relativa.
    Se non conosci la neve non hai bisogno di nominarla, ma le DONNE/PERSONE con i loro BISOGNI esistono!

  4. elipiccottero Says:

    Talvolta ho l'impressione che queste donne per cui non c'è una parola riescano ad esistere come donne solo grazie a un enorme sforzo di volontà. Senza di essa, sono solo persone indefinite.

  5. Simonedejenet Says:

    Donne, no? E seminali, poi, mi auguro

  6. abitoparole Says:

    Dato che la definizione porta in sè i germi dell'inganno, opto per la "non" definizione di donne ed uomini che per scelta o fortuna riescono a sfuggire alle categorie che hai esemplificato.

  7. dicembrine Says:

    Io le chiamerei uomini

  8. paolazan Says:

    allo scambio di ruoli ci hanno già pensato e esercitano in tanti: il papà-mammo, il disoccupato-casalingo, il femminiello, l'uomo che acquista cosmetici più di una donna e si regola le sopracciglia e si depila ovunque…

    troppo facile, non è questa la soluzione

    nemmeno se fosse intesa la categoria Umanità, troppo astratta

  9. anonimo Says:

    no no
    io le chiamerei uomini perché tutte le categorie che hai utilizzato tu per schematizzare talune donne sono il parto di una mente maschile.

    se vai per sottrazione non restano che gli uomini
    i quali si giudicano evidentemente solo e soltanto tali
    senza sfumature

    Dicembrine

  10. paolazan Says:

    infatti gli uomini invidiosi delle donne cominciano a desiderare volere esigere le sfumature!

    ne deriva che siamo tutti…

  11. anonimo Says:

    nevrotici?

  12. anonimo Says:

    androgini?

  13. paolazan Says:

    semplicemente ripiegati su noi stessi troppo spesso disorientati inclini alla diffidenza se non patologicamente ansiosi se non patologicamente aggressivi  preda delle tossicodipendenze farmaci alcol fumo e compulsioni varie

    (proprio tutti no… ma statisticamente..)

    sto parlando di patologia sociale strisciante globalmente proccupante

    gli uomini rivelano inettitudini (vedi la politica) che le donne devono compensare
    le prerogative di genere emergono altroché
    le donne non hanno le debolezze e le vanità degli uomini
    sperando non si arrivi a una totale omogenizzazione

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