L'ORTO DELLA TAMARO E DELLA DANDINI

 


Basta giarrettiere! Voglio diventare vecchia senza che mi si imponga di giocare alla seduzione tutta la vita! Lo dice la Dandini alla Fiera del Libro di Torino. Emily Dickinson, 'la pazza dell'attico' come i suoi vicini la definivano, non scriveva poesie tutto il giorno, ma metteva le mani nella terra, nei vasi del suo terrazzo.
La Tamaro in una visione da eremita, trova rifugio in campagna tra piante e animali, dopo le amarezze e le disillusioni della vita.

C'è chi si fa progettare il terrazzo dall'architetto che poi invia gli esperti giardinieri a realizzare l'arredo verde, c'è chi mette vasi di terra sguarniti e aspetta che il vento porti suggestioni. La Zan, dopo aver arredato la terrazza di Col Moschin (con il supporto tecnico di esperti vivaisti (altri tempi!)) con ligustri, magnolie crociate, oleandri, ma anche lavande e garofanini di complemento, ha iniziato ad apprezzare la delicata pianta che fornisce i pomi d'oro, a grappolo e con l'aiuto della vicina (la Maria, migrata a Milano negli anni cinquanta dalla alta provincia pavese) che saliva a innaffiare, papille di diversi soggetti ne poterono gustare il prezioso licopene! In tempi recenti, sui balconi sta sperimentanto la crescita spontanea di piante i cui semi arrivano come suggestioni dal vento. Le fragoline fragranti che ammiccano davanti alla porta finestra della cucina, sono il risultato più eclatante: la testimonianza che lasciare esprimere la natura residuale che ancora si insinua in città, dà buoni frutti. Per non dire della morella, discreta, che non dà un apporto trascurabile di vitamine e minerali con la sua dolce uva! E della bocca di leone che non disturba tra le piastrelle sul cornicione: è di un rosa aranciato commovente! Infestanti di ogni tipo popolano i vasi e convivono rigogliose con le altre piante, titolari del piccolo appezzamento.

La Tamaro e la Dandini alla Fiera del Libro di Torino (che poi si dice Salone Internazionale del Libro!) hanno fatto (una strana) coppia, sorelle d'Italia, nel segno dell'anticonsumismo (che a differenza di altri -ismi è sano!) che nella differenza delle impostazioni ideologiche originarie, le unisce irrimediabilmente. La pittura e la letteratura si connettono alla cura dei giardini, vi si intersecano.
A-ortiste di tutto il mondo unitevi!

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2 Risposte to “L'ORTO DELLA TAMARO E DELLA DANDINI”

  1. erremme Says:

    però che noia la tamaro, brava la dandini, da rampollo di botanico che dirti: w le A_ORTISTE!

  2. paolazan Says:

    sì, la Tamaro è stitica, la Dandini, ride troppo (?), ma ha un pregio: inneggia alla ritrovata convivialità, al benessere nelle relazioni, nell'amicizia, nell'orto ovviamente!

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