PAPA' O POPO'? (IL QUESTIONARIO DELLA FRANCESCA)

Si dice che le disgrazie arrivino tutte assieme. O le idee. Che si affastellano nella mente e defluiscono sulle pagine bianche dei nuovi documenti quissù. In attesa di diffondersi.

La mia amica Francesca mi propone un'ipotesi di inchiesta sulla paternità. E comincia a raccogliere le domande a cui sottoporre conoscenti, amici, mariti o ex mariti. Attendendo che le mie integrino il grande questionario.

Una schiera di saggisti ha colto negli ultimi tempi il bisogno di interrogarsi su questa tematica e ha prodotto pubblicazioni densissime di interpretazioni. Si discute di evaporazione del padre, e del disagio giovanile e della difficoltà di accesso al desiderio e delle angoscie dei genitori di oggi, e del bisogno affannoso di sentirsi amati e delle dissimetrie generazionali e delle attese narcisistiche e dei maltollerati fallimenti dei figli, dell'insopportazione dello scacco, delle difficoltà di affermazione dell'io. Io-genitore nel figlio.

Emerge che la giovinezza non può più essere perdizione, tempo del fallimento delle innumerevoli sperimentazioni che il giovane può e deve attivare. Il ventaglio delle esperienze giovanili si chiude invece che aprirsi, nella ricerca della verità, che non è mai preconfezionata.

Dunque, impegnarsi in un'indagine è vivificante, ma la materia è disgraziata. Per rendere più amena la ricerca dei termini di tale analisi, ho un'intuizione: intervistare tutti i papà che mi capitano a tiro, in forma preliminare. Chiedere loro che domande vorrebbero che gli si ponesse per eviscerare bene la delicata faccenda. Così martello Glauco, Claudio, Gabriele… ma anche potenziali padri, di figli immaginari, per ora.

Disgraziata ma emblematica anche l'uscita di La Russa che, in occasione di un dibattito sulla genitorialità di coppie omosessuali, si è chiesto e ha girato la domanda al pubblico: se i due della coppia sono uomini, uno è il papà e l'altro.. sarà il popò?

Intanto, tra parentesi, c'è chi si sta allarmando per la diffusione non solo delle convivenze omosessuali (mi manca il dato di conferma se esclusivamante gay o anche di donne), che sono oltre i 200.000 casi dichiarati, sottostimando il dato reale (per arrivare al quale si sta studiando il modo di porre domande senza violare la privacy), ma delle pratiche lobbistiche che comincerebbero a condizionare pesantemente la società…

Mi rivolgo ai lettori pertanto per avere notizie in merito e, non demordo, per raccogliere idee sul nostro questionario! Inviateci le domande che vi piacerebbe fossero poste ai padri reali, potenziali o mancati e idealmente, ovvio, ai vostri viventi o trapassati ma sempre presenti!

Quanti papà omosessuali repressi hanno avuto gli attuali papà?
Quante donne avete sentito in confidenza chiedersi se l'ultimo uomo con cui hanno avuto una difficile relazione, non fossero nell'essenza, omosessuali?

Dalla paternità all'omosessualità: solo uno dei percorsi possibili. 

Nel frattempo Michela Murgia ci propone una serie di riflessioni sulla figura materna, in Ave Mary.
Persino Giovanni Paolo I ha alimentato la confusione. Dio è padre, ma no facciamo madre!

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6 Risposte to “PAPA' O POPO'? (IL QUESTIONARIO DELLA FRANCESCA)”

  1. Simonedejenet Says:

    Secondo me sono soltanto sofismi: è già abbastanza difficile farlo senza lasciarsi prendere dal metafisico. E le uscite come quelle di laturca sono solo ruffianate politiche, senza senso e senza logica. Come quando si parla di adozioni, che non significa dare dei figli a chi non ne ha, ma genitori a chi non ne ha, quindi la questione viene sempre presentata dal lato sbagliato.

  2. dicembrine Says:

    io ai padri chiederei quanto siano capaci di ascoltare i sogni dei loro figli, specie quando non coincidono con le loro aspirazioni
    e ancora, quanto siano capaci di conoscere il mondo attraverso le parole dei loro figli e quanto siano disposti a rinunciare a raccontare loro che il vero mondo è solo quello che hanno vissuto loro stessi, loro i padri intendo

  3. anonimo Says:

    mio padre mi ha diseredato…forse per nn lasciare qualcosa di buono?

  4. paolazan Says:

    perché non aveva alcunché di buono da lasciare o per non fare avere in particolare a te quel che di buono aveva?

    penso che il tuo intervento, caro anonimo, meriti un approfondimento

    come fu?

  5. paolazan Says:

    TENTATIVO

    che domande gli faresti
    nessuna
    ok rispondi così
    sì una
    quale
    ke kazzo gli è passato in testa di diseredarmi
    puoi scriverla tu 
    circostanziando un po' se possibile
    fatto
    pensi che avrà dei rimorsi?
    ma se è morto
    ne ha avuti?
    boh e ke ne so
    era paranoico
    ma tu sai perché
    no
    ti va di raccontarlo in anonimo sul blog
    nooooo ma figurati
    peccato
    daaaaai
    è bello vedere le reazioni degli altri
    ma sai ke me frega e poi è una roba ke ormai nn mi interesa +
    e penso gia abbastanza a cose brutte

  6. Strelnikov Says:

    io gli chiederei (non posso più farlo nella realtà)
    -"ti sei sposato a 32 anni, e negli anni '50 era come sposarsi a 50 anni oggi. che hai fatto tra i 20 e i 30? a quel tempo non c'erano i single, non c'erano compagne, scopamiche, "stiamo bene insieme" e cose così"

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