NEL GIORNO DI BAGNASCO


 

ALAIN DELON A PORCIA


R. alle Cave, racconta che nel'41 a sei anni era sfollato da Milano a Pordenone Porcìa. C'era un castello con il suo conte. Il contado tutt'intorno e la Foresteria. Era andata così. La madre aveva intimato a R. di accertarsi che i potenziali genitori affidatari avessero le mucche. Solo in quel caso poteva accettare di seguirli. Pareva un mercato del bestiame davvero. La prima potenziale madre non aveva mucche. Il secondo potenziale genitore escalmò: euh, ghe ne xè de muche! I suoi parenti avevano le bestie; lui e la moglie, un'osteria, al castello di Porcìa, alla Foresteria, precisamente. Dove si trovava il telefono pubblico e la cucina della Marta pronta a soddisfare le papille e gli stomaci degli ufficiali tedeschi. Il tavolo rotondo massiccio, lui, R., lo spostava da solo sollevandolo con la schiena, correva veloce a chiamare chi era richiesto al telefono e bagnava l'orto trasportando due secchi da 20 litri alla volta, a sette anni. Un bambino servizievole e prezioso!

La conversazione scivola sull'iniziazione sessuale… Al pomeriggio correva l'obbligo di riposare. Aveva a disposizione un grande letto di 'pannocchie' ma era così ampio che ogni tanto gli si infilava accanto un ospite. Spesso era una ragazzina. Ma questa è solo la premessa. Nulla accadde, dice R. che però rievoca una situazione simile più avanti, sui 12 anni, dove la vicina gli prese la mano, la diresse nella zona mutande, e se la posò sulla parpaja topola.

Per saperne di più consultare i testi di Fo.

Sui sedici, già nell'ordine di idee di esercitare appieno, incontra una baraonda di ragazze. R. non ha responsabilità del suo enorme, travolgente successo… Che si consolida nei decenni a seguire. Assomiglia semplicemente all'uomo più bello dell'epoca: Alain Delon!
 
Ma ancora un ricordo dei 12 anni affiora, quando, una volta rientrato a Milano per avviarsi al lavoro, si faceva ancora la fame. Un macellaio gli teneva i fondi del prosciutto. Poi, R., si comprava due lire di pane e andava a mangiare ai Giardini di via Palestro. Un giorno lo avvicina un prete giovane con la sottana che lo invita allo zoo. Vieni con me? Andiamo a vedere i leoni. Gli fa vedere anche i corridoi stretti tra le gabbie dei leoni dove probabilmente passano i guardiani per dare il cibo agli animali (futtern die Tiere!). Il pretino si avvinghia al ragazzino ansimando.

 

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2 Risposte to “NEL GIORNO DI BAGNASCO”

  1. Simonedejenet Says:

    La conferma che il cattolicesimo non nasce oggi, ma affonda le sue radici in un passato, in una lunga tradizione di … conversioni.

  2. paolazan Says:

    rileggendo, io vedo un uomo di settantacinque anni fiero di sè della sua prestanza fisica come della sua umile origine e delle traversìe subite che gli hanno dato comunque una base per costruire la vita, ordinata, onesta e densa di soddisfazioni. mi affascina enormemente sentir raccontare. e quando si incontrano persone che hanno il gusto di affabulare, è l'apoteosi. queste storie sono così composite: la guerra, la fame, i tedeschi… chissà cosa racconteremo noi a settantacinque anni??!!

    tu simon però sei troppo sarcastico eh

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