CORSI, CLASSI & BOSCAGLIA

Mentre ricordo con raccapriccio la visione di un tratto di autostrada (A8) in cui si stanno costruendo svincoli, soprapassi e aree di servizio, faccio notare che tutto ciò accade a scapito della densa boscaglia che ricopriva quelle aree e che dava, per quanto possibile, un senso di pace e di equilibrio in relazione al territorio circostante, già segnato da ampie realtà industriali. Se togliamo intercapedini verdi, barriere acustiche, oasi per la fauna di passaggio ma anche stanziale che si adatta a convivere con le peggiori condizioni ambientali, alterate e impoverite da interventi troppo invasivi, ci priviamo di un piacere fondamentale: conservare campioni di natura per capire meglio da dove veniamo. Siamo orientati allo scempio e condannati all'oblio del bello.

Il bello. A scuola consiste nel sentire il polso della materia viva e pulsante: gli alunni. Se non ci fossero le classi, ma i corsi, l'alunno non sarebbe costretto a identificarsi con la classe di appartenenza, ad essere vincolato ad essa come alla famiglia, a sottostare a un giudizio collegiale, e a soffrire per l'eventuale bocciatura che è un totale respingimento, la non ammissione (immediata) al futuro, ma con la scuola di appartenenza, con tutte le sue peculiarità, la sua storia, i suoi obiettiivi ideali. In un corso si può rimanere indietro e rendersi necessario rifrequentare, negli altri si va avanti. In un ambiente che nella sua globalità rimane accogliente e comprensivo, e che non tratta l'individuo all'ingrosso, non lo umilia con gli sconti nè con gli abbuoni, non fa mercanteggiamenti.


(di questa foto mi piace la divisa, non necessariamente il modello educativo che rappresenta)

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8 Risposte to “CORSI, CLASSI & BOSCAGLIA”

  1. anonimo Says:

    tutto vero.. ma dimentichi che non possiamo fare a meno delle infrastrutture.. sono passati ormai secoli da quando ci si muoveva col carretto e il mulo..  però vuoi mettere.. in un ora e mezza si arriva al mare..

  2. paolazan Says:

    spiritoso  u.a., salute!

    tu lo dici: tutto vero. vero anche che si creano gruppi sempre più numerosi di persone che non cercano la velocità ma la lentezza e sono disposte a ritrovare percorsi alternativi alle grandi vie di traffico, e perché no?, a piedi, accompagnate da un simpatico e intelligente mulo!

  3. agomast Says:

    Quando un orizzonte viene modificato accade una frattura .

    Non so piu' guardare una costa di montagna a cui hanno appiccato il fuoco, un tratto di spiaggia dove hanno eretto un nuovo casamento o uno dei campi dove abito e vivo dove il contadino recede e non coltiva piu'.
    Sono ferite durissime,

    Come andare a caccia nelle colline e trovare oliveti incolti per ettari ed ettari e non incontrare nessuno che ne raccoglie il frutto, boschi diventare boscaglie, sentire il respiro della natura arrancare solo ai cigli delle strade.
    Ma inarrestabile.
    Bel segnale, il tuo.

  4. paolazan Says:

    c'era infatti uno scampolo di boscaglia sulle rogge in città a milano… ma i parcheggi imperversano. giusto ieri a riconferma, torno in un giardinetto all'interno di via montecatini. e, amara sorpresa, lo trovo eroso. per far posto a sei auto! snaturato e malinconicamente soffocato.

    là dove la boscaglia è piccolo polmone, arricchisce l'ambiente, la si distrugge. là dove è segno di incuria, può proliferare. così sul monte lama (pc) dove i pascoli storici stanno scomparendo. e finché non si installano le antenne, possiamo anche dirci fortunati! 

    riprendiamoci gli strumenti democratici della politica del territorio!

    uno cento mille (ottomila, uno per ogni comune) angelo vassallo VIVO!

  5. scarlight Says:

    Credo di far parte di quel gruppo di persone che cercano la lentezza……lo sono già di mio! Ho bisogno di riflettere con calma prima di fare o dire qualcosa, ho bisogno di essere rilassato prima di uscire di casa……e poi, Milano….ti insegna a correre come non avresti mai pensato prima! uff

  6. ladybeetle1 Says:

    Interessante il contributo, particolare la dissertazione sulle classi a scuola. Si comprende che il progresso debba far "progredire" ma che tristezza non vedere più i campi coltivati( anche no), i profili delle colline, per la costruzione di nuove case( raramente abitate), di nuove strade…
    Molto bella l'analisi sulle bocciature a scuola e sull'ambiente accogliente ma non buonista

  7. paolazan Says:

    Venivo giusto giusto da una riunione di dipartimento in cui si faceva un discorso preventivo sul trattamento da applicare a fine anno ai cosiddetti casi incerti, critici, o come si suol dire … gravi! con un sottofondo di motivazioni (mettersi al riparo da…, precisare che…, pof non pof… accordi) che assomiglia più a una selva intricata, a una boscaglia totalmente incolta per rimanere in quello che diventa il campo di intersezione del post… che non al terreno fertile e produttivo degli slanci ideali che il contesto promette.

    Attenzione: ho a che fare con colleghi responsabili, seriamente preoccupati del futuro degli alunni. la distorsione però rimane.

    Grazie a te per aver testimoniato in proposito.

  8. ladybeetle1 Says:

    Ho preso in prestito un pezzetto del tuo post!

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