SALVIAMO IL PAESAGGIO E I PEPERONI DELLA ROBERTA

Il movimento si allarga. Italia Giardino si esprime anche così: da Slow Food che si preoccupa della filiera del prodotto agricolo alla difesa dell'equilibrio idro-geologico il passo è breve. La politica del capannone non frega più nessuno! Dal Veneto alle Marche, riprendiamoci il paesaggio!
Interveniva una voce accorata qualche giorno fa a PRIMA PAGINA. Dalla regione del Tagliamento. Dove hanno distrutto prati e sentieri per allestire, capannoni, strade, svincoli, outlet! Quell'uomo si merita un posto di assessore, come quella donna che ha fatto un appello per non dimenticare la Liguria e la Toscana alluvionate. Tutti gli altri son nessuno! Infimi i politici che non si assumono responsabilità, infimi da sempre, quando potevano ancora fare una sana prevenzione.

E, mentre molte anime si dannano perché vivono in prima persona i disastri, noi eravamo a passare qualche giorno oltre la Lunigiana, a Pisa. C'è ancora una riserva come San Rossore, che pare oro rispetto al paesaggio 'produttivo' dei capannoni, e la spiaggia di Marina di Vecchiano, soffre solo un po' di accumulo di rifiuti… solo un pochino! Taniche di tutte le misure e secchi, così come di relitti di barche provenienti da Vernazza, Monterosso e Bocca di Magra… E un'infestazione da Yucca americana che lì proprio non dovrebbe stare, anche se chi l'ha introdotta pensava alla lotta contro l'erosione… A Tirrenia poi sopravvivono le dune. Tra i capanni degli stabilimenti balneari. E magia, pochi metri all'interno, il famoso Camp Darby. Dove vige la legge U.S.A. Aberrazioni, dappertutto.

Tra le piccole soddisfazioni, che distolgono per pochi minuti dal tema, i peperoni della Roberta, la fruttivendola della zona, che arrostiva silenziosa. E mentre mi lasciavo attirare ciecamente dall'inconfondibile profumo pensavo che doveva essere un privato chiuso nel suo privatissimo giardino sulla strada del negozio che mi avevano indicato, a compiere il rito, scoprendo subito dopo che la solerte venditrice di ortaggi di stagione, si era inventata un servizio, ai confini con la rosticceria… spirito nobile, senso comune: questo è quel che emerge dall'esperienza. Sulla spiaggia 'i diti' colavano del brodino di peperone rosso misto a olio e insaporito con aglio e prezzemolo, senza sale! Sì perché sono riuscita ad intercettare la Roberta prima che riversasse il prezioso, ma ormai spesso inutile, cristallo (in Toscana, si esagera col sale, in tutto tranne che nel pane, vivaddio!).

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3 Risposte to “SALVIAMO IL PAESAGGIO E I PEPERONI DELLA ROBERTA”

  1. engal Says:

    La parte sul Tagliamento non mi è chiara… cosa diceva il signore?

    [e]

  2. paolazan Says:

    purtroppo non ricordo i dettagli dell'intervento, ma forse lo puoi trovare:

    PRIMA PAGINA è su Radio3 rai, trasmissione del mattino tra le 7.15 e le 8.40 circa, possono partecipare gli ascoltatori dalle 8.

    si lagnava dello scempio in zona bassa pianura friulana… possibile? dei permessi facili dati dalle amministrazioni locali compiacenti… in quanto, diceva, il fiume Tagliamento è una perla ambientale, un ecosistema estremamente prezioso ed interessante, essendo l'ultimo corridoio fluviale morfologicamente intatto delle Alpi…

    sei di quelle parti?

  3. Simonedejenet Says:

    Salviamo il peperone! Save the pepper!

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