TERRA!

La Bignardi che è attenta agli umori, propone un tema da talk-show che grossomodo si aggira attorno al confronto città-campagna: è più ecologico vivere qui o là? Il ribaltamento dell’ordine vorrebbe la rivalutazione della città-sostenibile a discapito della campagna. Sostenitori dell’una e dell’altra fazione si confrontano confusamente. Per arrivare ad una conclusione. Che quel superfurbo di DUMBO, un writer milanese che ha respirato le polveri della città affannandosi a lasciare le sue impronte ovunque su muri, bidoni, tralicci, si è bellamente rifugiato in un’oasi di 500 ettari di terreno con orto, uliveti e bosco. Così bello da essere in fondo persino disprezzato, dichiara il vezzoso!

Architetti paesaggisti sostengono che la città può essere resa vivibile da interventi di recupero e andando a intercettare tutte le aree incolte che sono tante, e alla fine risulterebbe che Copenhagen con i suoi parchi e la mobilità senz’auto potrebbe rappresentare la proiezione di Milano, se solo ci impegnassimo.

A margine, voglio annotare che ho rivalutato la Vanessa Incontrada e son contenta. Inoltre devo ammettere a malincuore che il filone delle interviste a trentenni talentuosi segnati da una storia dolorosa, ha presa. L’omicidio di mafia del padre della Rostagno, la scorsa puntata. La catena di morti per cancro dei genitori del drammaturgo attore di ieri sera. Con in particolare la sofferenza della madre messa sotto la lente di ingrandimento,  la cui malattia prolungata e il graduale spegnimento delle sue facoltà intellettive ha così coinvolto i famigliari da raccoglierne la testimonianza in un diario lancinante diventato poi una pièce teatrale (di cui la trasmissione si fa promotrice). Quel che accomuna le interviste di questo filone è il luccicone. La Bigna-maligna, con l’aria compunta di chi indaga su un terreno delicato, che fa? Sonda, e costringe il suo interlocutore a confessare. Le emozioni, i sentimenti primari, il dolore della perdita, le omissioni, i rimpianti. Ne esce innanzitutto un prodotto televisivo che piace o non piace ma che, se è visto, si traduce in un successo. Se avvince, e crea fidelizzazione, poniamo, per l’attesa dell’intervista col luccicone (non so se è dialettale o gergale, in ogni caso vuol dire occhio lucido per il pianto trattenuto, la commozione) l’obiettivo è raggiunto. Chi sarà il prossimo topolino stuzzicato da Bigna-gattaccia?

Ma, tornando alla TERRA, è chiaro che il sentire comune sposta l’interesse dal bieco consumismo alla riscoperta dei valori tradizionali, sani, magari in integrazione con la vita urbanizzata a cui siamo irrimediabilmente adesi e che vorremmo non annullare o rinnegare ma migliorare, poiché quello è e rimane il luogo delle sinergie intellettive, della fioritura della comunicazione, dell’arte e dalla tecnologia… Insomma la tendenza è trasformare la città in campagna mentre qualcuno ha già provveduto a trasformare diffusamente la campagna in una brutta copia della città coi semafori, i capannoni e i centri commerciali. La salvezza pare stare nella vita in città, dunque. Dumbo è solo uno sporco apparente privilegiato. Fa bene a detestarsi!

Nel nostro piccolo, noi ci portiamo un po’ di sapore di campagna a casa, talvolta. Ma ora sono finiti i limoni di Albenga colti a gennaio, profumatissimi; sono finiti i kiwi di Bobbiate colti a dicembre, piccoli e saporiti; devono riprendersi le fragoline del mio vaso che ho distrattamente dimenticato di innaffiare durante l’inverno; e la pianta del pomodoro dell’anno scorso ci ha lasciato sei frutti piccoli che userò come seme!

La speranza è nella terra, nelle sue piccole porzioni ideali in città, nelle grandi da conservare e tutelare, tra una città e l’altra, in una discontinuità che ci salva dall’inferno delle conurbazioni. La vita è legata alla terra. Siccità permettendo.

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2 Risposte to “TERRA!”

  1. orso Says:

    Se limoni e kiwi son terminati puoi sempre cogliere arance “di straforo” in questo paesino http://goo.gl/im9Pp

  2. paolazan Says:

    …è bello avere diffusi nel mondo archivi storici viventi!

    (con documenti pronti alla mano!)

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