FAMIGLIA BENEDETTA

Svegliarsi una mattina di festa e percepire il calore della famiglia amata e brulicante attorno a sè è semplicemente confortante. Insieme è meglio. La premessa, il luogo, il milieu fisiologico (il brodo di coltura!) di partenza per un progetto di vita. Ingredienti? Avete una ricetta (o più ricette) da suggerire?

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5 Risposte to “FAMIGLIA BENEDETTA”

  1. assonometrie Beppe Says:

    Ciao Pa, oggi siamo andati a vedere le fiera di motta visconti, che era definita “la ciliegiata” ma di ciliege nemmeno l’ombra, solo bancarelle di cinesi o nord africani, solo un italiano vendeva alchimie mussoliniane, stendardi, gagliardetti,calendari, pugnaletti…boh, i tempi cambiano…o no ? Ai posters l’ardua sentenza.

  2. politepolarbear Says:

    Non sono per niente il cuoco di simili ricette 😦

  3. paolazan Says:

    @ Beppe: si direbbe che i tempi NON cambiano visto l’attaccamento viscerale a certi falsi miti ancora tangibile; è sempre stato sopito e torna come un’epidemia. L’aggregazione dei giovani è materia delicatissima: ci prova intensamente chi ha interesse a controllare le coscienze e a dirigerle anche ai fini meramente elettorali prossimi venturi sulla scena nazionale, e così vediamo attivarsi il papa con le sue forzate visite pastorali, o i movimenti neofascisti populisti… Chi ha voglia di leggere e approfondire la conoscenza del passato, alzi la mano! Più facile e immediato vivere la vita per slogan!!

    @ bear: ma come? non hai brulicanti orsettine vicino a te? le ricette sono tante, non pensare ai modelli omologati!!
    proprio le diverse combinazioni di famiglia devono emergere: in francia ne hanno individuate 50! tu SEI un cuoco, tuo malgrado…huhuhuuuuhuh

  4. Secessionista Says:

    Il ritrovarsi insieme, in famiglia, può essere davvero molto bello, ma solo se intervallato da periodi, come dire, sabbatici, nei quali vedere il mondo dall’alto di una torva solitudine…

    • paolazan Says:

      due cose non mi quadrano, caro secessionista: perché dovrebbe essere torva e posizionata in alto la solitudine?

      io la chiamerei astrazione e parlerei di sano distacco, di necessità di far perdere le proprie tracce… anche Agatha Christie…

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