BOIA SCOUT

Mia nipote M. è un’appassionata scout. Peccato che all’ultimo campo sia successo un disastro: la zona cucina ha preso fuoco e la responsabile del gruppo pare non abbia assunto il comportamento più idoneo in tali disgraziati casi, con sollevamento di pentole cariche d’olio sfrigolante che schizzava da tutte le parti, comprese le gambe delle ragazze che scappavano e si gettavano nel laghetto o torrentello lì vicino. Il rientro dalla vacanza è stato anticipato e ora le due o tre malcapitate sono sottoposte a cure per ustione. M. minimizza le responsabilità della sua amica e capo scout, un riferimento importante per lei, perché ha un animo gentile e non va alla ricerca di zuffe o polemiche, ha fede nell’associazione e crede che non ci siano colpe da assegnare. E’ successo semplicemente un incidente, una fatalità che poteva avere un epilogo ben più tragico. Ma vorrei che la signora, consulente e responsabile agesci, già intervenuta su queste pagine mi dicesse come giudica questa storia e se non pensa che prima di intraprendere qualsiasi attività sportiva o ricreativa di gruppo non vadano ben delineate e definite tutte le modalità di prevenzione degli incidenti possibili. Qualche anno fa morirono annegati alcuni scout accampati vicinissimo al fiume. Ora accade che il fuoco divampi e emerga pienamente l’incapacità di domarlo, avendo pronti ad esempio sacchi di sabbia in prossimità dei fornelli, e istruendo i partecipanti al campo di ogni ordine e grado anche sui comportamenti da evitare per non peggiorare la situazione. L’esperienza del campo estivo scout non dovrebbe lasciare segni così profondamente incisi sulla pelle dei ragazzi. Dell’anima riparleremo in seguito. Preghiamo.

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6 Risposte to “BOIA SCOUT”

  1. transit Says:

    Amen! Amen? Amen!? Amen e cosi sia o della fatalità. Credere e avere fede. E, lottare, lottare contro le fiamme e le cause? Credere. E sperare che non avvenga un altro incendio. Aver fede e sperare. Pregare. E, affidarsi al signore. Pregare con gli occhi al cielo e le mani giunte. A proposito, mi sorge quasi spontanea una domanda: E se fosse stato proprio il signore a inviare l’incendio per mettere alla prova un pò tutto lo staff dirigenziale e gli stessi scout? Chissà.

  2. achy Says:

    Mi fa pensare all’analisi dei rischi con controllo dei punti critici. Condivido in pieno, serve competenza e responsabilità.

  3. memedesima Says:

    …l’approssimazione impera! scout italioti. addestrati a bere proprio tutta la zuppa che propinano le associazioni. e così sarà in politica e alle prossime elezioni. amen.

  4. paolazan Says:

    Transit, hai colto bene, quando accadono le disgrazie, per giustificarle, non si può dire che dio è cattivo e si accanisce contro le sue stesse creature, che sarebbe un controsenso, perciò si è inventata la storia della prova di fede nei momenti di difficoltà (vedi terremoti uragani malattie e quant’altro)… proprio malizioso questo nostro demiurgo!!! tanto basterebbe per trarre una sana conclusione: in nome di dio padre signore del cielo e della terra ci aggreghiamo per trovare pacificamente le migliori soluzioni di sopravvivenza. il retaggio culturale, segno necessario in tempi passati, può essere superato. togliamo le formule legate all’entità simbolo dio padre signore e otterremo l’essenza del nostro bisogno di convivenza serena pacifica e armoniosa.

    Achy, con il tuo intervento, sottolinei direttamente la necessità di andare al cuore dei fatti. la capacità di prevenire gli incidenti significa vivere con consapevolezza. le forme religiose-superstiziose risultano pertanto superflue se non dannose.

  5. Transit Says:

    Lasciati andare alla coscienza del corpo, del cuore,
    della mente, della pelle.

    Queste cose vanno sempre insieme:
    non dividerle mai, soffrono amaramente.

    Non ti sto parlando di religione né di altro:
    parlo di te, di me, di noi.

    Chi deve dirci il grado di sofferenza e il suo
    profondo totale rispetto?

    E chi può guardarci negli occhi, senza abbassarli
    e parlare d’amore; questo amore di vita negata?

    Chi deve scrivere con il proprio sangue dove passa
    il vento e cosa lascia se non chi lascia la vita?

    Chi parlerà a noi se la semina per l’oggi e il domani
    é stata la legge della rapina e l’abbandono?

    Chi più di te di me di noi. Chi il respiro, la prosopopea,
    l’acqua, la fame, l’amore, l’abbandono di sé.

  6. paolazan Says:

    Sublime, davvero. Grazie per il tuo generoso contributo! Sto ascoltando Radio3Scienza e si parla di Acqua e del meeting di Stoccolma che si apre oggi: problemi ambientali e futuro della risorsa. E poi anche di missioni spaziali, costi e ricavi, dell’astronauta storico scomparso… Poi, Transit, torno ora da una ‘missione’ in Valcamonica e ne avrei da riferire sul genere umano…

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