SETTE VELI E VELINE

Sette Veli è un gelato palermitano costituito dalla sovrapposizione di sette strati di creme dal cioccolato nero al latte bianco alla nocciola eccetera eccetera, che quando si lecca le papille si confondono totalmente. Le Veline sono le ambiziosissime ragazzotte italiane che partecipano alle selezioni e danno spettacolo di sè in tv condotte da un Ezio Greggio molto consumato che sembra il loro nonnino, e cantano e ballano per conquistare il pubblico e il suo voto di preferenza. Tra veli e veline, pensavo a quanto sarebbe bello invece disvelare un grappolo di faccende.

1. che le mogli hanno ancora la funzione sociale di mettere veli sulle carenze dei mariti, e che non si perdona loro di osare disvelarle;
2. che i segreti di famiglia possono essere materia di ragionamento;
3. che le donne sono ancora oggetto di ricatto morale, sociale, economico, sessuale;
4. che se le donne si autogestissero nell’attività di prostituzione, ne scopriremmo delle belle e dopo il controllo della fertilità sarebbe una vera liberazione;
5. che dalle donne ci si aspetta ancora che compiano un passo indietro a favore degli uomini, negando piuttosto le loro stesse qualità;
6. che le donne diventano nemiche delle donne, delle loro sorelle, fino a impedirsi a vicenda di vivere, o fino a martirizzarsi, e questo fa comodo agli uomini;
7. che l’autodeterminazione e la libera espressione non vanno proprio giù…

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4 Risposte to “SETTE VELI E VELINE”

  1. franco Says:

    ciao Paola,
    un commento maschile,
    1. forse in ogni coppia ognuno mette veli, passa sopra, “accoglie” le altrui mancanze… o così sarebbe bene che accada… è difficile pensare che solo i maschietti abbiano carenze.
    2. vero. credo che ogni “segreto” spesso riguardi solo un lato della famiglia, e per il soggetto che ne è direttamente coinvolto possano essere corde molto sensibili, difficili da affrontare, da svelare, per il partner invece rappresentano una scatola nera intoccabile. Discuterne per i soggetti interessati è quasi un tema da psicanalisi, difficile farlo in modo razionale.
    3. mi viene da aggiungere che oggi, specie quando si tratta di separazione e divorzio, spesso le parti si invertono.
    4.totalmente d’accordo
    5.accade come una derivazione dal vincolo biologico, vero è che si potrebbe far di meglio
    6.beh difficile richiedere di essere trattate meglio dagli uomini se no lo fate voi per prime
    7.boh, sono parole grosse e abusate, credo in realtà raramente vengano ostacolate se non danneggiano qualcun altro. purtroppo talvolta si parla di libera espressione e autodeterminazione rivendicando diritti che prevedono che qualcuno ne paghi i conti. la nostra società “dovrebbe” creare un milione di posti di lavoro per architetti, designers, psicologi, archeologi, insegnati di lettere e filosofia per permettere ai nostri figli di realizzarsi. talvolta si chiama con “diritto al lavoro” quello che in realtà è un “diritto ad un reddito”.
    una cosa è esprimersi, come fai tu, con quadri, blogs e quant’altro, un’altra e “pretendere” che il mondo si accorga di te. nel tuo caso affronti le fatiche ed i rischi di insuccesso del tuo operato e poi pensi anche a come mantenerti, nell’altro ci si piange addosso e si cerca un responsabile esterno.
    ciao franco

  2. paolazan Says:

    Franco, ti aspettiamo al feminist blog camp: un contributo maschile così analitico non può passare inosservato!

  3. Antonella D'Onofrio Says:

    Paola, poiché pensionati….., purtroppo raramente troviamo il tempo di dare una scorsa al tuo blog e i nostri neuroni diventano vieppiù lenti….. Però ci fa piacere constatare di volta in volta la tua inesauribile originalità nell’affrontare temi di carattere sociale che inducono a riflettere. Con affetto, Antonella e Giulio

  4. paolazan Says:

    Antonella bella, che tu sia pensionata è innegabile, ma non è una giustificazione: il tempo ritrovato è una connotazione del tuo status! nemmeno sui neuroni rallentati mi convinci… sono però orgogliosa di voi che, invece che perdervi davanti allo schermo del pc, vi dedicate al trekking: la sedentarietà è deleteria, si sa! grazie infinite per la vostra testimonianza d’affetto!! ah… un modo c’è per tenersi al passo col blog: iscriversi, così il servizio automatico ti informerà dei nuovi post pubblicati, c’è un tastino apposito in fondo a destra. ciaooooooooooooo un grade abbraccio, salutami quel pensionato brillante e infaticabile di giulio

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