FLASH MOB E ORMONI

Flash-mob

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…a sei mesi di distanza da questa foto, scattata in Galleria per un flash mob di lettura a sostegno delle piccole case editrici, potrei ragionevolmante fare un ritocco di foto-shop reale: quattro chili in meno per abbandono della pillola e totale assenza di voracità.

Diamo il giusto peso agli ormoni!

Provvederò a pubblicare debita testmonianza, stesso abito, stessa posa.

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14 Risposte to “FLASH MOB E ORMONI”

  1. Transit Says:

    Maronna mia … (prof.)Paola comme si bella … figurammece cu quatt’ chili mancanti … m’arraccumanno: fai restringere il vestito nero e non farti fregare dal cibo di Natale.

  2. Transit Says:

    Il Saluto è mare in tempesta.
    Il Saluto è angolo di strada.
    Il Saluto è ciglio d’abisso.

    Il Saluto è brezza di umanità.
    Il Saluto è bacio mai dato.
    Il Saluto è uomo alla catena.

    Il Saluto è lacrima muta.
    Il Saluto è schianto di luci.
    Il Saluto è parola d’anima.

    Il Saluto è fame, di vita.
    Il Saluto è solitudine.
    Il Saluto è realtà che fugge.

    Il Saluto è urlo d’universo.
    Il Saluto è squarcio di palombaro.
    Il Saluto è rammendo del cuore.

    Il Saluto è volo,
    gola, corde vocali,
    e bocca, e riverberi.

    Il Saluto è labbra, amore
    e odio, e vita e morte,
    le onde.

    Il Saluto è prato di parole,
    fiori in colti, il nostro
    viaggiare.

  3. Transit Says:

    Blazar

    Blazar,
    astro che brilla,
    addurmuto dint’o scuro.

    Nuje,
    ca dint’a a vita reale e
    blogosfera fuimmo ‘a morte.

    Blazar criaturo.
    Blazar guaglione.
    Blazar spiga ‘e grano.

    Blazar aria fresca.
    Blazar ‘o fuoco dint’e vvene.
    Blazar ca vola ‘nziem’e penziere.

    Blazar ottomila litri d’acqua.
    Blazar ‘na vita accussì.
    Blazar ca parla cu ‘na jatta.

    Blazar cu annammurata soja.
    Blazar ‘ncopp’a bicicletta.
    Blazar amico ‘e scrittura

    Statte bbuono, fa buon viaggio,
    ca io, nun aggio mai ditto:
    Addio.

  4. Transit Says:

    Eravamo ventisei. E tutti piccoli, ma da allora ne è passato di tempo. E di quel gruppo non ho rivisto più nessuno: nemmeno Michele Strogoff, Pugaciof, Nerina e Azorka. Però ne verranno ancora altri. Venivamo da lontano, molto lontano, prova ne fu un nostro viaggio faticoso e interminabile. E non ci davano né da mangiare e né da bere: accadde solo in due occasioni all’inizio e al termine del viaggio. Ammucchiati com’eravamo ci scambiavamo le nostre reciproche malattie oltre che pulci, zecche e lamenti, senza parlare di quei fetenti di vermi che infestavano le nostre pance.

    Quando l’auto si fermò e i nostri sequestratori – carcerieri ci consegnarono ad altri loro simili, sghignazzando dissero: – Finalmente eccovi liberi nella terra dei diavoli. Ora che abbiamo intascato la grana possiamo ritornare alle nostre case. Cattivi? Si, probabilmente siamo cattivi, ma qui, nella terra dei diavoli dovrete stare molto in guardia, altrimenti vi mangeranno vivi. – E risero ancora bevendo birra, vodka e vino pere ‘e palummo.

    Un pò prima di giungere a destinazione accadde qualcosa di meraviglioso: vedemmo la luce. Essa sorgeva oltre i finestrini e inondo anche il posto buio dove ci avevano incastrati. Affamati e disidratati fummo riscaldati dalla luce della vita che ci accarezzava e solleticava dolcemente:pareva proprio il calore delle nostre mamme. Ci consolammo e ci sciasciammo(bearsi)che ci prese tanta di quella alleria(allegria)che giocavamo gli uni con gli altri mordicchiando orecchie, code e zampe: era il nostro fratello maggiore Sole che ci scaldava e ci solleticava le pance. Eravamo nella terra dei diavoli. E vedemmo la luce.

  5. Transit Says:

    Ascoltale

    Nel loro mutismo
    prolifico e imperfetto,

    perché il dio umano
    ne è geloso

    (l’altro è meglio lasciarlo
    all’insensata compiutezza)

    le stelle parlano:
    in tracce di scie

    vita trasportata
    e riflessi argentei

    in occhi di luna
    palpitano

    (monocellulare
    almeno)

    nel mortale
    divenire sfrangiato

    grideranno nel fuoco
    e poi di nuovo

    imperiture brilleranno.

  6. giuliano Says:

    capelli corvini, sguardo rapito dalla lettura del libro una sola parola: bellissima

    g

  7. paolazan Says:

    ma che corvini!! ho fili ramati.
    e poi il libro lo sfoglio distratta…
    bellissime le scarpe, suvvia

  8. giuliano Says:

    incantevoli le scarpe e se debbo essere sincero anche le labbra !!!

    g

  9. paolazan Says:

    capisco… ma tu g., non vai oltre! non dico che tutti debbano poetare come Transit… (che peraltro fa un primo istintivo riferimento a cibo-carne-mangime nel quadro di un bieco consumistico natale: sempre analisi socio-gastro-economica è…) ma un minimo di elevazione spirituale, è comunque auspicabile!

  10. Transit Says:

    beh, andiamoci piano con l’elevazione spirituale, tu non mi conosci ma puntualmente ogni tre mesi, al di là della festa dei morti in novembre, il sottoscritto digiuna di fila per 41 giorni(non so se mi spiego) e non solo cammino sulle acque(alquante inquinate)ma vivo esattamente almeno mezzo metro dalla pavimentazione stradale. Figurati che in certi giorni mi elevo talmente spiritualmente(senza pagamento dell’Imu)che devo legarmi ad ancore e piloni, non dentro però, ma esternamente. Il cibo? Il cibo dovrebbe essere il primo elevatore spirituale l’uomo, ma c’è un gran business alla base, comprese le malattie e relative cure.

    Da qualche giorno sto cercando di elevare spiritualmente il mio cane che viene dall’Est e si chiama Lelloccio Spitz. Il fatto che i cani non parlino mi da su i nervi. Trovo ingiusto e punitivo che i cani non abbiano tutto l’ambaradan foniatrico come gli esseri umani. In effetti sto cercando di risolvere ad una mancanza del Grande Costruttore.

    Si sa da Giacumino ‘O Ranavuottolo che la natura è matrigna, ecco.

    Ps: Farò sapere in seguito a te e alle tue gentili lettrici e lettori gli eventuali progressi intrapresi dal mio cane Lelloccio Spitz. No, non mi sono montato la testa: potrà anche evolversi negativamente, ma non tacerò gli eventuali fallimenti. Ad ognuno diamo la possibilità di un avanzamento di carriere e di elevarsi, perché ai cani no? L’uso del linguaggio di per sé già è difficile, perché i cani devono arrabbattarsi per farsi capire?

    Con affetto dal sottoscritto e da Lelloccio.

  11. dd Says:

    Io oltre nove kg in meno, in poco più di due mesi.
    Ma non è la mancanza della pillola.

    • paolazan Says:

      no no, la foto è di sei mesi fa. la fine della pillola è di un mese fa. perciò 4 chili persi in 4 settimane. mi sembra di essermi stabilizzata. ma la grande differenza è nell’appetito: mooooooooooolto meno! cos’è successo a te, dd?

  12. Transit Says:

    In data 20.4.2012 scrivevo …

    I cani hanno uno sguardo. E occhi indagatori. E la coda di pavone drizzata e scodinzolante. La coda parla. è davvero strano che i cani non parlino. Secondo me dio con gli animali ha sbagliato molto di più rispetto all’uomo.

    I cani sono degli accaniti investigatori. E scrivono come George Simenon invece che sulla carta sui muri scrostati, ma nessuno ha letto i loro romanzi. E scrivono anche poesie.
    In un misto di allegria e tristezza i cani ci guardano. In lungo e in largo. Dal basso verso l’alto. Noi sempre dall’alto, in una nera dura cocciutaggine malata.

    I cani per farsi ascoltare sbuffano. Pisciano. E guardano.
    I cani quando dormono sono come le suocere, ovvero
    vigili; dormono ma l’occhio è a 360 gradi, e vigile.
    I cani ti guardano accaniti dal basso verso l’alto. E fanno una vita da marciapiede e pisciano in maniera romantica.

    Gli sguardi dei cani e i nostri non si incontrano mai dritti e quando si incontrano sono tutti storti. C’è un dislivello.
    I cani hanno sempre un sacco di cose da dire, ma gli manca la parola. Dicono che è nella coda l’apparato foniatra dei cani, però è un apparato afasico. E poi una coda è una coda.

    La differenza principale tra i cani e gli umani è costituita dalla posizione per urinare che assumono entrambe le specie.
    La donna cagnesca abbassa il culo e allarga le zampe. L’uomo cane invece alza la gamba e piscia. Le donne sia cane che umane quando vanno in bagno dopo che è uscito l’uomo cane sbraitano sempre. Mai a centrare il buco i cretini. Pisciano tutto intorno come se stessero a innaffiare il giardino.

    Se dio avesse dotato i cani dell’apparato foniatrico sviluppato e funzionante come quello dei cani umani di certo avrebbero fatto una schifezza mille volte il pensiero umanoide. I cani sono come gli schiavi alla Kunta Kinte. Anche quando sono alla corte delle famiglie ricche e per loro l’osso e tutto il resto è assicurato.Adesso però devo smettere di scrivere perché è arrivata lei con cui devo guardarmi negli occhi. E’ bella, buona e straordinaria. Lei parla, almeno a me. Mi ha donato una figliata di tredici cuccioli. E’Lella, la mia compagna dello stradone. Spesso ci mordicchiamo le orecchie.

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