FUNZIONE DEMOCRATICA DELL’ARTE

Dino Villatico, già critico musicale di Repubblica scrive in maniera sintetica e chiara ciò che da decenni sostengo (lo sostenitore è F.L.) in ambito musicale e non:

“Ci sono due punti sbagliati nell’idea che un’opera d’arte debba piacere a tutti. E soprattutto debba rivolgersi a tutti. Falso. Non è mai accaduto! Ai cinesi Beethoven pareva rumore, e agli europei la musica cinese chincaglieria. Anche la musica non è dunque un linguaggio universale, ma è legata all’epoca e alla classe sociale che la produce. Il madrigale è musica di corte. Che poi possa anche essere sublime, è un altro discorso. Anche la scultura africana è sublime, ma non è nata come opera d’arte, bensì come oggetto di culto. Quindi i diversi popoli e le diverse classi sociali hanno culture e gusti diversi. E’ un dato di fatto. Guardate il successo dei cinepanettoni, e lo scarso pubblico che va a vedere Sokurov. Ma sarebbe sbagliato stracciarsi i capelli o imporre Sokurov a tutti. Sokurov non gira film che vuole far vedere a tutti. E fa bene a fare così, perché fa film bellissimi. Veniamo ai due punti.
1. L’estetismo moderno ha dimenticato che anche l’arte ha una funzione. Un ballabile è un ballabile. Può essere musica bellissima, ma nasce per far ballare, non per essere bella. Ovvio che la maggior parte dei ballabili sia atroce. Urleremo all’oltraggio? Se diverte e fa ballare assolve la sua funzione. E così una canzone: mira al consenso dell’ascoltatore, non a essere un’opera d’arte. Che possa anche esserlo, è un altro discorso. Dunque: quando un’opera assolve la funzione per cui è nata è un’opera riuscita. Perché Tiziano Ferro dovrebbe scrivere come Sciarrino o il più banale rock di consumo (del grande rock qui non è questione) dovrebbe ispirarsi alla Sagra della primavera?
2. E’ l’opposto del primo punto. E nasce dal senso di colpa in un paese privo di reale cultura, come l’Italia, sostanzialmente populistico (il populismo di sinistra è speculare a quello di destra, entrambi vorrebbero appiattire le differenze). Il senso di colpa nasce dal fatto di credere che scrivere qualcosa di difficile o che richieda cultura, molta cultura, tanto per scriverlo che per ascoltarlo, sia un agire antidemocratico, elitario. E allora? Certo che Debussy, Webern compongono musica di nicchia! Ma sta lì il loro valore. Pretendere che sia capita da tutti sarebbe snaturarla. E poi le vie della comunicazione sono tortuose. Pagine raffinate come la Polacca in la bemolle maggiore di Chopin e ancora più la bagatella (che tale è) Per Elisa di Beethoven diventano famose e “popolari” e canzoni che si ritenevano intramontabili dopo 10 anni nessuno le ricorda più.
Conclusione provvisoria: l’arte, come la scienza, non è un’attività democratica. Il suo valore civile, la sua funzione anche democratica, sta nell’essere fatta bene. Punto!!!”

Annunci

Tag: ,

3 Risposte to “FUNZIONE DEMOCRATICA DELL’ARTE”

  1. politepolarbear Says:

    Io Sokurov sono andato a vederlo, ma non mi è piaciuto.
    Almeno adesso so che tipo di film gira e la prossima volta sono preparato.

  2. paolazan Says:

    Ma, ti sei chiesto perché non ti è piaciuto? E poi, questa sarebbe una delle prove che si tratti di un’opera d’arte vera e non alla portata di tutti, e che come tale non debba piacere a tutti pur essendo rivolta e accessibile a tutti in quanto non democraticamente originata, ma democraticamente funzionale?

    • politepolarbear Says:

      Sicuramente è una prova.
      Il film, pur avendo vinto il Leone D’Oro a Venezia, non mi è piaciuto sostanzialmente perchè non l’ho capito.
      Come spesso dico alle mie figlie, bisogna sempre prima provare/vedere/verificare e solo dopo giudicare.
      L’importante è non avere pregiudizi.
      Invece i giudizi negativi sono ben accetti.
      È ovvio (almeno per me) che le opere d’Arte non devono per forza piacere a tutti.
      La cosa più divertente, almeno per me, subito dopo aver visto un film o una mostra in compagnia di un amico/a è proprio quello di mettersi a discutere, magari anche animatamente, sulle nostre diversità di opinione su un’opera.
      Ricordo ancora con piacere molte discussioni sul lungarno su alcuni film contrastati. “Faust” di Sokurov è sicuramente uno di questi.
      Ma ricordo anche altre discussioni, sempre sul lungarno, in cui ci si trovava d’accordo sulla bellezza e importanza di altri film. “Il sospetto” di Thomas Vinterberg era uno di quest’altri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: