RENZI E’ DI SINESTRA

Perciò poteva vincere con un più ampio consenso! Il popolo italiano è moderato e conservatore. E si sente rappresentato da un esponente di sinistra di destra, della destra della sinistra o di una destra social-sinistra ovverosia decisamente SINISTRA!!

E se le donne facessero agli uomini quel che gli uomini hanno fatto o continuano a fare a loro?

Se ne esce solo ricostruendo riattivando e rianimando quell’incubatore di realtà, culla del sapere, che è simbolicamente LA CITTA’ DELLA SCIENZA.

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5 Risposte to “RENZI E’ DI SINESTRA”

  1. Transit Says:

    Renzi piaceva e credo piaccia al Cavaliere. E allora?, direte.

    Mentre quel Bersani o la Smorta Figura di Don Chisciotte privo di sana pazzia in groppa a Ronzinante, in Tv non fa che ripetere:
    Okkei!Okkei! Okkei!

    Manche ‘nu mericano petroliere guerrafondaio ripete accussì assaie okkei! Chisto sicuramente è affetto da okkeite acuta.

    A voi, miei numerosi e accaniti lettori, questo non vi insospettisce?
    A me si, molto. A me fa quel tanto di sospetto, talmente tanto che seguo e mi perdo confuso e disperato dietro gli okkei! Tra l’latro così ripetuti e decisi che non seguo il contenuto del suo discorso.

    La sinestra è dura di comprendonio. Se la sinestra avesse ascoltato il Cavaliere, a quest’ora il Pd non stava a rincorrere la lepre per metterle il sale sulla coda. A me quand’ero piccolo dicevano che il sale sulla coda si mette ai colombi. Ma c’era anche chi i colombi li frezziva(colpire l’inutile volatile tubaiolo con una o più fionde per poi spennarlo e cucinarlo. durante la guerra e dopoguerra, gli anziani dicevano che questa era una pratica molto diffusa.)

    Renzi, secondo l’autogol del Cavaliere, era e poteva essere il cavallo di Troia per il centrosinestra?
    Il Cavaliere stesso già parlava di sinestra: un uomo lungimirante.
    Certo beccare due piccioni(figli dei colombi)con una fava per il Berlusca sarebbe stato(o sarà?)porre la ciliegina sulla torta e avere le vaste masse proletarie e le moltitudini cristiane e cattoliche ai propri piedi. Usare un renzo(con capponi) di sinestra per fare trionfare la destra. Un capolavoro di strategia politica.

    Se, almeno una volta, la Sinestra o Centrosinestra, avesse ascoltato il Berlusca, poteva centrare il bersaglio grosso con un rampante di destra sotto le mentite spoglie della sinestra sponsorizzato dal centrodestra del capo dei capi.

    Sinestra … minestra(da non confondere con ministra)finestra.
    O ti mangi questa minestra(pd) o ti butti dalla finestra(status quo).

    Ogni scarrafone è bello a mamma soia, ma questo non c’entra.
    O forse c’entra.

    Ai grillini, gli scarrafoni figli, le scarrafone mamme e innanzitutto gli scarrafoni padri, non piacciono, infatti non ci stanno a scarrafonare.

    Cioè, tenere il carro giù per discesa.

    Forse è venuto il momento che i milioni di Gregorio Samsa, gran scarrafone dell’est e del mondo intero(scarrafoni di tutto il mondo unitevi) la smettano di starsene sul dorso dell’enorme corpo e guardarsi mulinare frenetiche le zampette nell’aria, mentre la coperta, ormai piccola, rimane in bilico sul ventre.

    Chi ha incendiato e distrutto la Città della scienza ha innanzitutto esercitato la pratica dei propri interessi. A costoro la cultura non interessa perché non sfruttabile come un qualsiasi bisiniss. Se la cultura fosse un bisiniss come la prostituzione, i rifiuti ubani e quelli tossici delle industrie, la droga, le armi startene certi che l’imprenditoria camorrista, mafiosa, stidda e corona e ndranghedista avrebbe e sciorinerebbe il fior fiore di talenti dialettici e persuasivi sia in prosa che in versi.

    Il territorio e il mare che ospitano Città della scienza è in un sito ambito e appetitoso. Un territorio su cui lucrare per anni e anni.

    Quel luogo è bellissimo, nonostante l’inquinamento della sabbia provocato dai cicli lavorativi dell’ex Italsider, ma ciononostante, la torta è vasta e gustosa. Forse quelle fiamme hanno voluto spingere per la messa in opera di lavori presenti e futuri.

    Insomma, a Milano i lavori per l’Expo, e qui, qualcuno incendia Città dell scienza per far iniziare i lavori di un grande bisiniss.

    Quel luogo non può rimanere in quelle condizioni. Certo, ci sono i pescecani che si aggirano fuori da quelle acque, ma non bisogna farne il monumento della dismissione, un relitto in superficie del passato.

    Perché lasciare la Città della scienza così, circondata dalle rovine archeologiche di una Pompei post industriale disconosciuta?

    Ciò che mi suscita il sito, rovine e la distruzione della Città della Scienza in relazione ai bambini è un immagine di guerra.

    E’ come se in quel luogo ci fosse ancora un gruppo di bambini … del dopoguerra … che giocano tra le rovine dei bombardamenti senza bombe, ancora con un pallone di pezza, spade di legno, maschere di carta, carrocci costruiti con gli scarti d’ogni genere,
    biciclette con le ruote sgonfie, e vestiti rattoppati.

    Lasciarlo così vuol dire ghettizzarlo o renderlo periferico oltre la cartina geografica dell’intera città.

    Sotto, dentro e fuori Città della Scienza si aggirano altri gruppi di bambini: sono armati, hanno facce livide, risate fredde, sono impazienti e armati. E ben vestiti. E feroci, come pescecani a cui si è fatto odorare il sangue. Sono in guerra. E bramano, aizzati dalla fame. E dalla sete di potere. Pareti grige, livide e il sole, il mare, la risacca, l’ancestrale nenia di malinconia, rabbia e morte.

  2. paolazan Says:

    ..e come, caro Transit, comunicare l’urgenza di uscire da questo scempio?? educare – educare – educare! tu sssiiimmmeglio di Saviano!!

  3. agostinos Says:

    Eppure a me sembra semplice: se si tratta di elezioni non si ha tempo per educare educare educare. Li hai visti, babe, gli italiani? Basta andare in un parcheggio, alla fila per il film, su una spiaggia. Ci vogliono decenni per educare , ammesso che le cosa sia giusta, e bastano dieci minuti di promesse lascive per far macerie di tanta educazione. Mi sembra come la muraglia cinese. Il monumento piu macroscopico dell’intera umanita’, costato una fatica immensa, un numero incalcolabile di vite umane e servito a nulla. Infatti i mongoli ci hanno appoggiato le scale su e sono passati dall’altra parte in un baleno.
    Ora si tratta di capire se la sinistra vuole davvero cambiare sto paese,come dice Bersani.
    O se invece vuole

  4. agostinos Says:

    …vuole convincere del tutto sto paese.

  5. paolazan Says:

    una gara persa in partenza, vuoi dire, ago? le prossime elezioni incombono già… i populismi si stanno ulteriormente attrezzando: manifestazioni davanti al palazzo di giustizia, grillini muti o addestrati da papà grillo guardindo… da destra scende in campo pure zangrillo col bollettino medico!!

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