OBIETTIVI MINIMI

Oggi, prima di bocciare un alunno, ci si chiede: ha raggiunto gli obiettivi minimi previsti dai singoli programmi didattici? Ha partecipato con interesse al dialogo didattico-educativo? E poi: sarà in grado di frequentare con profitto la classe successiva? Con quali strumenti e motivazioni, determinazione e impegno?

Il pasticcio sorge a causa del fatto che a prendere le decisioni è un consiglio di classe in cui, se è presente il dirigente allo scrutinio (che a malapena conosce le situazioni reali), il voto a favore o contro la promozione può dipendere dalla politica della scuola, dal numero degli iscritti e altro ancora…

In ogni caso il risultato di una discussione sul destino di un allievo è collegiale e può prescindere dalle effettive competenze raggiunte nelle singole discipline, valutando le cause del mancato pieno raggiungimento degli obiettivi, valutando le conseguenze di una bocciatura o di una promozione, calcolando il rischio di dispersione, e stimando le capacità di recupero, con o senza l’aiuto della scuola stessa.

I corsi al posto delle classi responsabilizzerebbero meglio tutti, alunni e docenti! Si potrebbe ripetere un corso senza ‘perdere l’anno’, no?

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Una Risposta to “OBIETTIVI MINIMI”

  1. clarissaebasta@alice.it Says:

    Si. Ma mi leggi ??

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