IL TIMO PER I ROMANI

Si sa dell’usanza dei soldati dell’Antica Roma di cospargersi prima di una battaglia di acqua e timo: il vocabolo con il quale si identifica questa pianta è lo stesso che nella lingua greca assume il significato di coraggio o forza.

Nel Medioevo, i rametti di questa pianta erano tenuti sotto il cuscino per allontanare gli incubi notturni. Allo scopo di allontanare il male e garantire un buon auspicio il timo era disegnato dalle dame sugli scudi dei propri amati per assicurarne il ritorno a casa.

Le sue proprietà antisettiche sono conosciute sin dall’antichità e nell’”Herbario novo”, un saggio rinascimentale sulle piante medicinali, il timo veniva consigliato, cotto nel vino, per combattere l’asma e le infezioni della vescica. Inoltre, fino al primo dopoguerra, la maggior parte dei disinfettanti più diffusi era a base di timo.

Contiene timolo e vitamina C.

Numero di specie di timo: 300 ca. tra cui Thymos vulgaris e T. serpillus, cedrato.

 

(scopiazzato per amore del timo! ne mastico le foglioline secche raccolte al Forte…)

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