GIORGIA CON IL FUSARO

Un appunto preso su un brandello di foglio, una specie di pizzino, mi ricorda un episodio di qualche giorno fa. Quell’episodio si innesta su un’altra esperienza dai toni forti, vissuta poco prima. L’accaduto ha come sfondo una biblioteca pubblica, uno di quei luoghi di aggregazione per eccellenza, almeno potenzialmente. La collocazione è periferica. L’utenza estremamente composita. Quel che può succedere è che il libro che stai cercando non è nella tua solita biblioteca e che ti propongano di richiederlo e fartelo avere entro due o tre giorni attraverso il servizio interbibliotecario. A meno che tu non decida di andartelo a prendere direttamente e subito. Dato che mediamente una decina di chilometri in bici te li macini anche solamente per diporto e la biblioteca periferica è vicina al tuo parco (sub)urbano preferito, niente di più facile: ci vai ad occhi chiusi! Tanto chiusi da dimenticare il portafogli mentre infili quattro spiccioli nella taschina interna dello zainetto, non si sa mai. Sotto la luce che proviene dal lucernario del soffitto dell’atrio della biblioteca, l’impiegato pelato e tristanzuolo annuisce vagamente: il Timeo è lì alle sue spalle e lo estrae dalla scaffalatura dei libri prenotati in attesa di essere ritirati. Suo preciso compito è richiedere la tessera personale che dà diritto al servizio, identificando l’utente. Ma tu non ce l’hai. Ne sei irrimediabilmente priva e, a meno che tu non rifaccia la strada su e giù altre due volte, il documento non si materializzerà. Decidi di chiamare un conoscente che abita in zona e sicuramente frequenta la biblioteca, ma hai la sensazione che questo potrebbe arrivarci non prima di 30-40 minuti. Esci e imprechi. Tre ragazze fanno capannello. Ti salta in mente che almeno una di loro possa aiutarti prestandoti la sua tessera, in pratica assumendosi senza conoscerti la responsabilità del prestito. Ti rivolgi a loro con la tua precisa richiesta senza troppi preamboli ma facendo capire che è una questione importante e il tempo stringe. Due storcono la bocca mentre ti osservano piuttosto sorprese se non proprio annoiate; la terza risponde che sì lei tanto tempo prima un libro lo aveva preso e forse la tessera ce l’aveva ancora. Le fai presente che oggi basta la carta regionale dei servizi per accedere anche a quelli della biblioteca. Ma poi lo riporti indietro vero? fa semplicemente, esibendo il suo documento per te.

Giorgia ha vent’anni e un bimbo di un anno e mezzo. Ha origini pugliesi ma non è mai stata in Puglia. Anzi non è ancora stata in Puglia. Forse quest’anno ci va, porta il suo piccolo Toni al mare. Al Gabbiano di Marina di Pulsano, le ho consigliato. Si mangia bene e la spiaggia è adatta per i bimbi.

Giorgia ha gli occhi verdi, ha vent’anni e un bimbo di un anno e mezzo. Forse va in Puglia. Forse ritorna in biblioteca non solo per incontrare le sue due amiche, ma per prendere un secondo libro in prestito da leggere, al mare di Pulsano.

Il Fusaro è un centro sociale che qualche giorno fa ha subìto il dramma dello sgombero coatto. Non sappiamo come sia andata a finire. Ci siamo passati per andare in biblioteca. Abbiamo superato il cordone di polizia anche senza dimostrare di essere residenti nella via infatti andavamo in biblioteca. Un occupante parlava al microfono e sacramentava come un disperato. Abbiamo testimoniato la nostra solidarietà al gruppo di occupanti  sulla strada, chiedendo loro di smettere per carità di sciorinare tutte quelle parolacce e quelle bestemmie che li fanno sembrare ipocognitivi, che sarebbe stato solo controproducente. Niente da fare. Perché hanno tutta la ragione dalla loro parte e fanno di tutto per rischiare di prendere manganellate e lacrimogeni e di essere portati via con la forza? Hanno ragione di chiedere gli spazi per il loro intrattenimento, il confronto, la gioia, la crescita. Non hanno ragione di usare il turpiloquio per esprimersi, nemmeno per manifestare tutta la loro comprensibile rabbia. Potrebbero trattare con successo, se solo affinassero gli strumenti del dialogo. Ne abbiamo parlato poi con altri sensibili amici: paura dell’omologazione? Appunto, l’omologazione è nel vocabolario appiattito. Salamini.

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Una Risposta to “GIORGIA CON IL FUSARO”

  1. paolazan Says:

    qui alcuni aggiornamenti sul circolo del Fusaro: l’articolo è scritto con garbo ed è, come volevasi dimostrare, più efficace! Pasolini approverebbe questo e non gli insulti ai poliziotti… mooolto da dire, ancora… adelante!

    http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/10406-sgomberato-il-circolo-del-fusaro-continueremo-a-suonargliele

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