VIGEVANO NON PUO’ ATTENDERE

(titolo ideato da Fred, rotazione sempre di Pa)

Diseducanda

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18 Risposte to “VIGEVANO NON PUO’ ATTENDERE”

  1. andrea Says:

    voi donne con le scarpe siete malate… noi maschietti abbiamo altre manie ma le scarpe per voi sono una DROGA…Drogate!!!!!!

  2. Icmar Says:

    Piccoli passi.
    E dietro le parole, l’unico desiderio di parola che non è delle labbra.

  3. paolazan Says:

    a entrambi: sì e no. apprezzo la disquisizione di genere. è sincera e stimolante. l’espressione di sè passa attraverso molti possibili canali. quello della mostra del piede calzato è intimo e pubblico al tempo stesso. per fortuna e anche per determinazione di molti soggetti coinvolti le donne non hanno più il piede rattrappito e possono fare passi lunghi e ben distesi se lo vogliono. se no, mi auguro che i piccoli passi siano per esplorare millimetricamente realtà interessanti frattaliche e proiettate nell’universo e non confinate e ripiagate su se stesse

  4. Icmar Says:

    Io non capisco perché debba sempre finire tutto in un becero femminismo. Ma forse non so leggere tra le righe.

  5. paolazan Says:

    femminismo? dove lo vedi? becero, addirittura!! un amico sottolinea la maniacalità legata al collezionismo in questo caso delle scarpe, e io replico che mi sta bene raccogliere lo spunto per un confronto mooolto aperto. sulla simbologia della scarpa sono stati versati fiumi di inchiostro. rivendico e difendo il mio diritto al divertimento di collezionare calzature per correre, arrampicare, ballare, passeggiare, muovermi con agio nei corridoi della vita, alla mia velocità. rimane vero che nel passato ma anche nel presente alle donne si intendesse e si intenda impedire il movimento autonomo. le donne cadono nella trappola del ricatto (‘sono come tu mi vuoi’ e mi sento accettata individualmente e socialmente), si adeguano alle regole suggerite se non imposte e da cui è arduo sottrarsi, si agghindano per diventare più graziose e appetibili. le scarpine strette, i tacchi alti esaltano la femminilità costringendo al passo corto, e lasciando inevitabilmente le donne indietro o in disparte: non è solo una metafora! il femminismo ragionato (a cui si dovrebbe togliere il suffisso che rende deteriore il significato primo) apre a qualsiasi apporto alla discussione. dimmi dove sta il becero

  6. Icmar Says:

    E’ questo farsi portavoce delle “donne”, la categoria di genere che emerge senza aver ricevuto alcuna delega da altre donne, che trovo segno di femminismo. Becero perché risponde ad una aggressione non inflitta. Si può ritenere attraente una donna anche in virtù di una scarpa, ma se si pretende che l’attrazione passi esclusivamente per la scarpa – piuttosto che per altri luoghi comuni – ebbene il soggetto che ha quella pretesa è, molto più semplicemente, un cretino; non certo un macro mostro che piega il volere femminile tanto da dovervi reagire con il femminismo.
    Non parlo ovviamente di chi ha commentato.
    Il solo fatto che sia emerso, come oggetto di discussione, il “sono come tu mi vuoi” dimostra, a mio avviso, che è scattato il meccanismo difensivo che presiede alla difesa della femminilità.
    Non so spiegarlo esattamente, se accetti le metafore, mi ricorda il cane bastonato che ringhia anche quando lo accarezzi.
    Peraltro noto, ma il mio bacino statistico è poco significativo, che spesso il tipo di donna che accetta il modo di essere impostole dal proprio compagno o dal proprio ambiente di lavoro, spesso ha lasciato scappare nel proprio passato le persone che non le avrebbero imposto quel percorso, preferendo così circondarsi di idioti.

    L’uomo che vuole la donna ad immagine e somiglianza del proprio ego è un idiota, non cè molto altro da ricordargli.

    O no?

  7. paolazan Says:

    eh no, respingo di netto questo minestrone argomentativo! se vuoi, svisceriamo…a piccoli passi, per l’appunto: come interpreti la definizione DROGATE con sette punti esclamativi? un’aggressione, una simpatica provocazione, una battuta mediocre? ribadisco: per me è la seconda che ho detto. il resto di conseguenza.

  8. Icmar Says:

    Pensavo fosse solo un punto di vista.. o se preferisci un modo per esser simpatici, decidi tu se sia un modo riuscito o meno.. non ci vedevo intenzioni che andassero oltre il singolo istante. Avresti potuto riderne o dirti esente da dipendenze o rivendicare con orgoglio dipendenze.. invece hai voluto infilarci l’emancipazione femminile (intendiamoci, la voce è tua e ti esprimi come ti pare, ci mancherebbe che dovessi farlo assecondando il mio gusto, solo non condivido quella tua urgenza).

  9. paolazan Says:

    anche se porti una folta barba, puoi condividerla! il museo di vigevano segue la storia della donna e dell’uomo attraverso l’evoluzione della calzatura: materia per specialisti etnografi e antropologi? per curiosi? per feticisti? per tutte le persone che provano il desiderio e il piacere di capire e descrivere qualsiasi fenomeno, direi

  10. Icmar Says:

    Da cosa avrei dovuto capire che si parlava di musei?
    (La domanda non è retorica)

  11. paolazan Says:

    dal titolo. infatti non ti poni domande, emetti sentenze!

  12. Icmar Says:

    ahahah raccolgo volentieri. Ma non funziona così, non penso che Vigevano sia l’unica città al mondo ad ospitare musei o eventi, così come ristoranti, trattorie ostelli canili comuni piazzette e furgoni.
    Se il 99 e 9 per cento del messaggio resta nella tua testa come pretendi che arrivi?
    Stregoneria?

    Allora se mai dovessi essere in pericolo, grida “Eucalipto!!!!”… vedrai che i passanti intuiranno che così come un albero colpito dal fulmine si incenerisce ed incenerisce chi vi si adagia sol per “pisolare”, mettendone in pericolo la vita, allo stesso modo tu stai facendo i conti con una minaccia.

    Dai, fai il tentativo!

    Sorriso

  13. paolazan Says:

    eh certo! sorridi come uno che è abituato a rigirare la frittata per indorarla meglio senza avere il coraggio o meglio la lealtà di ammettere che il momento della giusta cottura è già passato!!
    1. (PREMESSA) i miei post contengono di solito suggestioni che provengono da un vissuto ancora fresco e poco rielaborato (ti ricordo che questo è un blog ossia una specie di diario e non un trattato di sociologia!): qualcuno apprezza le ellissi e si diverte a cercare i nessi tra accostamenti apparentemente assurdi, altri come te lo prendono per una piccola tribuna da cui esercitarsi in forma polemica più o meno blanda, suggerita o conclamata, talvolta anche gridata… ben vengano tutte le modalità di intervento (esclamazioni, battute, testi in prosa, poesia, foto, link a video-clip… sai bene come siamo noi blogger: vanitosissimi)!!
    2. per entrare nel merito della nostra discussione sarebbe necessario rimettere ordine nelle argomentazioni esposte (mo’ lo facciamo, col tuo onesto contributo spero!)

  14. Icmar Says:

    Permalosa.
    Non attribuirmi volontà non mie.
    Io non pretendo nulla.. ho scritto in un precedente commento che questo luogo è tuo – ma anche se non lo fosse poco cambierebbe – e te lo gestisci come meglio credi.

    Vengo in pace.

    E’ proprio questo meccanismo che ti facevo notare non ero in grado di capire.
    La fucilata a chi viene in pace, ora come allora.

  15. paolazan Says:

    no ciccio, non ci siamo. io sto giocando le carte della trasparenza e semmai dell’ironia: il non esser d’accordo, l’opinare è farina nuova e preziosa per questo forno, però bisogna evitare di far pasticci! il bisogno di riepilogare schematicamente è sacrosanto, e dopo questo tuo ultimo intervento condito da piccolo delirio, si rende necessario più che mai, soprattutto per far capire a chi passando di qui, legge

    …entro oggi spero di rimettermici, ora vado ad azzeccare qualche garbuglio io in cucina (uh… ‘laboratorio gastronomico domestico’!)

  16. paolazan Says:

    riprendo via via dagli interventi precedenti:

    – …farsi portavoce delle “donne”, la categoria di genere che emerge, senza aver ricevuto alcuna delega da altre donne = segno di femminismo.

    cosa ne sai? ad una mostra, davanti ad un mio pezzo sulla FATICA DEL LAVORO DOMESTICO (che non sarà la mia… ma è un dato storico, di milioni di schiave ancora oggi!!) una ragazza mi avvicinò e mi disse: grazie per aver riaperto così efficacemente la questione femminile! io me ne sento incaricata a vita, e non ho bisogno del controllo su eventuali deleghe da parte di uomini col paraocchi specialmente!!

  17. andrea Says:

    Era partito tutto dalla droga per le scarpe che le donne dimostrano e siamo finiti ai diritti delle donne e sul lavoro domestico. Io amo tutte le donne con le scarpe o senza, non è certo quel piccolo particolare che mi può far scegliere tra una donna o un’altra. Vi dirò…a piedi nudi e nel letto sono ancora meglio.

  18. paolazan Says:

    sarà, andrea, che a certi commenti mi viene voglia di replicare smontando tutto, da capo a piedi… ma questo tuo è talmente ricco di spunti che per non disperdermi e finire in una specie di groviglio multiplo come con il nostro icmar, mi concentrerò sui …piedi nudi! oh, finalmente ci siamo tolti quelle scarpe ingombranti, simbolicamente ingombranti (non sono piccoli particolari!!). nel letto propongo un gioco: i saltoni!!! come nella pubblicità dei materassi a molle, ricordi?? bidibodibu lallalallà ..e dopo carosello tutti a nanna!

    (per il resto, fuori dal letto!! là dove i tacchi possono essere d’aiuto…)

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