SCARPA SI’, MA GINOCCHIO CONTUSO ANCHE

fuori moda ma irrinunciabili!

Brambilla, calzature comode e resistenti

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5 Risposte to “SCARPA SI’, MA GINOCCHIO CONTUSO ANCHE”

  1. Transit Says:

    Paolè, ma con quali scarpe ti sei accappottata?Nonostante tutto, forse ti sei lasciata affascinare dal canto della sirena del sentimentalismo, per cui hai tentato di calzare quelle di Cenerella. O più semplicemente sei andata in giro nella ex vecchia Milano da bere. Il figlio di una mia amica e condomina era venuto lì a Milano in cerca di fortuna cioè lavoro, però è ritornato qui, nelle braccia di mammà, perché niente, solo lavoretti di pochi giorni o al massimo due settimane. Spendeva più di quanto guadagnava. Io gli ho detto se devi proprio emigrare, vattenn’ in Germania, almeno impari anche una lingua dura e danarosa, però sappi ca si nun te ‘mpar’ ‘o tedesco, i germanesi, come li chiamava Vicienz ‘o pazzo, altro vecchio emigrante, non ti pigliano nemmeno come cameriere. Mamma e figlio forse hanno seguito il mio consiglio, infatti Cesare si è iscritto a un istituto per un corso di germanese. ecco, tra non molto Cesare potrà riprendere la strada assai percorsa dell’emigrazione come da vecchia abitudine meridionalese. E camminare, perché bisogna camminare con un paio di scarpe nuove, almeno. Semmai imbottite e anti pioggia che lì fa sempre freddo, cade la neve(ma anche durante l’estate fa queste cose quà, dice sua madre) e tira ‘nu sfaccimmo ‘e vient’ ca ti taglia sempre la faccia che a niente a niente dopo vieni annummenato Cesare ‘o sfrigiato d’o vient’ doic. Comunque nunn ‘o saccio se chello ca stai facenno è arte(che mi diverte e mi fa ridere) o ‘na maronna ‘e strunzata. Ma però le strade vanno percorso, sperimentate e scarpinate. A proposito, ma quanto si piglia il solachianiello per rifare la sula o i sopra tacchi? Sia per le scarpe che per i piedi la vita è dura, meno male che ci stà ll’art’.

  2. Transit Says:

    eh, ‘na vola le scarpe erano rotte, ma bisognava pure andare.e volente o nolente si andava pecché ce stveva l’orizzonte d’a vita e pure d’a morte. E’ una vita e una morte, un arte e un paio di scarpe fine a se stesse: insomma, in questo caso l’orizzonte è la merce, il consumo fine e a se stesso. E mmò, le scarpe che sono sia rotte che intere ed eleganti e assai alla moda, addò sfaccimm’ jamm’. Avessa mettere ‘o punto interrogativo, ma appositivamente nun ‘o mett’. Dice: Ma cherè una licenza poetica o una maniera di fare arte, con o senza scarpe(senza scarpe si dice scavez’), questa di non mettere l’interrogativo. Portiamo le scarpe ai piedi, e specie in inverno non potrebbe essere altrimenti, eppure siamo vettovagliati ai piedi e camminiamo in un orizzonte né vasto né aperto ma scalzo.

  3. paolazan Says:

    bella l’idea della apparecchiatura con riferimento al piede!
    ma perché non ci racconti l’origine della precisazione di forma che si faceva e talvolta si fa ancora nel discorso accennando… alle estremità? ‘con rispetto parlando’, naturalmente!

  4. paolazan Says:

    http://www.mediapiermarini.it/it/2012/02/11/life-steps/ e http://www.mosaico-cem.it/articoli/herbert-pagani-una-serata-per-ricordare

    qui si parla di Herbert Pagani, che ha fatto ritratti con scarpe vecchie

  5. Andrea Says:

    Non sapevo dove mettere le mie parole (che sono totalmente fuori tema con il post) quindi visto che un articolo valeva l’altro ho deciso di “schiaffarle” qui. Accidenti quante parole… Bello, mi piace leggere/ascoltare ma sicuramente non posso fare tutto oggi.
    Peccato per i miei peli facciali e per il mio vizio di fumare (anche se non sono una ciminiera e se non fumo quelle schifose sigarette preconfezionate. Credimi, c’è una differenza abissale tra quei pestilenziali cilindretti e quelli che uno si fa su da se ma se non sei un pochino fumatrice immagino che a te sembreranno tutti la stessa zozzeria).
    Oh, caspita, capita che anche io abbia un blog e pure da più tempo di te! :-))))) Cicca cicca cicca!!
    Non mi sono ancora presentato, che sciocco. Sono DifferentePerScelta, un nick cretino che ho pescato praticamente con un generatore casuale, nel Web sono conosciuto con un paio di altri nick storici ma chissene.
    Mmm… A dispetto dell’orario sono cotto come una salamella e quindi mi metterò a letto con il mio bel librone e poi mi lascerò svenire. Domani altro giro e altra corsa.
    Ripeto: peccato per le incompatibilità.

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