CLAVICOLA E LINGUINE

Se la prima è un pezzo anatomico fratturato e rinsaldato senza primo soccorso nel corpo ancora straordinariamente sinuoso della nonna Pina (1934), le seconde sono quelle scotte che i ristoratori italiani rifilano anche ai vecchi clienti perché si sono miseramente adeguati al gusto del turista straniero medio.

La Pina (come la vecchia Lidia…) è un coriaceo mezzo limone spremuto, ma non ancora buttato perché fa sugo (leggi sfruttamento di donne anziane che lavano stendono e stirano per intere generazioni di figlie e nipoti e contribuiscono gratuitamente a sostenere le loro attività produttive).

I ristoratori liguri sono diventati pappette.

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3 Risposte to “CLAVICOLA E LINGUINE”

  1. pornoscintille Says:

    Bleah! Però non ho capito il nesso: la Pina faceva la pasta al dente?

  2. paolazan Says:

    Non so, ma la Pina è una tosta! Intendevo celebrare le donne forti e denunciare lo sfruttamento delle persone anziane soprattutto donne per svolgere lavori domestici anche pesanti. Li faceva la Lidia F. di Varese che a 75- 78 anni andava tutti i we dalla figlia, credevo per diporto, per stare in compagnia… in realtà era per lavare stirare fare le pulizie e preparare lasagne e altre pietanze da mettere in congelatore per tutta la settimana… e tornava il lunedì sera stremata, irriconoscibile!
    La Pina è rimasta tramortita più di un’ora in attesa che qualcuno la venisse a raccogliere dopo la caduta da una scala senza protezione alcuna. Nessuno l’ha accompagnata al pronto soccorso. Le hanno dato un analgesico ed è stata a letto tre gg. Poi il nipote le ha costruito un rampino per abbassare il filo e poter stendere il bucato di un intero albergo; stirare era più semplice al confronto, non doveva alzare le braccia. Oggi a distanza di un anno, ha la clavicola sporgente e malsaldata a ricordarle che lavora ancora come una schiava a 81 anni. Per necessità, o per amore.

  3. pornoscintille Says:

    Eh, le mamme! Non so mai da quale parte mettermi a guardare, per capire situazioni come queste.

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