UTOPIA DELLA NORMALITA’, LA STREGA FEDERICI E REGENI IN TECA

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Mimmo Lucano è nella Top 50 per meriti sociali. E la sindaca di Lampedusa? Ah be’ non ha fornito solo la prima accoglienza ma ha promosso una vera durevole integrazione…

La madre di Regeni ha spiegato in conferenza stampa che le avevano consigliato di non vedere il corpo del figlio, e inizialmente ha accettato il pietoso suggerimento, ma poi si è sentita una vigliacca e ha voluto affrontare il trauma: solo la punta del naso, solo quella era riconoscibile…

Donne streghe escono dagli schemi imposti. Giulio è l’immagine della sofferenza del mondo. Il suo corpo torturato dovrebbe sostituire l’icona di Cristo crocifisso, obsoleta.

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“Come provo a mostrare in in questo libro, oggi un femminismo radicale deve operare su vari fronti, ma senza mai limitarsi a una pratica puramente difensiva. La ricostruzione del tessuto sociale, la determinazione di nuovi rapporti di solidarietà capaci di procurare subito, nel presente, nuove risorse e nuovi rapporti sociali, sono la prima condizione non solo per la sopravvivenza ma anche e soprattutto per aprire un processo di riappropriazione della ricchezza e per recuperare il controllo sui mezzi della nostra riproduzione. Abbiamo davanti un lavoro immenso, se si pensa alle condizioni disastrate – ambientali, economiche, sociali – in cui siamo costretti a vivere. Dall’educazione alla salute, all’ambiente, alla costruzione di nuove forme di (ri)produzione. Si può davvero dire che dobbiamo mettere il mondo sottosopra, perché la bancarotta del sistema capitalistico è tale che ormai da esso ci si può aspettare solo crisi, miseria e violenza” (Silvia Federici).

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4 Risposte to “UTOPIA DELLA NORMALITA’, LA STREGA FEDERICI E REGENI IN TECA”

  1. Daniela Says:

    Abbiamo davanti un lavoro immenso… concordo… ricostruire il tessuto sociale.. nel presente… nuove risorse e nuovi rapporti sociali, soprattutto riappropriarsi, della solidarietà, della fratellanza, della capacità del “conversare” e dell’ascolto.Basta stereotipi, di uguaglianza, intesa come competizione con il maschio carrierista. Siamo “DONNE”, a noi spetta il compito di tessere i valori, le relazioni sociali, le “parità” nella diversità di genere, perchè nessuno è uguale ad un’altro, ma tutti formiamo un insieme, un insieme in cui poter coabitare tenendoci per mano, e non imbracciando armi di offesa e di morte. … si, è un cammino difficile, per tutte quelle “Donne” che avranno il coraggio di intraprenderlo. … di recente mi hanno inviato un augurio, che giro a tutte quelle donne (e uomini) di buona volontà che tessono per un mondo migliore: Auguri a voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi operatori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della pace e della giustizia. daniela

  2. isidorosmith Says:

    Ciao Paola. Io penso si possa affermare che il fallimento del capitalismo liberista sia speculare a quello del sistema sovietico. Speriamo non occorrano anche in questo caso almeno 75 anni per capirlo.
    Gian Piero

  3. Giampy Shila Ed Ernesto Says:

    Ciao Paola. Io penso si possa affermare che il fallimento del capitalismo liberista sia speculare a quello del sistema sovietico. Speriamo non occorrano anche in questo caso almeno 75 anni per capirlo.
    Gian Piero

  4. paolazan Says:

    Quello era capitalismo di stato, infatti. Un gigante coi piedi d’argilla. Il fordismo, invece, è duro a morire!

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