VERDI IN ITALIA, IL LAVORO E LA SUPERSTIZIONE

1.

Mentre in Austria Alexander ci prova seriamente, in Italia una figura leader verde non germoglia.

L’ultima che ho sentito da uno scettico disfattista è la seguente. I verdi? Gli ambientalisti? Fasulli! (a memoria non era esattamente questo il termine…) Sai cos’hanno fatto? Una porcata! C’era  …come si chiama? Puliamo il mondo, sì, quella storia (iniziativa, si direbbe, n.d.r.) di Legambiente… E, per far vedere che avevano raccolto i rifiuti ne hanno portati col camion! Sì, ti dico, è arrivato un camion pieno di pneumatici vecchi, che avranno preso da un gommista di periferia… che sono stati scaricati sulla riva della roggia e poi hanno fatto le foto coi volontari il cappellino giallo e la pettorina… ‘sti scemi, sul cumulo! Una montatura, ecco cos’era!

Ragioniamo. Ipotizziamo che quegli pneumatici venissero da più parti della città ripulita davvero da Legambiente, allora va anche bene l’idea di convogliarli a Chiaravalle, dove la campagna è più bella e lo scenario si presta a fare da sfondo, per il netto contrasto coi rifiuti abbandonati. Le foto così architettate, seppure con lo spreco discutibile di mezzi e risorse, comunicano più efficacemente, forse, l’emergenza del problema e la sua autentica gravità. Se invece avesse ragione lo scettico disfattista, ci sarebbe da vergognarsi.

Il paradosso è che si chiede al movimento ambientalista, al partito dei Verdi (o altre declinazioni) di rispettare un’etica che altri non applicano MAI. E molti si compiacciono di piccole furbizie e grossi trucchi con risvolti economici e finanziari di rilievo per chi riesce a ritagliarsi il vantaggio, alla faccia dell’etica. Perciò il nostro scettico disfattista potrà anche aver messo un dito sulla piaga (non è inverosimile) ma si guarda bene dal farlo ‘in casa sua’.

E ora, contingentemente:

http://www.repubblica.it/esteri/2016/05/22/news/austria_van_der_bellen_scheda-140370105/?ref=search

2.

G. aveva un capannone. Nel 2008 lo vendette per un milione e mezzo. Aveva 47 anni (e una bella intuizione, un minuto prima dello sfacelo!). La schiena già mezza spezzata e i calli alle mani, poteva starsene tranquillo e sereno nella sua baita in Val V. a pescare le trotelle e curare il giardino! Ci aveva persino meditato su qualche giorno… e qualche notte. Ma l’attaccamento al lavoro ha prevalso, lo ha strattonato e messo in riga. O dovremmo dire l’imprinting, la tradizione, il condizionamento? La fregatura è sempre dietro l’angolo. Reinvestì in un’attività simile in altra regione per lui più ridente e amena, ricominciando la sua nuova (?) ma sempre dura vita cadenzata dal rumore delle macchine, senza però sentirsi così isolato e senza prospettive di apertura sociale, come quando era lassù tra i monti.

Fatale fu l’errore. Affidò la sua ricchezza a un criminale nazionale in combutta con una bella moldava che sculettava presso l’uno e l’altro indifferentemente, con una precisa missione.

Lavorare, lavorare, lavorare… preferisco il rumore del mare, diceva con la sua installazione, Nespolo, dai versi di Campana.

 

 

3.

Chi crede davvero che mettere i vestiti di un’altra persona (fuggita in fretta e furia in un altro continente perché braccata, sciagurata anche per sua stessa negligenza o attanagliata dalla sventura..) e portare in casa un oggetto appartenuto ad un altro di cui non si sappia bene come sia vissuto o perito… possa trasmettere negatività?

Io no.

https://www.cicap.org/n/index.php

 

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Una Risposta to “VERDI IN ITALIA, IL LAVORO E LA SUPERSTIZIONE”

  1. Giampy Shila Ed Ernesto Says:

    1) Personalmente non credo molto a certe leggende metropolitane, come quella dei copertoni scaricati a bella posta per filmare i volontari che li raccolgono. Un’altra simile è quella che vuole la differenziazione domestica dei rifiuti una superstizione, tanto poi finisce tutto assieme in qualche discarica. Non ci credo. Anche se è vero che i rimborsi elettorali sono un business molto in voga. Il disfattista, come buona parte degli italiani, è intimamente convinto che i peccati altrui possano assolvere lui dai suoi. Normale, capita sempre più spesso. I verdi hanno perso slancio politico già anni fa quando si sono supinamente posti come surrogato di quella cosa che allora chiamavano sinistra e comprendeva DS (acronimo di destra sociale più che democratici di sinistra ah ah ah )e altri soggetti meno importanti. In assenza di un personaggio catalizzatore come quell’austriaco, Van Der Bellen sarà dura risalire. Vorrei solo aggiungere, un po celiando, che i fiumi, le montagne, gli alberi, i mari ci sono al mondo da molto prima di noi esseri umani e ci saranno ancora quando ce ne saremo andati. Motivo in più per averne sommo rispetto. Non siamo così speciali, importanti, unici come certo antropocentrismo vuol far credere. Un po’ di umiltà non guasterebbe.

    2) si scrive imprinting, ma si legge maledizione. La mia irrilevante genia ne sa qualcosa 🙂 però con un milione e mezzo, direi che anche la mia discendenza avrebbe goduto degli effetti della redenzione. 🙂

    3) pienamente d’accordo con te.

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