LA CONTA

Ponte delle Gabelle, per lunedì 10.

EVA ALTROVE

 

Non occorre dimostrare

(se si è davvero onesti)

che ogni giorno è buono e giusto

l’incontrare dei foresti.

 

Qui sul treno c’è una vecchia

che si muove col bastone

(neurolesa conclamata)

non s’arrende e ha ragione.

 

Porta uno zainetto

e una borsa, cuoio a spicchi

una camicetta rosa…

chissà che non ti ammicchi!

 

Lenti tonde da rock star

sguardo attento ma indiretto

soffia sempre il naso a tromba

con lo stesso fazzoletto.

 

Tuona secca, senz’appello:

qui non c’è alcun rispetto!

Pensa che la gente rida

su di lei, al suo cospetto.

 

Ad un certo punto dorme

ed il tremito si calma,

le ricade solo il capo

(sennò sembra… una salma).

 

Pare tutta programmata

con i suoi campanelli.

S’alza a scatti, rianimata

indi scende a Vercelli.

 

Due signore nei dintorni

gran formose, callipigie

si dimenano anzitempo

rimuovendo le valigie.

 

Una è riccia col nasone

l’altra bionda, pelle chiara.

Stornano dalle vacanze:

devon scendere a Novara.

 

Un ragazzo alto e magro

mangia pizza un altro po’

si forbisce e beve acqua,

scende quando ferma a Rho.

 

Resto sola, libro in mano

finché arrivo a Milano

(salvo uno col pallone

che mi lascia a Vittuone).

 

Si conclude a notte fonda

questo viaggio, come un’onda

il ricordo è un fotogramma

senza essere in programma.

 

EPILOGO (1)

Eva resta un’eremita

lei di treni se ne infischia

(lì in città, cos’è la vita?)

tra la gente non s’immischia.

 

EPILOGO (2)

Eva resta un’eremita

lei di treni non sa niente

non immagina neanche

d’esser sempre… tra la gente!

 

POSTILLA

Tre australiani vanno in bici

sono stati in Val d’Aosta

sempre insieme, sono amici

ad Ivrea fanno una sosta.

 

ESERCIZIO INTERATTIVO

A Santhià…?

 

PZ , MI- Pont St Martin,  4 settembre 2016

(se la poesia civile non scade nella retorica, può avere una sua spiccata funzione sociale, didattica, educativa…  qui si orienta sulla geografia – elementare, per carità – e gli stili di vita, il taglio è geoantropologico; alla poesia sentimentale e introspettiva, urgenza dell’anima, lasciamo il compito di fornire sollievo a chi la produce e l’ascolta, ma per tutte vale la necessità epifanica.)

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2 Risposte to “LA CONTA”

  1. Massimo Minighini Says:

    Bellissima poesia chi l’ha scritta? In epilogo 2 “nemmeno” avrebbe “cadenzato” meglio di “neanche”.

  2. paolazan Says:

    Ho valutato il ‘nemmeno’ al posto di ‘neanche’, ma l’ho subito scartato: è meno forte, e il secondo mi ricorda il mio dialettale ‘GNANCA’ che è più categorico. Lo tengo! Comunque grazie per l’intervento e l’apprezzamento.

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