NO

Sono per modificare la Costituzione. Ma non desidero che a modificarla sia la squadra di Renzi. Sono per un’agenda governativa che preveda risparmio ed efficienza, in tutti i sensi. Una Camera invece che due può aiutare. Ma non è tutto lì. Oggi a pranzo da O.D. sentivo dire da sostenitori del sì che se vince il no il Paese cadrà nelle mani rapaci dei presidenzialisti berlusconiani o dei Salvini populisti. Io credo che il messaggio propagandistico estremo e disperato di Renzi (col sì avanti – col no indietro) stia a copertura di una grande paura. Tangibile e concreta, in effetti. Se Renzi perde soverchiato da una montagna di no deve dimettersi. Alle prossime elezioni vincono i 5stelle da cui mi aspetto un’agenda più seria. Priorità: la politica ambientale così strettamente connessa con l’economia e da cui deriva il riequilibrio sociale.

Il NO ha diversi colori e diverse motivazioni. Non mi piace il no di chi pensa di difendere la Costituzione congelandola.  Ma il sì di Alfano costola di Berlusconi mi  suona molto ma molto insidioso. Quelli infatti condizionano la politica attuale del loro burattino Renzi tanto quanto sono pronti a cavalcare il no. Per loro l’importante è avere le mani in pasta. Comunque vada. Se perdono come sostenitori di Renzi devono riemergere all’opposizione. Hanno più interesse a rimanere nell’attuale compagine che fare la fatica inutile di combattere i 5stelle.

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7 Risposte to “NO”

  1. agoraambrosiana Says:

    Paola, ti preferisco al confronto di poesia, amore, sogni… Sei libera, ma non motivare ragioni e speranze. Tanti dei nomi che ciiti hanno sono in vita e ne approfittano, tanti non lasceranno traccia de loro pensiero Io non condivido la conclusione: Le ragioni si apprezzeranno, nel caso, tra altri 30 anni? Per ora penso che sia sempre troppo tardi e… non redo che mi capiterà un’altra occasione per consigliare ai giovani: provate a cambiare, si, senza paura. Ma non consiglierei di tornare indietro. Sempre con affetto! SI!

    • paolazan Says:

      Vincenzo io ti ammiro per molte ragioni legate al tuo impegno in campo… agroalimentare/paesaggistico ma dimmi.. quale forma di ansia ti prende? Metteresti davvero le chiavi delle riforme nelle mani della ghenga di Renzicolo?

  2. Federico Bock Says:

    Un aspetto preoccupante della riforma è il rinnovato centralismo. Il controllo del territorio si esegue in loco, come ha dimostrato la recente vicenda del referendum “trivelle”. Il regionalismo fa parte della migliore tradizione, se si eccettua quello che il cattolico Sturzo ancora nel 1918 chiamava lo “stato panteista”. Piuttosto, perché non dare attuazione all’art. 49 e regolare finalmente i partiti?!

    • paolazan Says:

      Federico, or ora chiedevo al falegname che mi sta finendo (stendiamo un velo pietoso) un lavoro alle finestre di casa, se va a votare e come. Il meschino (lo dico perché conosco le sue vicissitudini) furbetto a tratti come tutti coloro che lavorano in proprio (…) ha così risposto: Cosa so io del referendum costituzionale e delle leggi? Sono un povero artigiano… solo se mi chiedono se preferisco le bionde o le more so cosa dire: tutt’e due! E giù la risata grassa.
      Io sono stata e sono una povera ambientalista e ho sempre aderito al motto: PENSARE GLOBALMENTE, AGIRE LOCALMENTE.
      Al Governo centrale le linee guida, ai poteri locali l’amministrazione delle risorse in base alle peculiarità territoriali.
      Il gioco si fa con gli indecisi che potrebbero scivolare verso il Sì per paura delle conseguenze del NO sull’economia e la finanza per timore di assimilarsi o apparentarsi con le destre pseudoliberiste populiste, grilliste e berlusconidi… ma ogni NO ha le sue ragioni. L’altroieri sentivo parlare un esponente (giovane) dell’ANPI che insisteva su un punto: DARE ATTUAZIONE alle parti della Costituzione inattuate fin’ora. E io mi chiedo se ci sarà mai, visto che son già passati 70 anni, una volontà in tal senso anche da parte di chi oggi sostiene la Costituzione e non la vuole toccare.
      Il nostro falegname non andrà a votare, almeno così dice… ma la recente consultazione americana insegna e conferma che molti non si esprimono prima e dissimulano la loro posizione. Agli incerti non credo faccia un baffo (purtroppo!) la tua dotta spiegazione coi riferimenti storici e legislativi. A proposito, ora corro a rileggermi l’art. 49! http://www.brocardi.it/costituzione/parte-i/titolo-iv/art49.html

  3. francesca Says:

    brava Paola, anch’io NO!

  4. riccardo Says:

    Il voto è sull’Unione Europea, molto semplice: col sì entra in Costituzione, la più bella al mondo, il vincolo di bilancio e tutte le disgrazie legate al patto di stabilità.
    Quando ascolteremo esperti e indipendenti costituzionalisti come Luciano Barra Caracciolo ed economisti come Alberto Bagnai in difesa della sovranità nazionale e contro l’autorazzismo potremo pian piano tornare a crescere.
    In attesa io voto NO altrimenti deciderà un consiglio europeo di non eletti per NOi mentre io non voglio passare per un traditore della patria.
    Riccardo

  5. riccardo Says:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/30/referendum-il-si-e-lattacco-finale-dei-mercati-al-benessere-dei-lavoratori/3224280/

    http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/11/29/vogliono-intimidirvi-non-permettetelo-fate-come-britannici-e-americani-votate-no/

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