ARRIVA ARRIVA LA POESIA

1.

Filastrocca sciocca e farlocca
Gratta gratta, ci s’imbrocca!

C’è ad esempio certa gggente
Che non ha capito gnnnennnte
(o fa finta, orco zio!)
Assumendo posizioni
Prive di argomentazioni.

Esperienza insegna
(e conferma, pregna)
Che chi ha la mente inferma
Forse è stato, nel passato
Tristemente bastonato.

Per infermo non s’intende
Patologico evidente.
Chi è segnato dentro,

cicatrici
non ammette, necessariamente.

Basta aver subìto o visto
Tutti quei maltrattamenti
Che, si sa, non è onesto affatto
Né tacere né alterare.
Non si faccia perciò vanto
Chicchessia, del trarre manto!

Denti stretti, lingua indietro

Deglutire e ammutolire

o due in gola e rigettare?

Una donna dispettosa
(non un’anima mafiosa!)
Scoprirà da qualche parte
Tutte le segrete carte.
Ma saranno infine loro
I tutori dello scrigno
(quale legge, quali norme?)
A nascondere la chiave
svelti, con l’amaro ghigno.

Costa caro mascherare

Dei soliti

E amati avi
Quei gesti molesti
Tutt’altro che soavi.
E sono i maschi
Con le poche, ottuse schiave
A restare fermi
Al tempo delle cave.

Sono le madri oggi la chiave di volta

della Storia… e anche della Svolta!

PZ, (…) dicembre 2016

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2.

Questa storia è al femminile.
Testimone la mia amica
Che stavolta si ribella
Al Natale già ribolle
a Casa non va mica.

Niente forni ed operai
(ma la cultura non scaccia i guai?)
Qui è un docente laureato

Tutti i crismi, in grande stile

Anche lui ha maltrattato
Moglie e figlie
(è un gran scompiglio)
Torna a casa, il frustrato
Le fustiga, scatenato!

Si ricorda, da ragazza
Schiaffi pugni gran legnate
Ma la madre, maciullata
Nega solo, nega sempre
E le dice: TU sei pazza!

La minaccia l’ha battuta
Soffocata, stritolata

L’impunita “smemorata”

Al “destino” si è piegata.

Se in paese avessi detto
Che mio padre mi menava
(mentre cieco imprecava)
Poi t’immagini le botte
Per la fama rovinata?
Mi vedevo senza scorta
Fatta a pezzi, come morta.

Non voleva mai sentire
Né un fruscio né un rumore.
Fisso al telegiornale
Ma in cucina è normale
Cade questo, cade quello
Sono guai, se
Un tonfo lo distrae.
Si rivolta col coltello
Tutta carne da macello.

Non si rida, non si rinunci
Dopo anni secoli abusi
(son collane di soprusi)
A far luce e ad educare
Ci si dedichi, si denunci!

PZ, (…) dicembre 2016

Sent from my Wiko LENNY3

3.

Arriva arriva la poesia
C’è chi resta e chi scappa via!

Prova a mettere le mani
Nella selva dei segreti…
Ad esempio, di tua madre
Vuoi parlare oppure no?

Eri bimbo ed hai visto
Una scena di violenza?
Hai sentito forse frasi
Di una certa impertinenza…

Come può una donna,

in quanto tale

subalterna, pronunciarle
senza stare buona e ferma?

Lui, piccolo, ama entrambi
E giustifica di fatto
Ora l’una ora l’altro
Se non riesce a riordinare
(e combinare)
Di ciascuno, i motivi
O il gioco scaltro.

È un rigurgito il ricordo, e

Come al dente
Batte lingua, se dolente
Sale e affiora sofferente
Soprattutto se nessuno
Fino ad ora t’ha condotto
Sul terreno della Cosa.

Di verità detta

è una scuola, la Parola

Che con scatti evocati
Mai ancora ti ha sedotto.

Arriva arriva la poesia
C’è chi resta e chi scappa via!

PZ, (…) dicembre 2016

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Una Risposta to “ARRIVA ARRIVA LA POESIA”

  1. filippo Says:

    ostica per me

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