LA MORE E L’AMORTE

Qualche anno fa la biblioteca comunale di Baggio ospitava, tra le altre, un’installazione in forma di sedia con un richiamo concettuale allo stato d’animo più primitivo e diffuso: la sofferenza da angustia. Ritagli di specchi componevano un grande AHI, sulla seduta. E, in aggiunta, un mucchietto di sale…

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“siedi, siediti su quella sedia, sobbalza ed esprimiti liberamente: COSA ti fa dire AHI?”

Gli utenti di tutte le fasce d’età, gli avventori, gli impiegati, il compassato direttore, parteciparono al sondaggio, inserendo in una cassetta il proprio bigliettino anonimo.

Tutte le testimonianze raccolte sono tuttora esposte su pannelli appesi alle pareti  in uno dei corridoi.

Delle tante confessioni di ordine pratico, economico-finanziario o legate allo stato di salute, una risulta nella sua brevità particolarmente efficace. C’è infatti chi viene da lontano, ha acquisito bene l’uso della lingua italiana orale, ma ha qualche difficoltà ortografica. Un ragazzo forse romeno forse albanese, chino sul suo foglietto, esitava e dopo aver pensato a lungo a come scrivere quella cosa lì, si espresse infine con grafia incerta.

A fargli dire AHI è certamente LA MORE. Scritto proprio così. Checcifrega degli apostrofi.

Dunque, in questo assurdo e triste sabato 25 febbraio, siamo in tanti, variamente geolocalizzati, ad essere accomunati dall’esperienza dell’AMORTE di una persona cara. Curioso, no? Potrebbe essere quasi un neologismo! La mente corre…

A Lugo si tiene il funerale della Federica di 45 anni, divorata dal cancro. A Milano viene trovato nella vasca da bagno Tommaso, 20 anni, e si spegne Anna di 52. A Ferrara, cade la Gabriella e non si rialza più… E tanti altri sconosciuti…

TUTTI I NOMI. La letteratura, con José Saramago, suggerisce.

Per noi, che siamo ancora qui sulla sedia che induce a rivelare cosa faccia dire AHI, salutare chi muore significa ammettere che, qualsiasi sia stato il genere o l’intensità della relazione, il dialogo risulta giocoforza interrotto. Qualsiasi cosa fosse rimasta da dire.

 

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