IDEA RESISTENZIALE DELLA LETTERATURA

E’ in corso di impaginazione

SETTE VIE D’USCITA DAI SETTE VIZI CAPITALI

OPERE RACCOLTE DA PAOLA ZAN

Hanno aderito o preso un primo contatto, a tutt’oggi:

FEDERICO BOCK NINO IACOVELLA DIEGO BERTINI LUCAN
ANGELA PASSARELLO MATTEO RUSCONI ROSKACCIO GIOVANNA ROSADINI
TEODORO MARGARITA GIANMARCO TRICARICO MAURIZIO GABBANA
PIERO TANCA FRANCESCO LA ROSA CLAUDIO ZANINI FEDERICO MORANDI
ARMANDO TRANCHINO TRANSIT EUGENIO TRACCHI AIRPORT CARLO OCCHINI
ANTJIE STEHN ANNA LAMBERTI BOCCONI NADIA CAVALERA PINA DI PALMA
CLARA BARTOLINI BRUNA COLACICCO CARLO ALBERTO TURRINI CAT
GIULIA MALATINI FRANCO PAONE CATENO TEMPIO ANTONELLA DORIA
MARIA CONCETTA GIORGI PIERANGELA ROSSI DANIELA PIEGAI
MADDALENA CAPALBI IANO CAMINANTE SERGIO SANSEVRINO PAOLA ZAN
CLAUDIA AZZOLA PASQUALINA DERIU MARIAPIA QUINTAVALLA
IZABELLA TERESA KOSTKA FERNANDA POTINI GUADAGNOLI JEANNETTE LOZANO
Sono 78, di 27 autori, le opere già pervenute.

Rinnovo l’invito, in questo inizio di primavera che già intorpidisce un po’, a inviare i testi a paolazan@alice.it.

Seguirà una bozza di pubblicazione: le poetesse e i poeti, gli estimatori e i lettori interessati potranno prenotare una o più copie dell’antologia a 10 euro l’una, come in occasione di Poesia sull’Acqua. L’operazione si basa dunque sul crowdfunding, modalità chiara e semplice, ampiamente sperimentata dall’editoria specialistica. NON è tassativo acquistare copie per partecipare.

Ricordo che la mostra sui 7 VIZI è organizzata da Daniela Dente https://paolazan.wordpress.com/2017/01/24/sette-vie-duscita-dai-sette-vizi-capitali/ e lo spazio che la ospita prevede la programmazione di almeno una lettura di poesie.

Sarà inviata lettera circolare a tutti, con le ultime definizioni.

Open call. Termine raccolta: 30 aprile.
Buon lavoro!

Minchia: come lo dicono a Milano, neanche a Catania…

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15 Risposte to “IDEA RESISTENZIALE DELLA LETTERATURA”

  1. Transit Says:

    Quante persone partecipano attivamente a stù libbro: ecco, chest’ conferma, anche attraverso i dialetti, che Milano è ‘na città e mar’, addò ncopp’ a eventuali muri e confini, si alzano e si abbassano l’onne ‘e mare, corrono comm’ criature, pazziann’ comme solo ‘e ccriature sanno fà. E ogni creatura porta un personale linguaggio fatto di parole e immagini, persino quando ci si esprime nella lingua ufficiale. Un lingua ufficiale scorre il sangue dei dialetti e ognuno zuca le zizze di madre lingua che a sua volta non ha timore, per difendere i propri figli, aprirsi alle lingue della terra intera. Non riconoscere la lingua dell’altro significa non riconoscerne l’alterità altrui composta e mischiata di fatti, storie e contesti, ma anche di gioe e dolori e anche delle afasie autoindotte e imposte. Un plauso grande va riconosciuto all’editore per tale iniziativa e libro e senz’altro a Paola Zan, portatrice e ricercatrice di strade e aggregazioni-composizioni nuove, nelle sue vesti, mai ufficiali di affabilità amicale, mai costrittiva né ideologica, ma dentro cui si cela un cuore che spunta sempre fuori come la luna tra nuvole nerastre.

  2. Transit Says:

    1

    Din’e scarpe scorr’o munno

    Dint’o core tengo ‘e pampuglie,
    s’appicciano juorno e notte.

    Dint’e mmane tengo
    ‘o granone pe’ palumme.

    ‘Ncapa, dint’e capill’ tengo
    ‘e perucchie chin’e sango.

    Dint’a ll’uocchie
    tengo ‘o viento ca trattengo

    quanno a’ paura
    me piglia.

    Dint’e cosce tengo ll’arteteca e
    ll’argiento vivo, aggia parià.

    Dint’o stommaco tengo
    sempe nu murmuliamiento:

    ‘a Voce m’ha ditto ca songo
    ‘e parole d’e poeti affamati.

    Dint’a casa tengo
    a bella mbriana e sette spiritilli;

    ma tengo nu solo pare ‘e scarpe:
    songo tutte scalcagnate e ogni notte

    me parlano comme si fosseno
    ddoje criature: vonno carezze.

    2

    Dint’o core

    Si io fosse viento e
    tu nuvola

    te curresse dint’a ll’anema,
    po’ te vucasse

    doce doce
    ncopp’o mare.

    Si fosse mpazzuto pe’ te,
    m’ammesurasse

    pure cu ll’ommo
    cchiù forte d’o munno.

    Si fosse auciello e tu
    ‘a canaria,

    screvesse ‘a musica
    d’o cielo e d’e stelle.

    Si fosse
    ‘o frutto cchiù ‘nzuccarato,

    me facesse magnà ‘e vase
    d’a vocca toia.

    Si tu fusse
    ‘a mano d’o core

    e io scemonuto
    ‘e te,

    nisciun’ esercito
    fosse capace

    e spezzà stà catena
    d’acciaio,

    c’addiventa ‘e mollica
    quanno tu me vase

    cu ‘e labbra ‘nfose
    ‘e desiderio,

    pe’ sta pecundria malata,
    ca me stracce

    ‘mpietto.

  3. Transit Says:

    Labbra di luna

    I poeti hanno il moccio al naso
    e sbuffano sui petali di rosa.

    I poeti hanno labbra di luna
    e nasi di lampare.

    I poeti hanno l’occhio cieco
    e il piede adunco.

    I poeti hanno sete di carne
    e dita d’artgli.

    Graffiano il cuore alla balena
    dell’universo,

    ma è solo lo sfizio
    di toccare il culo di una donna,

    a mandolino
    nella notte, i polpastrelli.

  4. Transit Says:

    Chi più di te di me di noi

    Lasciati andare alla coscienza del corpo, del cuore,
    della mente, della pelle.

    Queste cose vanno sempre insieme: non dividerle mai,
    soffrono amaramente.

    Non ti sto parlando di religione né di altro:
    parlo di te, di me, di noi.

    Chi deve dirci il grado di sofferenza e il suo profondo
    totale rispetto?

    E chi può guardarci negli occhi, senza abbassarli
    e parlare d’amore: questo amore di vita negata?

    Chi deve scrivere con il proprio sangue dove passa
    il vento e cosa lascia se non chi lascia la vita?

    Chi parlerà a noi se la semina per l’oggi e il domani
    é stata la legge della rapina e dell’abbandono?

    Chi più di te di me di noi. Chi il respiro, la prosopopea,
    l’acqua,la fame, l’amore, l’abbandono di sé.

  5. Transit Says:

    Sullo sfondo le madri

    Qui c’è
    un po’ di soul,
    un po’ di blues

    e una spruzzata di jazz.
    e sullo sfondo le madri
    e i padri a lamentarsi del più.

    e non parliamo degli amori poi:
    stanno sempre sui tetti
    a sgattaiolare giù

    per scale, androni e finestre.
    e vola la poesia come tra cani
    e gatti i sussurri a stralunarsi.

  6. Transit Says:

    Le nostre anime

    Ci viene naturale spogliare le nostre anime
    quando ci baciamo.

    Ci culliamo bambini iperattivi
    quando siamo lecca lecca di miele e sangria.

    Ci fortifichiamo con corazze di risate
    quando è l’ora di camminare col sosia del sole.

    Ci imbarchiamo a scatola chiusa
    quando siamo in casa svestiti di nudo corallo.

    Ci diciamo, folgorati dal musical dei fiori,
    luna che di carne sospira, alba che muore:

    è naturale l’avventura;
    la nostra vita di in esperti incatenati sognatori.

    Ci guardiamo sempre per la prima volta
    quando gli occhi di cielo spalancano le imposte.

  7. Transit Says:

    Capolavoro

    La tua mano un capolavoro.
    Gli occhi stelle filanti le scintille.

    Il viso intenso di madonna atea.
    Le movenze sorrisi negli anni.

    Il tuo cuore invisibile un capolavoro.
    Le labbra tormentate dal desiderio.

    La schiena un vessillo senza spine.
    La carne affamata della tua bocca.

    Le gambe algido capolavoro privato.
    Febbrili le vene del Cristo velato.

    Lussuriose le dita dell’anima porno.
    Il corpo si spegne a monte:

    metamorfosi estatica il capolavoro.
    La colonna sonora le stupide canzoni:

    ci s’innamorava pivelli, pesci di cannuccia,
    all’amo persino il capolavoro di ognuno.

  8. Transit Says:

    Nuvole

    Lassù, spesso, le nuvole sono certe storie d’amore attorcigliate come quaggiù da noi. Ci sono nuvole che non fanno altro che guardarsi allo specchio in cerca di note. Altre stazionano come certi treni ormai sul binario morto. Queste nuvole qua soffrono perché si son lasciate andare, avevano un passo leggero, ma non hanno più l’energia elettrica di scatenare tuoni, fulmini e pioggia torrenziale. Certe nuvole ridono a crepapelle come se fossero dei vecchi che non si controllano. Ci sono certe nuvole che si truccano e altre che si vestono in modo bizzarro.Quelle che fanno tenerezza perché hanno un cuore grande e si nascondono per timidezza. E le nuvole che giocano a nascondino perché credono d’essere dei veri pensieri, cioè quando l’età diventa un ombra e credono di condurre, precipitando sugli uomini e la terra, più in alto i pensieri.

  9. Rosa Cozzi Says:

    “ PERENNE CONTRADDIZIONE “

    Combattuta da impulsi sconosciuti,
    subiti in infanzia matriarcalmente,
    cercando e annaspando l’aria vitale.
    Collane di lacrime simili a perle nere,
    compagne disperate di lotte e di pianto,
    discesa agli inferi e nel buio ormai cieca.
    Lo squarcio c’é stato e l’insieme di no,
    si sciolgono in spirali di densa melassa,
    nuotando a fatica nel buio melmoso.
    Espiare in silenzio ascoltando il suono,
    dei singhiozzi pesanti di doloroso affanno,
    rimbombi e tumulti cavernosi e sofferti.
    Chi mai ti darà la luce imbrattata di sole,
    porterà regalie di dardi e raggi cocenti,
    infine tribolazioni gettati alle spalle.
    Difforme momento dell’oblio maroso,
    nel tempo del perdono indifferente,
    in ginocchio prostata aspetti la grazia.
    Rosa Cozzi

  10. Transit Says:

    Un vascello fatto di carne

    Nella foto una canzone. Un motivo
    fatto di parole per dire come sei.
    Il viso e gli occhi, il naso e la bocca,

    le labbra tutt’al più rosa, appena
    una ciocca di capelli biondi sulla spalla
    sinistra cade sulla clavicola.

    Le mani quasi conserte e aperte sul petto
    a coprire i seni di un candore marmoreo,
    i mignoli a toccarsi nell’unico legame.

    E uniche tracce di sangue tra i due seni,
    da sopra e sotto lo sterno scende e cola
    una scia rossa come se il sangue sgorgasse

    all’interno; e in alto, a sinistra, due dita,
    appena leggermente come il soffio del respiro
    di un bambino, negli orli delle dita,

    tra le unghie e la pelle, dei semi cerchi di sangue,
    di certo rappresi. E’ la foto d’ amore di un vascello
    fatto di carne.

  11. Transit Says:

    La farfalla
    caracolla
    l’anima
    nella luce
    esangue,
    d’amore perso,
    nuda vestita.

  12. Transit Says:

    Sussurra
    l’anima tua
    sonora.
    E spande
    voce.

  13. Transit Says:

    ‘A luna

    He sempe mantenuto ‘a cannela
    a tutti ‘e nnamurate;

    e mmò, nzeriosa, te ne iesce

    cu ‘na lenzetella ‘e luce
    notturna ca pe’ magia, pare juorno:

    comme ‘na curtullata
    dint’o custato ‘e Gesù Cristo.

    avimmo capito:

    mò si’ comm’a ‘na criatura
    ca vò ‘a pupatella ‘e zucchero:

    vuò essere guardata e
    astrignuta ‘mpietto:

    tiene ‘e labbra chin’e russetto,

    te le mise
    dint’a sta nottata ‘e viento;

    ‘nu viento cavero
    ca fa sudà pur’e vriccilli

    ca t’arrevutata ll’anema,
    pe’ sti mmane scure ‘e lava.

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