IL DIAVOLO NELLO SPECCHIO

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5 Risposte to “IL DIAVOLO NELLO SPECCHIO”

  1. Massimo Minighini Says:

    Forse più fuori che dentro….

  2. Transit Says:

    Donna con capelli lunghi, probabilmente ramati o tutt’al più castani con punte più chiare verso il basso e vestito nero decisamente azzardoso sotto cui spicca una carnagione che come minimo è stata esposta due giorni al sole.

    Nella prima foto, la donna, un tale Paola Zan servendosi del blog personale, mette in mostra non solo il diavolo, ma anche le sue grazie: il che non è un male, ma il diavolo ne sa una più del male. Si sa che le donne son tutte streghe e col diavolo ci sono contatti continui e multidisciplinari. Una prova della streghità della donna è nel rimpicciolimento del diavolo nel quadro e della grandezza formato gigante: una diavoleria a tutto campo e la sconfitta di Devil.

    Nella seconda foto la donna incornicia con il braccio sinistro l’ovale facciale e fate attenzione con la mano destra alza il lato destro del vestito come ad offrirsi alla santa canonizzazione. Il quadro esposto alla sua destra è semplicemente un esplosione di luci su striature tra il blu e il nero con l’aggiunta di turbolenze di nuvolaglie.

    Nella terza foto la donna si tocca il naso come a suonare e chiamare una chimera lontana. Il quadro, nella parte bassa e la carne di lei vanno a braccetto cromatico di somiglianza.

    Nella quarta foto donna Paola del Principato di Zan è pensosa e ha gli occhi abbassati come lo svolgimento di un tema sul pentimento e il quadro alle sue spalle, in cui compare un uomo medievale che ha il volto tra due porte e delle strisce tondeggianti che lo imprigionano, con la punta estrema pare poggi sulla spalla della nostra dama. Forse portare una quadro rimarrà sempre una fatica.

    Nella quinta ed ultima foto il soggetto del quadro è una donna dalla folta capigliatura ma anche lei ha gli occhi bassi come a non vedere che il lupo, poveretto con questa nomea di cattivo, stia mangiando la pecorella, l’ennesima. E tra l’altro ultimamente i lupi non se la passano tanto bene: li ammazzano come cani e poi li impiccano pure. Questo dei lupi delle pecorelle dei cani era solo una live fugace digressione pomeridiana. Tiramm innanz’ o Jamm’ annanz’. Rispetto all’immagine della donna col capo chino Donna Paola del Principato di Zan guarda dritta nel quadro come a cercare con viso sereno e attento un contatto con l’altra parte di sé. Anche in questo caso la luce interna campeggia esplosiva e accecante.

  3. paolazan Says:

    Io sarò una strega, anzi LO SONO, ma Transit è un sensitivo, non so fino a che punto consapevole!
    Parole chiave a bizzeffe, scambi di persona, identità sessuali mescolate, antinomie, metafore illuminanti, in questo suo generoso trattatiello. GRAZIE.

  4. Transit Says:

    Foto, immagini, quadri e ciò che non appare, ovvero l’insieme refrattario o meno (e poi le cose che mutano, gli uomini e naturalmente i paesaggi, gli animali e la natura spogliata e intrinseca) non vanno visti solo con il fuoco incrociato degli occhi distratti, focalizzati o guardoni che solitamente spadroneggiano. La lettura multipla è nei sensi acuiti che partendo da un punto preciso roteano lo spazio interno ed esterno alle stesse figure attivate in pose immutabili. Bisogna leggere anche l’immutabilità apparente. PREGO.

  5. Transit Says:

    Guardando due quadri di Hopper

    Primo quadro.

    E’ mattino, nella stanza poca luce, eppure la finestra grande è del tutto spalancata. Anche la tenda è stata tirata verso l’interno. La donna nuda è seduta nella poltrona di fronte alla finestra. Il lume sulla tavola è spento ed è di un colore scuro tra il rosso scuro e il marrone. Bisognerebbe forse indagare per vederlo bene. Alle spalle della donna c’è una porta con la tenda chiusa che lascia filtrare appena una fascetta di luce che non incide e c’è un mobiletto, probabilmente una scarpiera e più su alla parete è appeso un quadro in cui si distingue solo l’ampia cornice bianca. La donna indossa solo un paio di scarpe basse, senza fronzoli. Pantofole forse?macché. La donna dai capelli folti e ramati o forse rossi in origine, ha i gomiti appoggiati sulle sue ginocchia. Ha una carnagione lattea e non è grassa. Lei è quasi di profilo e i capelli lunghi le coprono il viso; si scorge appena la punta del naso. Guarda fuori, come in attesa, teme l’incrinatura di un forte acquazzone.

    Secondo quadro.

    Il fumo ancora sospeso della sigaretta accesa nelle mani dell’uomo brizzolato che poco distante dal finestrone guarda fuori. La donna seduta nella poltrona, legge, ma anche sta fuggendo via. Il lume sul comò sembra acceso ma è solo un riflesso delle luce naturale. Anche la parete dietro la donna scalza è ricca di luce e le sue gambe rifulgono marmoree. Indossa un sottanino trasparente:parte del petto e la spalla destra sono scoperti, il seno sodo s’impenna. L’uomo rimane ancora nella sua posa. Indossa camicia e panciotto e ha la mano sinistra nella tasca dei pantaloni. I capelli appaiono bianchi rispetto alla donna in poltrona. Il collo della camicia e abbottonato ed è più bianco della luce naturale. Le pareti della stanza sono grige e il pavimento anch’esso scuro, probabilmente verde, scuro. I piedi della donna non poggiano sul pavimento:le gambe sono accavallate:un piede penzola e l’altro,il destro, adagia solo la punta. Sono due amanti in un albergo a ore o forse una coppia sposata. Lui sembra rientrato da poco o si è subito rivestito subito dopo l’incontro chiarificatore.

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