LA LOTTA AMBIENTALISTA PARTE DAL BASSO

Buffa l’idea di mettersi a discutere di piante dal punto di vista delle piante… Ma l’occasione è interessante e volentieri giro l’invito.

Biblioteca Baggio

Via Pistoia 10

venerdì 16 giugno 2017

ore 17.30

La nostra vita dipende dalle piante ma loro possono tranquillamente esistere senza di noi. Un incontro speciale dedicato alle piante dal punto di vista delle piante.

Spine, peli, odori, dolcezza, veleni, calore, rotondità, sinuosità, polposità, inganno, cooperazione: le piante hanno evoluto sistemi affascinanti per sedurre coloro di cui hanno bisogno o per respingere potenziali nemici.

Lasciamo da parte per un momento il più consueto approccio estetico, utilitaristico o produttivo e mettiamoci in ascolto di tutto ciò che la piante hanno da dire…anche se stanno in silenzio.

Con Patrizia Berera, co-curatrice del libro e della relativa mostra itinerante

Ingresso libero

 

Comune di Milano
Settore Biblioteche
Biblioteca Rionale Baggio
Via Pistoia, 10 – 20153 Milano
tel. 02884 65804 – fax. 02884 65805
<c.bibliobaggio@comune.milano.it>
<www.comune.milano.it/biblioteche>;

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Una Risposta to “LA LOTTA AMBIENTALISTA PARTE DAL BASSO”

  1. Transit Says:

    Mi chiamano la Rosa e lo sono di nome e di fatto: da sempre. Certo, capisco che mi hanno dato un nome giusto per distinguermi da un altro fiore a cui hanno dato un altro nome. I nomi, lo capisco bene, anche se tra noi ci riconosciamo a prima vista, per non confondersi o scambiare una rosa da un garofano o una margherita. E a ricordarmelo siete più voi esseri umani che io per la mia natura di fiore abbiamo radici piantate nella terra scura. Mi ritrovo spesso in compagnia o da sola, tra le mani di qualcuno, quasi sempre di un innamorato alla propria innamorata. E quando lui si presenta con me nella dita della mano lei, l’innamorata, ha un tuffo al cuore e le viene spontaneo sorridere e dire: -Grazie! Davvero grazie.-
    E facilmente segue un primo bacio solo sulle labbra.

    Ho ricordi di me. La nostra vita di fiori non dura molto, forse ha la stessa durata di una farfalla. Tra me e una farfalla c’è una bella differenza, in senso buono, anche se lei per il fatto che vola e caracolla a zig zag verso il basso e verso l’alto come fosse ubriaca di vita e di imminente morte me la posso ritrovare sul bocciolo sulle labbra dei miei petali che s’aprono alla luce del tempo che passa. Ho ricordi di me se sono selvatica o di allevamento, dopo di che aspetto. E nell’attesa vivo la natura e il paesaggio in cui sono immersa e faccio parte come qualsiasi altra vita: ecco, noi siamo vite, miliardi di vite e basta. E prima che qualcuno mi colga, strappandomi alla radice, vivo tutto ciò che è parte di me: la terra umida e assolata; l’odore del sole, perché il sole cadendo con i suoi raggi oltre che far nascere e crescere miliardi di vite, fa odorare tutte ogni vivente; il vento che soffiando mi sbatacchia fin da quando emergo dal terra e mette a dura prova la forza che ho nel radicamento; la pioggia che goccia a goccia sferza le mie piccole forze iniziali; il caldo e il freddo e persino il gelo che possono portarmi alla morte prematura.

    Dicono che sono molto bella, ma non lo dico per vantarmi o pavoneggiarmi, semplicemente sono una rosa e le rose tutte vengono seminate e cresciute perché l’essere umano ha trovato un modo per esaltare la mia bellezza: comprandomi e regalandomi. I maschi umani dopo averci comprate da fioraio,ci portano in giro in macchina o a piedi o spedite direttamente dal ragazzo del fioraio che bussa alla porta dell’innamorata e col sorriso sulle labbra dicono: – Queste sono per te. Amore mio.-
    La mia vita, dall’inizio alla fine, è diventare un omaggio floreale o da sola o facente parte di un mazzo da dodici o da ventiquattro rose rosse, bianche o gialle, questo è tutto sommato il destino della mia breve vita. Mi hanno tagliato il gambo, tolto qualche rametto e fogliolina e abbellita con un nastrino colorato e aggiunta nella parte finale un manicotto di carta stagnola per far si che le mie tante spine non pungano né l’innamorato e né lei quando mi accoglierà felice e raggiante. Dopo i baci, lei, l’innamorata, ci mettere in un vaso pieno d’acqua. E lentamente perderò le foglie e la mia vita.

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