FEMMINISMO E GREGARIETÀ

Durante la pausa, le femministe a convegno attorno a un’iniziativa in poesia della Quintavalla, si scambiano informazioni a partire da volantini formato 10×18, disposti alla rinfusa sui banchi, che presto si esauriscono. Alcuni finiscono stropicciati un po’ più in là, altri nelle tasche dei cardigan e delle giacche informi, altri nelle borse a tracolla. L’ambiente è dimesso: per darne un’idea, assomiglia allo spogliatoio giallo sabbia della palestra di una scuola statale. Fuori, una passerella sul pantano dei lavori di scavo per la posa di una grossa tubatura, su cui oscillano le femministe in equilibrio come pinguini. Una donna con folti capelli bianchi a pagoda, vestita di azzurro jeans e blu navy, ornata di una catenella d’oro non banale, staziona silenziosa (forzatamente, si saprà poi il perché) in un angolo, con lo stesso volantino tra le dita affusolate, eleganti, curate semplicemente, che legge con una angolazione del volto, ma soprattutto del collo, inconsueta, e porta una maschera trasparente, metodo innovativo per distendere le rughe, in atmosfera controllata. Si mescolano i temi su cui ragionare. Sciamano fuori le femministe capeggiate dalla Quintavalla. Parlano della poesia dell’invecchiamento? Forse. Ma sono le 7.25 e comincia a vibrare la sveglia.

“Sei come mia sorella…” sbuffa rabbiosa S. che reagisce a domande non poi così fuori contesto, ma per lei irritanti, vattelapesca… Tale atteggiamento sortisce due effetti naturali: il ripescaggio nella memoria dei connotati della famigerata sorella, dipinta come mostruosamente ossessiva, anaffettiva, disorganizzata, colpevole di mille nefandezze, e l’empatia che automaticamente scatta per la parente vituperata che non può dire la sua perché assente. Peccato. Tutto può essere proiezione di sé, evidentemente. Il gioco ha regole precise. E mentre lei si scaglia contro una parte importante di sé, la sorella per l’appunto, prendo le distanze, sbuffo di noia e delusione, io, per la scena già vista, e concludo: smàzzatela senza di me!

Vedovo. Da due anni e qualcosa di più. Smagrito, porta le vecchie giacche che scendono inesorabilmente dalle spalle. Una pieds-de-poule bianco nero. “Vi porto un avanzo di Colomba…”. La sorella invalida, la domenica, la badante a passeggio, è attorniata di parenti, amiche, amici. Solo parenti fa rima con ….? Non necessariamente… È giusto di ieri l’incontro in azienda, roccaforte. Macchecccariniii i nipotini! Una foto del 2016, lo si vede dal calendario che accompagna e sottende, campeggia sul muro. Ora telefono all’A., non la sento da un po’, e le dico che ha due figli meravigliosi… È una soddisfazione. So che significa. Ma il tutore dei segreti di famiglia esplode. Mica dirle che sei stata quiiiii. Non chiamarlaaaaa. Non. Non. Non. Non, cosa? W la spontaneità! W la legittima, e sottolineo legittima, spontanea volontà di… ehm… realtà! Controllare gli esiti, subito, sempre. Come quella volta che Gigi, ops, G. andò a trovarlo. Leit motiv.

I cambiamenti climatici influiranno sui flussi migratori e …finanziari! Noooo. Davveeerooo? Lo ha affermato un autorevole esponente della Banca Europea… Mondiale? Ebbene, ora è certificato.

Emma Chiaia si è lanciata in politica. Candidata nei collegi delle regioni del sud, di cui è in par originaria, aspira ad un seggio in parlamento (europeo) dove si occuperà con lena di transizione energetica!

Anche il posto di Ghost dell’assessore al Turismo è invitante.

Smart!

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