Archive for the ‘Arte’ Category

QUEL CHE LUI VEDE DENTRO L’ORGANO!

maggio 3, 2018

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CASA MUSEO A BARGA

maggio 3, 2018

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MEDEA IN VERSILIA

aprile 24, 2018

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TORNA A CASA OBLO’

gennaio 25, 2018

Domani. Dopo quanti anni, mesi, giorni? Vediamo. 25 novembre 2015, Palazzo Frizz.. non va più la tastiera.. evo camiare l attia

LA CAZZINA DI TAFFE’

gennaio 15, 2018

Quando a Genova piove di quella pioggerella leggera apparentemente inconsistente vedi pur sempre i panni stesi in fila sui fili alle finestre e ai Poggioli

Una donna al telefono apostrofa il suo interlocutore con un  Amoreee  e subito gli rifila un compito inutile con una premessa dubitativa Beh prova a vedere … se non si sono bagnati i panni che ho steso ieri sera, li raccogli eh

Così capisci che l’ottimismo non ha nulla a che fare con l’immaginario che secondo l’articolo riportato stamane dal conduttore di turno a pagina 3 è morto!

In un bagno con le piastrelle blu quadrate 8 x 8 ben arredato compare un numero di internazionale datato Ma sempre a disposizione di chi si siede è del 2016 Le illusioni ecologiste della conferenza di Parigi sono il tema Troppo tardi è il titolo di copertina con un profilo bianco che affiora in orizzontale da un mare calmo troppo calmo a suggerire l’idea di un ghiacciaio destinato in breve a scomparire.

Consumi aberranti indotti e tecnologie devianti riducono peggio in poltiglia le potenzialità intellettive e gli slanci individuali questo sì arte e scienza hanno un terreno comune

il nuovo immaginario

We can.

 

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

gennaio 10, 2018

Ah ecco.

TROVA LE DIFFERENZE SULLA FERROVIA

dicembre 30, 2017

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TROVA LE DIFFERENZE NEL MORTAIO

dicembre 30, 2017

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TROVA LE DIFFERENZE ALLO SPAZIO ALDA MERINI

dicembre 30, 2017

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LUCI IN VIA FORMENTINI IN UN TARDO POMERIGGIO DI META’ DICEMBRE

dicembre 30, 2017

È giovedì e alle 19:30 inizia l’incontro alla  Casa della poesia di via Formentini ma sono ancora dall’altra parte di Milano e mi hanno rubato la bicicletta…

Posso sempre rinunciare (give up?) fermarmi e riposarmi ma il mio divertimento è esserci (be there), soprattutto dopo avere pregustato il momento di arrivare in Brera attraverso le stradine, perché Brera è una bolla. Perché Brera è fatta ancora di angoli bui e silenziosi.

In bicicletta la città mi scivola sotto; a piedi sento la mia corporeità e le gambe come colonne snodate che danzano con i palazzi e le vetrine, trampoli e ponteggi da cui posso, anche senza fermarmi, vedere di più.

Per la primavera, ossia già da gennaio, mi attrezzerò con una bici nuova o vecchia, non ha importanza. Insomma verso le 20:00 sono ancora in mezzo alla strada, vedo passare una coppia abbastanza grottesca… lei piuttosto giovane forse sui 38 con un cappottino turchese i capelli biondi il trucco studiato e una borsetta troppo da signora, lui verso i 60 con l’aria sdrucita, i capelli lunghi di chi va in barca, da milanese straconsumato. Chiedo info e lui, l’esperto cortese, mi risponde, guardandosi intorno, che per raggiungere via Formentini si può andare come ad anello sia da destra che da sinistra; decido di prendere la destra che è la via che meno conosco.

Gira gira mi imbatto in una strada senza uscita con sbarramenti e addetti al servizio di vigilanza che non si curano di me, torno indietro, riprendo la strada principale per svoltare alla successiva e dopo un angolo buio e silenzioso vedo due persone o tre davanti a una piccola porta dietro cui si apre il fantastico mondo di una gagagaggalleria d’arte chicchiricchiiii. Non ci vuole molto a intuire che sono i primi avventori di un vernissage, sgonfio in partenza; incastrati dentro ci sono i soci galleristi e personale in trepida attesa del mondo che verrà a visitare e casomai a interloquire contrattare e comprare. Entro con uno zainetto in spalla che se solo mi giro senza contare lo spessore e l’angolo della mia rotazione vado a tirar giù le ceramiche in vendita, elefante in una cristalleria. Sono ceramiche familiari, le fa una signora sul Naviglio… Ci salutiamo ed è felice che io riconosca i suoi pezzi, di nicchia ma famosi nel mondo. Gira il mondo gira.

Esco dopo un paninino e un bicchier di vino.

Arrivo in Formentini. Milo De Angelis racconta la poesia della rivoluzione del ’17. Cannillo, Passarello, Sansevrino… sono lì. Un po’ presenzialisti, un po’ devoti. Come me.

Bingo.