Archive for the ‘lettura’ Category

RAZZISTA DELLA DOMENICA

febbraio 7, 2018

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Domenica scorsa, appena tre giorni fa, due individui entravano in una chiesetta di campagna solo per curiosare. Si poteva presumere una funzione in corso, visti il giorno di precetto e l’orario, ma prevaleva il desiderio di annusare il silenzio, l’atmosfera di raccoglimento, scoprire qualche opera d’arte rilevante, tipo madonnaconbambino o  lannunciazione ma anche unasantaritadolente o unsacrocuoresanguinante … vedere oscillare le fiammelle delle candele al solo passaggio… ascoltare il riverbero della voce, del canone improvvisato…

Un tonfo tremendo interrompeva la concentrazione dell’officiante e dei fedeli, a causa di un tavolino, ricoperto con una dozzinale tovaglietta di generico pizzo, scaraventato in terra per aver distrattamente aperto la porta centrale, non chiusa per sicurezza, ma tenuta sommariamente accostata dal tavolino medesimo. Di lato, a destra o sinistra si doveva entrare, lo sanno anche i bambini! Tutti si ricomponevano rapidamente. La donna ammaestratrice degli stessi faceva leggere loro una lista di buone intenzioni. Poi attaccava con la chitarra dovetroveremotuttoilpanepersfamaretaaaaantagenteeeeee.

Uno dei due intrusi, lei, compunta, pensava guardando l’altare: Ohcheccarinoc’èbingobongochedicemessa!

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LA MELETTA

febbraio 1, 2018

C’era una volta un barbiere che per distendere la guancia dei clienti usava un piccolo pomo. Lo faceva introdurre in bocca, sotto la guancia. Al termine del lavoro, lo sbarbato di fresco risputava la meletta intera che veniva lavata e data al cliente successivo. L’ultimo della giornata se la poteva mangiare.

Erano passati forse trentacinque minuti dal momento in cui per radio l’edificante storia minuta era stata raccontata e, davanti al mercato,  una piccola mela rotolava in una pozzanghera, al semaforo, dopo essere sfuggita da una sporta piena.

ARKIVIO 17 MOLTO PARZIALE

dicembre 20, 2017

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GAS

dicembre 2, 2017

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SANTA PASQUALINA PROTETTRICE DEI VIZIOSI LETTORI DI POESIA

novembre 9, 2017

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Santa Pasqualina Deriu

ANTROPOLOGIA AMICA

settembre 15, 2017
Cara Paola, quanto tempo mi concedi? 
Ho scritto una volta cinque poesie (...) sull'invidia che mi sento 
addosso non lontano da me, ma in famiglia. L'ho fatto per stemperare 
il dolore , ma mi rendo conto che sono feroci e troppo scoperte. 
Magari ci penso se c'è tempo. 
Non so pensarne altri di vizi: accidia? Semmai il contrario; ira? poco; 
lussuria? magari; avarizia? no; forse posso meditare sulla GOLA, 
novella Ciacco. Però per Dante la gola è uno dei vizi più spregevoli 
perché è collegato alla Cupidigia, all'avidità (la lupa) che è uno dei 
peccati peggiori. La mia gola mi fa andare solo su di peso. 
Superbia? No, semmai sparisco per modestia: solo dopo l'analisi ho 
cominciato un po' a "essere". Ripenserò all'invidia su di me perché 
mi fa uscire dai binari dei miei progetti di vita. Comunque grazie per 
avermi fatto pensare a questo tema. 
Spero che tu abbia scritto cose molto belle e giocose perché io ti 
apprezzo molto per questo, non trascurare questa vena. 
E appena avrai pronto un libro potrò farti una bella recensione. 
Forse non ci siamo sentite dopo il mio viaggio a ... (è stato molto bello,
ti racconterò). Lunedì devo partire per ... per occuparmi di ... 
e starò lì un mese. Tornerò per votare alle primarie, per ... , 
naturalmente, ti manderò la sua mozione così ne sei informata. 
Dimmi se ho qualche giorno altrimenti, se sei già in macchina, 
sarà per la prossima volta.


Presto avrò un nipotino.

Ho dato la mia disponibilità, ben sapendo che questo limiterà la mia attuale libertà; da qui partono le mie considerazioni per non “perdere” il mio mondo affettivo, gli amici, l’amore…

Per una persona “normale”, non ci sarebbe nulla di strano: mattino da “nonna” e pomeriggio e sera da “uomo libero”. Non per me. Insonnia, aritmie e ansia mi costringono a delle scelte, ben sapendo che non riesco a essere attiva come vorrei su più livelli.

M. sta avendo un declino psicofisico preoccupante che lo rinchiude sempre più nel suo autismo da “orso bianco” e vorrei aiutarlo.

Passato il tempo delle esclusive, sto quindi elaborando un modus vivendi che metta in primo piano sentimenti che non voglio anestetizzare, senza tralasciare le mie responsabilità. Un’ottica di inclusione delle persone, invece che di esclusione, per tenere insieme tutti i miei pezzi, un “colligite fragmenta” suggerirebbe l’amica C. Un progetto utopistico che spera in una condivisione. Come realizzarlo, lo scoprirò cammin facedo… I “commensali” a questo tavolo sono la variabile, e non è detto che io trovi corrispondenza. Il concetto di “o” ….”o” è imperante, nessuno vuole condividere, a costo di rimanere solo. Un “condominio di cuori infranti”… Ne “La forza del carattere”, Hillman scrive: “Da vecchi, diventati noi stessi esemplari di unicità, cerchiamo compagni che siano a loro modo strambi come noi lo siamo a modo nostro. Abitudini quotidiane simili, esperienze passate affini, sintomi analoghi, ambiente sociale in comune non sono abbastanza confortanti. Il piacere, l’amore ce lo danno i compagni di unicità. La strana coppia: un coppia di originali.

Non sono così ingenua da pensare che tutto ciò sia facile: per me è una sfida, ne va della mia sopravvivenza psichica e affettiva.


FIGURAZIONE E ASTRAZIONE

maggio 31, 2017

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Quando Virginia Woolf incontra per la prima volta Katherine Mansfield l’apostrofa così: “Chi è quella lì… vestita come una puttana?”.  Le donne continuano a stigmatizzare l’aspetto o il comportamento delle ‘altre’, che sono sorelle sì, forse amiche, sodali…  ma soprattutto potenziali nemiche o nemiche mascherate sempre, lasciando trapelare aspetti talora inquietanti della loro ‘formazione’ di persone adulte, donne nello specifico.

Estrapolo dai saggi di Nadia Fusini Possiedo la mia anima, il segreto di Virginia Woolf  e  La figlia del sole, vita ardente di Katherine Mansfield.

Era bello stare lì con lei; Virginia capì che non c’era niente che le potesse dare la stessa profonda emozione che le dava una donna intelligente, sensibile, libera – una donna identica a lei. Perché Katherine era proprio come lei: una donna che capiva la letteratura, e sapeva scrivere. […] Ma era anche invidiosa, gelosa.”. Virginia sta scrivendo La stanza di Jacob ed è invidiosa della scrittura di Katherine, vorrebbe scrivere esattamente come lei.
Dal canto suo, KM non vive la vita sedentaria di Virginia e non ha ‘tempo per l’invidia’, ma è “una donna complicata e vuole cose contraddittorie” , esattamente come Virginia Woolf, e in questo si riconoscono incontrandosi. KM brucia tutto, brucia i suoi anni (muore a soli trentaquattro anni di tubercolosi), e mentre Virginia nei diari confessa che “La fatica di andare a Londra è troppo grande” (Diari, 25 ottobre 1920), Katherine conduce una vita che definire movimentata è un eufemismo: “A Londra, nel dicembre del 1912 KM ha ventitré anni, è in Europa in modo stabile dall’agosto del 1908 e ha già avuto molte esperienze – d’amore, di sesso: un aborto, anzi, due aborti e una peritonite, dopo la quale non potrà avere figli. E’ una ragazza avida di incontri, impulsiva, promiscua, confusa e autodistruttiva.

Le due figure di scrittrici si incontrano e si scontrano. Sono due vite intellettuali dei primi del ‘900, due vite diverse ma identiche nel loro aspetto fondamentale e per così dire ‘primigenio’: essere una donna scrittrice, un motivo caro alla produzione saggistica di Virginia Woolf (A room of One’s own – Una stanza tutta per sé, 1929) e che si agita nella condotta di vita di Katherine Mansfield, anima avventurosa, una vera e propria figlia del sole che rivendica una sua libertà intellettuale, una donna che “in quei nomi di pittrice, scrittrice, musicista non cerca un’identità, ma l’espressione”. (https://poetarumsilva.com/chi-siamo/)

Una non-accademica babelica come me si lascia ammaliare dal tema e naturalmente chiama a raccolta tutte le donne di buona volontà.

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La mostra WOMEN THROUGH THE LOOKING GLASS è aperta oggi 31 maggio 2017 fino alle 19, in via Vincenzo Monti 8 a Milano.

Fred Tavano Ph

 

BASTA CERCARE ONLINE EXECUTIVE E CARLA SANGUINETI, FIOR DI ARTICOLI

maggio 17, 2017

Carla Sanguineti, studiosa di letteratura e esploratrice di linguaggi artistici caratterizzati da originalità per gli accostamenti polimaterici, da vent’anni viaggia incessantemente tra Genova e Milano, dove trova nuovi interlocutori e inediti spazi di incontro.

Nelle sale di Executive, da giovedì 18 maggio a venerdì 26 maggio 2017, saranno proposti i suoi lavori più significativi: installazioni, specchi e fotografie, frutto della ricerca che l’artista ha compiuto sul rapporto immagine-parola.

Milano, per le sue stesse prerogative di centro nevralgico degli Affari, polarizza l’attenzione di soggetti febbrilmente impegnati nel mondo dell’Economia e della Finanza e persone dall’intelligenza acuta e inquieta come gli artisti. Accomunate da capacità  inventiva e operosità le due categorie non sono poi così distanti tra loro, e l’intreccio dei due diversi campi d’azione diventa imprescindibile: l’Arte non è solo ornamento e meraviglia, ma stimolo e fonte di riflessione. Concretezza e intuitività imprenditoriale le fanno da sfondo e costituiscono il necessario supporto per favorirne la diffusione, ovverosia l’incontro con un pubblico curioso e avvinto, sempre più ampio.

Paola Zan (pro cs)

https://paolazan.wordpress.com/2016/10/20/la-sanguineti/

 

APPUNTI E SPUNTI

maggio 12, 2017

Una dentista dalla corporatura massiccia che si è fatta restringere lo stomaco e continua a studiare canto portandosi dietro le tracce di un fallimento in età infantile per essere stata esclusa alle selezioni dello Zecchino d’Oro, non trova marito.

Ha l’ossessione dei bambini a cui deve rivolgere la propria attenzione professionale come ortodonzista grazie alle sue competenze e al suo aspetto di Susannatuttapanna apparentemente gioioso e rassicurante, ma non li sopporta anzi, li odia proprio.

Un giorno incontra sul treno un vecchio rompiscatole, un ottantenne molto vigoroso, che le racconta da impenitente logorroico i dettagli anche scabrosi, della sua vita di intellettuale disadattato e uomo sconsolatamente solo, invischiato in un pantano familiare praticamente insanabile e tormentato da un vago senso di colpa per aver avuto una parte importante nell’ascesa di un uomo politico molto discusso.

Accetta di farsi accompagnare da costui a concerti, mostre e presentazioni di libri per dimenticare l’ultima assurda relazione con un piastrellista arrogante e tendenzialmente violento conosciuto in chat.

Dove sta l’autenticità della vita? In quali pieghe dell’esistenza si nasconde? Da niente e da nessuno riceverà risposta. Finché un’intuizione improvvisa non l’assale…

I RICCI, IL NONNO DEL GABIBBO E LE CONATE!

aprile 5, 2017

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