Archive for the ‘libri’ Category

ANTROPOLOGIA AMICA

settembre 15, 2017
Cara Paola, quanto tempo mi concedi? 
Ho scritto una volta cinque poesie (...) sull'invidia che mi sento 
addosso non lontano da me, ma in famiglia. L'ho fatto per stemperare 
il dolore , ma mi rendo conto che sono feroci e troppo scoperte. 
Magari ci penso se c'è tempo. 
Non so pensarne altri di vizi: accidia? Semmai il contrario; ira? poco; 
lussuria? magari; avarizia? no; forse posso meditare sulla GOLA, 
novella Ciacco. Però per Dante la gola è uno dei vizi più spregevoli 
perché è collegato alla Cupidigia, all'avidità (la lupa) che è uno dei 
peccati peggiori. La mia gola mi fa andare solo su di peso. 
Superbia? No, semmai sparisco per modestia: solo dopo l'analisi ho 
cominciato un po' a "essere". Ripenserò all'invidia su di me perché 
mi fa uscire dai binari dei miei progetti di vita. Comunque grazie per 
avermi fatto pensare a questo tema. 
Spero che tu abbia scritto cose molto belle e giocose perché io ti 
apprezzo molto per questo, non trascurare questa vena. 
E appena avrai pronto un libro potrò farti una bella recensione. 
Forse non ci siamo sentite dopo il mio viaggio a ... (è stato molto bello,
ti racconterò). Lunedì devo partire per ... per occuparmi di ... 
e starò lì un mese. Tornerò per votare alle primarie, per ... , 
naturalmente, ti manderò la sua mozione così ne sei informata. 
Dimmi se ho qualche giorno altrimenti, se sei già in macchina, 
sarà per la prossima volta.


Presto avrò un nipotino.

Ho dato la mia disponibilità, ben sapendo che questo limiterà la mia attuale libertà; da qui partono le mie considerazioni per non “perdere” il mio mondo affettivo, gli amici, l’amore…

Per una persona “normale”, non ci sarebbe nulla di strano: mattino da “nonna” e pomeriggio e sera da “uomo libero”. Non per me. Insonnia, aritmie e ansia mi costringono a delle scelte, ben sapendo che non riesco a essere attiva come vorrei su più livelli.

M. sta avendo un declino psicofisico preoccupante che lo rinchiude sempre più nel suo autismo da “orso bianco” e vorrei aiutarlo.

Passato il tempo delle esclusive, sto quindi elaborando un modus vivendi che metta in primo piano sentimenti che non voglio anestetizzare, senza tralasciare le mie responsabilità. Un’ottica di inclusione delle persone, invece che di esclusione, per tenere insieme tutti i miei pezzi, un “colligite fragmenta” suggerirebbe l’amica C. Un progetto utopistico che spera in una condivisione. Come realizzarlo, lo scoprirò cammin facedo… I “commensali” a questo tavolo sono la variabile, e non è detto che io trovi corrispondenza. Il concetto di “o” ….”o” è imperante, nessuno vuole condividere, a costo di rimanere solo. Un “condominio di cuori infranti”… Ne “La forza del carattere”, Hillman scrive: “Da vecchi, diventati noi stessi esemplari di unicità, cerchiamo compagni che siano a loro modo strambi come noi lo siamo a modo nostro. Abitudini quotidiane simili, esperienze passate affini, sintomi analoghi, ambiente sociale in comune non sono abbastanza confortanti. Il piacere, l’amore ce lo danno i compagni di unicità. La strana coppia: un coppia di originali.

Non sono così ingenua da pensare che tutto ciò sia facile: per me è una sfida, ne va della mia sopravvivenza psichica e affettiva.


Annunci

AL BUM

luglio 29, 2017

IMG_6944.JPGIMG_6955.JPGIMG_6970.JPGIMG_6963.JPGIMG_6968.JPGIMG_6961.JPGIMG_6969.JPGIMG_6957.JPGIMG_6942.JPGIMG_6943.JPGIMG_6958.JPGIMG_6962.JPGIMG_6964.JPGIMG_6972.JPGIMG_6953.JPGIMG_6973.JPGIMG_6965.JPGIMG_6954.JPGIMG_6959.JPG

FIGURAZIONE E ASTRAZIONE

maggio 31, 2017

cornice e profilo 2.JPG

Quando Virginia Woolf incontra per la prima volta Katherine Mansfield l’apostrofa così: “Chi è quella lì… vestita come una puttana?”.  Le donne continuano a stigmatizzare l’aspetto o il comportamento delle ‘altre’, che sono sorelle sì, forse amiche, sodali…  ma soprattutto potenziali nemiche o nemiche mascherate sempre, lasciando trapelare aspetti talora inquietanti della loro ‘formazione’ di persone adulte, donne nello specifico.

Estrapolo dai saggi di Nadia Fusini Possiedo la mia anima, il segreto di Virginia Woolf  e  La figlia del sole, vita ardente di Katherine Mansfield.

Era bello stare lì con lei; Virginia capì che non c’era niente che le potesse dare la stessa profonda emozione che le dava una donna intelligente, sensibile, libera – una donna identica a lei. Perché Katherine era proprio come lei: una donna che capiva la letteratura, e sapeva scrivere. […] Ma era anche invidiosa, gelosa.”. Virginia sta scrivendo La stanza di Jacob ed è invidiosa della scrittura di Katherine, vorrebbe scrivere esattamente come lei.
Dal canto suo, KM non vive la vita sedentaria di Virginia e non ha ‘tempo per l’invidia’, ma è “una donna complicata e vuole cose contraddittorie” , esattamente come Virginia Woolf, e in questo si riconoscono incontrandosi. KM brucia tutto, brucia i suoi anni (muore a soli trentaquattro anni di tubercolosi), e mentre Virginia nei diari confessa che “La fatica di andare a Londra è troppo grande” (Diari, 25 ottobre 1920), Katherine conduce una vita che definire movimentata è un eufemismo: “A Londra, nel dicembre del 1912 KM ha ventitré anni, è in Europa in modo stabile dall’agosto del 1908 e ha già avuto molte esperienze – d’amore, di sesso: un aborto, anzi, due aborti e una peritonite, dopo la quale non potrà avere figli. E’ una ragazza avida di incontri, impulsiva, promiscua, confusa e autodistruttiva.

Le due figure di scrittrici si incontrano e si scontrano. Sono due vite intellettuali dei primi del ‘900, due vite diverse ma identiche nel loro aspetto fondamentale e per così dire ‘primigenio’: essere una donna scrittrice, un motivo caro alla produzione saggistica di Virginia Woolf (A room of One’s own – Una stanza tutta per sé, 1929) e che si agita nella condotta di vita di Katherine Mansfield, anima avventurosa, una vera e propria figlia del sole che rivendica una sua libertà intellettuale, una donna che “in quei nomi di pittrice, scrittrice, musicista non cerca un’identità, ma l’espressione”. (https://poetarumsilva.com/chi-siamo/)

Una non-accademica babelica come me si lascia ammaliare dal tema e naturalmente chiama a raccolta tutte le donne di buona volontà.

ovale fred 1.JPG

La mostra WOMEN THROUGH THE LOOKING GLASS è aperta oggi 31 maggio 2017 fino alle 19, in via Vincenzo Monti 8 a Milano.

Fred Tavano Ph

 

BASTA CERCARE ONLINE EXECUTIVE E CARLA SANGUINETI, FIOR DI ARTICOLI

maggio 17, 2017

Carla Sanguineti, studiosa di letteratura e esploratrice di linguaggi artistici caratterizzati da originalità per gli accostamenti polimaterici, da vent’anni viaggia incessantemente tra Genova e Milano, dove trova nuovi interlocutori e inediti spazi di incontro.

Nelle sale di Executive, da giovedì 18 maggio a venerdì 26 maggio 2017, saranno proposti i suoi lavori più significativi: installazioni, specchi e fotografie, frutto della ricerca che l’artista ha compiuto sul rapporto immagine-parola.

Milano, per le sue stesse prerogative di centro nevralgico degli Affari, polarizza l’attenzione di soggetti febbrilmente impegnati nel mondo dell’Economia e della Finanza e persone dall’intelligenza acuta e inquieta come gli artisti. Accomunate da capacità  inventiva e operosità le due categorie non sono poi così distanti tra loro, e l’intreccio dei due diversi campi d’azione diventa imprescindibile: l’Arte non è solo ornamento e meraviglia, ma stimolo e fonte di riflessione. Concretezza e intuitività imprenditoriale le fanno da sfondo e costituiscono il necessario supporto per favorirne la diffusione, ovverosia l’incontro con un pubblico curioso e avvinto, sempre più ampio.

Paola Zan (pro cs)

https://paolazan.wordpress.com/2016/10/20/la-sanguineti/

 

APPUNTI E SPUNTI

maggio 12, 2017

Una dentista dalla corporatura massiccia che si è fatta restringere lo stomaco e continua a studiare canto portandosi dietro le tracce di un fallimento in età infantile per essere stata esclusa alle selezioni dello Zecchino d’Oro, non trova marito.

Ha l’ossessione dei bambini a cui deve rivolgere la propria attenzione professionale come ortodonzista grazie alle sue competenze e al suo aspetto di Susannatuttapanna apparentemente gioioso e rassicurante, ma non li sopporta anzi, li odia proprio.

Un giorno incontra sul treno un vecchio rompiscatole, un ottantenne molto vigoroso, che le racconta da impenitente logorroico i dettagli anche scabrosi, della sua vita di intellettuale disadattato e uomo sconsolatamente solo, invischiato in un pantano familiare praticamente insanabile e tormentato da un vago senso di colpa per aver avuto una parte importante nell’ascesa di un uomo politico molto discusso.

Accetta di farsi accompagnare da costui a concerti, mostre e presentazioni di libri per dimenticare l’ultima assurda relazione con un piastrellista arrogante e tendenzialmente violento conosciuto in chat.

Dove sta l’autenticità della vita? In quali pieghe dell’esistenza si nasconde? Da niente e da nessuno riceverà risposta. Finché un’intuizione improvvisa non l’assale…

IL CONTRABBASSO E GLI SCI

febbraio 8, 2017

I Giovediani, sguinzagliati per Milano, sono capaci di ubiquità o quasi, nel senso che comunque si rigiri il ‘panettone’ degli eventi, essi vi si spalmano, o meglio vi si infiltrano equamente. Un mercoledì putacaso, alla Sormani si presenta l’ultimo libro di Giampiero Neri? Et voilà comparire tra Azzola, Bisutti, Passarello e Deriu, Quintavalla, Rubino e Zan.

Al Birdland di Cosimo del Fante (angolo Vettabbia, per carità), Leprino modera l’incontro tra Claudio Sessa (uno dei massimi studiosi di jazz italiani) e Franco D’Andrea (decano dei pianisti jazz italiani e raffinatissimo musicista)? Il tema è il nuovo libro di Arrigo Cappelletti “Le avventure di un jazzista-filosofo”. Spuntano Brambilla, Dehò, Petrus e… Zan!

Ah, Rubino segnalato anche alla Galleria del Credito Valtellinese di Milano per la vernice di Mambor.

A Cappelletti non garba il contrabbasso, che toglie respiro alla follia del piano. E l’improvvisazione è come mettere gli sci e lasciarsi andare e scivolare, non si sa dove; ma, se non sai applicare la tecnica, in curva rischi di andare fuori pista. Ecco a che serve il contrabbasso.. a togliere la sciolina dal pianoforte e a trattenerlo in pista. A disciplinarlo, con le sue note basse. Un monito.

A Neri abbiamo lasciato gli stacchi col flauto. A Renato Mambor le sue vitalissime figure e ombre senz’ombra, la performace della Pitagora.

Cappelletti ha riempito con le sue dense note odorifere l’interrato del GEZZ.

GALLINI E MAROTTA

gennaio 27, 2017

Niente è a caso. Pensavo all’ambientazione per un racconto e optavo per le Marche. Fano… Senigallia ..o Marotta. Mi piace. Suona bene. Parola dura e aggraziata, al tempo stesso. Toponimo e cognome. Del filosofo napoletano appena scomparso.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/01/26/gerardo-marotta-dei-giovani-voleva-fare-dei-cittadini-prima-che-dei-filosofi/3343088/

Gallini. Premessa. Ad un convegno di poesia ieri hanno partecipato diverse persone altamente interessate e specializzate. Sala piena. Operazione editoriale di Fabrizio Bianchi, meritevolissima. Un dato. Nel pubblico donne e uomini al 50%. Tra i relatori 4 su 5 sono uomini. Nell’antologia? Le amiche Deriu e Quintavalla… compaiono di sicuro. Ci sono… ci sono! mi rassicura Aglieco, ma tra i nomi che cita tra le nuove stelle del firmamento, sento …Iacuzzi, Guida, Basso, Grasso, Devita, Panelli Barbieri, De Ponti, Krumm… che son sempre e solo maschi.

Gallini. Clara. Antropologa. Me la vedo aleggiare per il Pigorini… Ha fatto antropologia della sua stessa malattia, fino alla fine. Il consumo del sacro è un suo titolo. Accabadora di se stessa? Strepitosa.

http://www.repubblica.it/cultura/2014/11/03/news/clara_gallini_pensiamo_che_i_miracoli_siano_arcaici_ma_li_abbiamo_inventati_noi_moderni-99626642/

 

 

 

SILLOGE

gennaio 25, 2017

IMG_20170121_131703.jpgIMG-20170122-WA0014.jpegIMG-20170122-WA0028.jpgIMG-20170121-WA0002.jpegIMG_20170123_215324.jpgIMG_20170120_070002.jpgIMG-20170122-WA0002.jpegIMG_20170122_132013.jpgIMG-20170123-WA0003.jpegIMG-20170123-WA0006.jpegIMG-20170122-WA0009.jpegIMG-20170122-WA0038.jpegIMG-20170120-WA0009.jpegIMG-20170122-WA0036.jpegIMG-20170122-WA0040.jpegIMG-20170121-WA0005.jpgIMG-20170122-WA0007.jpegIMG-20170122-WA0033.jpegIMG-20170121-WA0009.jpgIMG-20170122-WA0000.jpeg

IMG-20170120-WA0007.jpeg

Non salterà subito all’occhio. Di fronte alla povertà dell’uso scorretto dell’Inglese per meri obiettivi commerciali, mettiamoci in ginocchio! Ladies è il plurale femminile. E basta la terza E  di Gentlemen a sperare che siano tanti i clienti del locale. Ciò a dire che non serve l’esse in finale. Un di più, un eccesso: lo zelo e l’ignoranza uccidono, si sa.

Ai Granai si veda il grande Biagini, coi suoi smalti su carta da pacchi incollata su tele lucchesi. Sennò si aspetti a Milano, in via Monti, prossimamente.

A Bormio il blu.

A Ostiense, il piccione a scarafonare.

I putti allineati sulla scala, l’amica nell’insegna.

2 fighe micidiali, Juana e gli stambecchi.

Il libro in piena luce.

La reginetta e il freddo.

 

SETTE VIE D’USCITA DAI SETTE VIZI CAPITALI

gennaio 24, 2017

Le Associazioni Culturali della Città di Milano, attente ai mutamenti sociali e a tutte le forme di espressione che contribuiscono ad analizzarli e a puntualizzarli con l’obiettivo di migliorare la coesione e promuovere l’aggregazione civile, partecipano all’iniziativa:

RACCOLTA DI POESIE

a tema

SETTE VIE D’USCITA DAI SETTE VIZI CAPITALI

Termine di presentazione: 30 aprile 2017

Per info e invio: paolazan@alice.it

Tutte le opere pervenute, preferibilmente (e non tassativamente!) una per ciascun vizio, potranno essere lette dagli autori medesimi o, su loro autorizzazione, da donatori di voce durante la mostra d’arte SETTE PECCATI, SETTE VIE ideata e curata da Daniela Dente DADE, e che si terrà presso CIRCUITI DINAMICI, a MILANO, in via Giovanola 19, da venerdì 19 giugno a giovedì 6 luglio 2017.

DADE invita alla riflessione: …gli artisti, che si dice sono sempre bambini, amano sondare mondi fantastici, sollecitare emozioni che fanno vibrare attraverso il segno e i colori… possono avventurarsi su questo terreno ed esplorare nuove vie interiori. Se i Vizi Capitali (…) sono “malattie terribili”, forse riconoscersi in una di queste categorie è la chiave per “guarire” …

Al termine della manifestazione si prevede la pubblicazione di un’antologia per i tipi di Giovanni Tommasini Editore.

http://www.circuitidinamici.it/

https://giovannitommasiniedizioni.blogspot.it/

 

ORA E’ GRATIS

settembre 14, 2016

L’editore propone:

https://www.amazon.it/Poesia-sullacqua-Opere-Paola-Zan-ebook/dp/B017TPT49Q/ref=cm_cr_arp_d_product_top?ie=UTF8