Archive for the ‘migrazione’ Category

F CON ORDINE E DISCIPLINA

ottobre 3, 2017

IMG-20170920-WA0094.jpegIMG-20171001-WA0031.jpegIMG-20170917-WA0000.jpgIMG-20170929-WA0057.jpgIMG-20171001-WA0018.jpegIMG-20170909-WA0092.jpegIMG-20170910-WA0090.jpegIMG-20171001-WA0029.jpgIMG-20170928-WA0063.jpgIMG-20170930-WA0011.jpeg

Annunci

DIASTEMA

settembre 28, 2017

IMG-20170927-WA0029.jpgIMG-20170923-WA0017.jpegIMG-20170923-WA0044.jpegIMG-20170925-WA0062.jpegIMG-20170924-WA0044.jpgIMG-20170924-WA0031.jpegIMG-20170923-WA0020.jpegIMG-20170925-WA0059.jpegIMG-20170923-WA0054.jpegIMG-20170927-WA0015.jpegIMG-20170925-WA0006.jpegIMG-20170923-WA0029.jpgIMG-20170926-WA0012.jpgIMG-20170925-WA0057.jpegIMG-20170925-WA0050.jpeg

CAOS E COSMO CON APE REGINA

settembre 26, 2017

IMG_9225.JPGIMG_9230.JPGIMG_9229.JPGIMG_9228.JPGIMG_9220.JPGIMG_9232.JPGIMG_9227.JPGIMG_9224.JPGIMG_9222.JPG

DUE DI TUTTO

settembre 10, 2017

IMG_9064.JPGIMG_9071.JPGIMG_9065.JPGIMG_9060.JPGIMG_9063.JPGIMG_9072.JPGIMG_9074.JPGIMG_9075.JPGIMG_9073.JPG

LE SIGARETTE DI ROSKACCIO

giugno 20, 2017

Venti poesie per smettere domani. Bel regalo, il libro, Roski! E, coerentemente, celebro la tua intelligenza poetica e relazionale con otto skatti che nulla apparentemente  hanno a che fare col vizio del fumo… Ma, si parla genericamente di smettere. Ah, la monocultura di gerani rossi… il teatro di Pasolini… il tour ossessivo dell’Isola Paolina… fotografare il tramontoooooo!

IMG-20170616-WA0009.jpgIMG-20170616-WA0007.jpgIMG-20170615-WA0018.jpegIMG-20170615-WA0003.jpegIMG-20170615-WA0026.jpegIMG-20170608-WA0062.jpgIMG-20170609-WA0007.jpgIMG-20170617-WA0027.jpeg

EFFETTO BOOMERANG

giugno 5, 2017

Un secolo fa, in una di quelle serate molli, apparentemente insignificanti e inutili, un gruppo di amici bivaccava in un salotto a caso. Da Bobo.

Si era lentamente rollata una canna, gli ingredienti dosati a caso (tutto un po’ per caso), che una volta pronta e accesa passava di mano in mano.

Qualcuno la aspirava con forza di mantice e con duplice voluttà; altri svogliati e con riserva, la trattenevano due secondi per non rifiutare di partecipare al momento conviviale (io siamo), appoggiavano le labbra al filtrino di carta arrotolata e la brace avvampava appena.

Una di loro aveva la critica perennemente pronta: “Ma è meglio fare una passeggiata, su usciamo!” o “…balliamo dài… metti su un disco. Uffa … sempre ‘ste canne di mezzo! Chissenefrega se sono col fiocco… solo perché l’ho detto una volta che era carina la canna col fiocco…”. Ma quella volta la polemica si attenuò subito.

Convinta dal freddo nebbioso del viale da cui si proiettavano le ombre dei pioppi cipressini sulle tende bianche alla luce dei lampioni, si accoccolò a fianco degli amici placidi, avvolta da una calda dolce sbornia da fumo che sfociò in una blanda allucinazione. La gamba di Luca C. (non R.!) era ricoperta da peli dritti e fitti fino al malleolo rimasto scoperto dal pantalone sollevato, e poi più sotto, neanche l’ombra di un solo pelino. Caspita, che netta distinzione. Che dualismo morfo-cromatico!

L’effetto contrapposto peloso/glabro era certamente enfatizzato dal THC in circolazione. E non poté fare a meno di sottolineare la sua profonda sensazione di stupore: “Ma tu… hai il piede di plastica!”.

Tutto torna. In sogno. Che è una realtà. Nemesi onirica.

Il piede è separato dal resto del corpo, come svitato. E ha la sua anatomia interna visibile, grazie a un tassello, a un foro, da cui si scorgono nitidamente ossa e tessuti di connessione. Il piede è vivo e bucato, perforato, trapanato. Staccato ma riavvitabile. Caldo, nonostante la disconnessione dei vasi. Dal moto indipendente, nonostante i nervi recisi. Reintegrabile.

Un piatto di farro avanzato attende di essere terminato su un bancone di servizio del ristorante.

Il cameriere, magro coi baffi, maniche di camicia bianca arrotolate fino ai gomiti, approva pigramente.

 

 

 

SCARPE VECCHIE CERVELLO FINO

marzo 10, 2017

IMG-20170228-WA0007.jpegIMG-20170227-WA0011.jpegIMG-20170302-WA0012.jpegIMG-20170303-WA0001.jpegIMG-20170227-WA0017.jpegIMG-20170304-WA0011.jpegIMG-20170304-WA0005.jpegIMG-20170302-WA0007.jpegIMG-20170228-WA0005.jpegIMG-20170303-WA0021.jpegIMG-20170303-WA0013.jpeg

LA LETTURA DELLE POESIE SOTTO L’ALBERO SECONDO MAMBOR

febbraio 17, 2017

IMG_20170209_191740.jpgIMG_20170205_124151.jpgIMG_20170205_123832.jpgIMG_20170210_213026.jpgIMG-20170215-WA0004.jpegIMG-20170213-WA0021.jpegIMG-20170214-WA0005.jpgIMG-20170215-WA0009.jpegIMG-20170211-WA0014.jpgIMG-20170211-WA0012.jpgIMG-20170211-WA0013.jpgIMG-20170211-WA0010.jpgIMG-20170215-WA0015.jpegIMG_20170203_160609.jpgIMG_20170204_161938.jpgIMG_20170203_204009.jpg

SILLOGE

gennaio 25, 2017

IMG_20170121_131703.jpgIMG-20170122-WA0014.jpegIMG-20170122-WA0028.jpgIMG-20170121-WA0002.jpegIMG_20170123_215324.jpgIMG_20170120_070002.jpgIMG-20170122-WA0002.jpegIMG_20170122_132013.jpgIMG-20170123-WA0003.jpegIMG-20170123-WA0006.jpegIMG-20170122-WA0009.jpegIMG-20170122-WA0038.jpegIMG-20170120-WA0009.jpegIMG-20170122-WA0036.jpegIMG-20170122-WA0040.jpegIMG-20170121-WA0005.jpgIMG-20170122-WA0007.jpegIMG-20170122-WA0033.jpegIMG-20170121-WA0009.jpgIMG-20170122-WA0000.jpeg

IMG-20170120-WA0007.jpeg

Non salterà subito all’occhio. Di fronte alla povertà dell’uso scorretto dell’Inglese per meri obiettivi commerciali, mettiamoci in ginocchio! Ladies è il plurale femminile. E basta la terza E  di Gentlemen a sperare che siano tanti i clienti del locale. Ciò a dire che non serve l’esse in finale. Un di più, un eccesso: lo zelo e l’ignoranza uccidono, si sa.

Ai Granai si veda il grande Biagini, coi suoi smalti su carta da pacchi incollata su tele lucchesi. Sennò si aspetti a Milano, in via Monti, prossimamente.

A Bormio il blu.

A Ostiense, il piccione a scarafonare.

I putti allineati sulla scala, l’amica nell’insegna.

2 fighe micidiali, Juana e gli stambecchi.

Il libro in piena luce.

La reginetta e il freddo.

 

IL TACCUINO PREFERITO (CON LABBRA!)

gennaio 19, 2017

L’uomo che fotografa assume una posizione svirgolata che gli permette una migliore visuale e sta un gradino sotto il suo omologo ritto e composto ma inerte come la bandiera sulla torre che non sventola. Forse si eleva con la sua aspirazione d’arte. Il tramonto se ne disinteressa nonostante la sua emblematica figura chiasmatica, come suggerisce Piero. Siamo noi che ogni giorno ci aggrappiamo a quell’attimo, eternandoci almeno un po’. La Giovanna ha viaggiato una volta con le merci di quel cargo, pensando a quando dove e come esporre i suoi coloratissimi dipinti che ritraggono volti. Chissà se Guglielmo continua a raschiare la chiglia della sua nuova vecchia barca per farci un giro e magari vedere da lontano affiorare le balene nel santuario dei cetacei… mentre frammenti di oggetti di plastica comuni affiorano dal mare amputati per ammonirci e sorprenderci.

Tre soggetti incomunicanti, parlano di sé in tre idiomi differenti che si sovrappongono nell’aria e compongono un quadro in cui il cumulo di ciottoli e il muro non sono affatto trascurabili.

 

IMG_20170114_171412.jpgIMG-20170111-WA0006.jpegIMG-20170119-WA0003.jpgIMG-20170119-WA0002.jpgIMG_20170107_152549.jpgIMG_20170105_121359.jpgIMG_20161122_101516.jpg