Archive for the ‘Uncategorized’ Category

LA DITTATURA DEL VIRUS PREGHIAMO

marzo 31, 2020

Colpo di stato. Globale.

Come si combatte? Da casa, poi se ti va male in ospedale. Metodi forti? Pum pum.. Putin! Ma mica solo.

Libri. Li sdoganiamo? Li facciamo fluire? No. Preghiamo.

CASA IN CAMPAGNA CON LOGGIA POSTERIORE CONTENUTA

marzo 24, 2020

Ricevo la visita di un’amica: in effetti

è bello pensare che ci possa essere un corridoio preferenziale

un passaggio segreto solo per le persone gradite…

Ecco che entra

senza bussare non c’è porta entra

senza telefonare prima

non c’è motivo di annunciarsi.

Entra

e compare in un giardino

la vedo da una serra.

Passiamo, attraverso la casa

fatta di stanze irrilevanti,

in una loggia

che guarda, dal retro

sul mondo stretto, diviso da proprietà e confini che cominciano poco più in là.

SOGNO CON BUS BLU

marzo 24, 2020

Ad un convegno femminista interviene una attempata attivista che a un certo punto chiama sul palco mia madre Un po’ ritrosa ma anche orgogliosa con un vestitino tipo completino gonna a pieghe o a balze con inserti a fiori e camiciola coordinata in jeans leggero azzurro chiaro. Il mio punto di vista è da un lato della mia camera di quando ero ragazza e avevo il letto in una posizione tale da poter vedere fuori dalla porta verso il bagno con un angolazione di 45 °. Ecco la sala del convegno femminista occupava il posto del bagno della casa in cui ho abitato fino ai 25 anni. Mentre lei parlava la sua amica femminista la affiancava in maniera protettive, materna o da sorella maggiore anche un po’ maestrina o istitutrice e mia madre aveva metà bocca aperta e parlante e l’altra metà un po’ più chiusa quasi paralizzata come avesse un’ emiparesi Ma la parte rivolta al pubblico era quella parlante quella semiparalizzata era rivolta alla sua amica. Dal mio punto di vista ripeto sul letto bianco che si stagliava bene sulla parete verde per cui per anni io mi sono sentita nella mia camera come se fossi in una bolla esterna tra la v egetazione in una sorta di confezione Saila … E dunque anche in uno spot pubblicitario sommamente confezionato. Pensavo che forse sarebbe stato il caso di andare ad applaudirla o perlomeno ad ascoltare mentre parlava al convegno delle femministe che in qualche modo la volevano gratificare per il volontariato che lei faceva nella biblioteca delle donne e per l’impegno profuso… ma poi la posizione che avevo era così comoda e tutto sommato mi permetteva di poter osservare ciò che accadeva anche nell’altra sala ovverosia in quella che era al posto del bagno nell’appartamento reale come se fosse un’apertura sul mondo esterno oppure, una parte del mondo esterno che si insinuava nella casa… in fondo quella era stata una casa molto aperta sempre piena di amici che si sentivano liberi di suonare salire fermarsi a bere un caffè permanere durante il pomeriggio mangiare usare il bagno a ripetizione eccetera eccetera

Si svolge poi un compleanno il compleanno di M. Location una libreria le persone girano tra gli scaffali e salottini e bevono e mangiano qualche tartina o altro piccolo assaggio di gastronomia ma appena fuori da lì c’è una spiaggia una attraente spiaggia.. La libreria è nel Borgo poco distante dalla spiaggia anche in questo caso io sono fuori dalla libreria pur avendo organizzato io stessa la festa e… dalla spiaggia vedo quel che succede in libreria e mi ci sento immersa sì contemporaneamente ero sia nella libreria che nell’ambiente esterno ovverosia la spiaggia. Una condizione veramente ubiqua senza meraviglia perché è normale. La spiaggia non si presenta piatta o con piccole Dune modellate dal vento ma con alte zolle come se fosse passata una ruspa un enorme aratro e avesse smosso un po’ tutta la superficie come quando ci sono dei lavori per risistemare… Mentre osservo questa superficie corrugata artificialmente mi accorgo della marea che sta sopraggiungendo bisogna sapere che cos’è la marea galoppante bisogna averla provata e io l’ho provata sia in Normandia che in Galles improvvisamente centinaia di metri quadri migliaia di metri quadri di spiaggia si coprono e la marea sale anche di alcuni metri in altezza le barche spiaggiate sul fondo ancora umido e reverse lì su un lato della chiglia tornano a galleggiare le coste scoperte, le rocce, gli scogli scoperti tornano a sommergersi

ebbene faccio in tempo a prevenire la marea che mi sta alle calcagna sollevo i miei giocattoli l’asciugamani la borsa le infradito di cuoio più che di plastica i vestiti e mi avvicino salendo al muretto che delimita la spiaggia sopra il quale si trova una tipica stradina Ligure da porticciolo di Nervi La libreria è da quelle parti La festa probabilmente è finita saluto M. Ciao ciao sorridente e soddisfatto

Consequenzialmente arriva un autobus blu che fa una piccola sosta nella piazzetta della libreria non lontano dalla spiaggia dunque e carica dei passeggeri tra cui molti in tenuta da cantiere navale con elmetto e tuta blu naturalmente sono gli operai molti stranieri molti con la pelle scura indiani cingalesi Bangla un po’ come succede quando prendi il bus da Spezia verso Sarzana passando per Lerici

Salgo sul bus blu che è già piuttosto pieno e vicino alle porte sono presenti dei controllori che mimano qualcosa con le mani e ammiccano con gli occhi tipo Aspetta che siamo compressi… facciamo scendere e poi salire… Mi compiaccio del fatto che ho un biglietto lungo e sottile pronto in mano e dunque sono regolare posso dimostrare la regolarità del mio titolo di viaggio perché quel biglietto in effetti un po’ atipico che ricorda un biglietto del metrò di Budapest che ancora conservo nel portafogli senza averlo mai usato .. e io ho questo lungo e sottile come una strisciolina di Stella filante che è esattamente il biglietto per quel tipo di corsa per quel tipo di mezzo di trasporto, il bus blu insomma. Le porte si aprono alcuni scendono altri salgono quando salgo mi accorgo che ho dimenticato una borsa blu che effettivamente è quella con cui trasporto fogli di un prossimo libro di poesie contenente un manoscritto e così telefono al mio editore che era Pronto fermo in piazza con la borsa blu e me l’avrebbe subito passata dalla porta posteriore del bus dove io sarei corsa dopo aver allertato con un urlo il conducente che prontamente anche se protestando un po’ si sarebbe fermato con quelle frenate tipiche da bus che sono istantanee ma morbide per consentirmi di recuperare quella borsa blu con il Manoscritto

Le porte del bus blu si chiudono

è magicamente meno pieno molto meno pieno di come sembrava prima sennò non avrei potuto fiondarmi in fondo con quella rapidità

È attraversato da una luce radente giallo oro come quella d’estate nell’aria limpida che fa i contorni delle cose Netti così riprende la sua corsa sapiente a curve, ondeggiando.

LO ZOONTICO MITOMANE

marzo 23, 2020

Tornano, tornano tutti.

Ci sono stanatori schietti e stanatori timidi stanatori occulti e stanatori esuberanti, espliciti o titubanti.

Per ringraziare del pensiero io quasi sempre mi avventuro sul loro terreno uno ad uno e sulla base delle loro stesse indicazioni scopro delitti anche molto datati. So di rispondere a un richiamo lo faccio consapevolmente ma di questi tempi uno stimolo del genere non può essere che il benvenuto.

Il decano degli installatori… Ecco vedi cosa succede io dico stanatori e il sistema di scrittura sotto dettatura del telefono capisce installatori!

Il decano degli stanatori dicevo mi pungola sul mio rifugio e dove sei e cosa fai e come fa a rimanere confinata una trottola una pallina da flipper come te? … Perché chi ha qualcosa da nascondere vorrebbe di fatto essere per primo ritrovato per primo scoperto per primo sta-nato e stavolta ragazzi non Mi direte che la proposta del sistema di scrittura dalla dettatura non sia geniale stanato mi viene rimesso diviso in due…

Con tutto questo gran daffare degli stanatori, mi sono chiesta a un certo punto perché io non esercito la stessa attività. O sono loro stessi che dichiarano la loro ubicazione mentre cercano di stanarti, dunque non ho bisogno di fare domande. Oppure sono proprio disinteressata e quando mi riferiscono Dove sono non sempre afferro anche quando ho ascoltato.

Ma ho imparato nella vita che la lingua davvero batte sul dente che duole. Dunque, chi mi stana o chi intende o pretende di stan armi miiii questa è bella, desidera fortemente essere stonato su qualche cosa. Ahahah

Il mitomane P. che si dice amico di tutti proprio tutti i VIP gli intellettuali e oggi che è morto Arbasino tranquillamente direbbe che era un suo amico ma era da tanto tempo che non si sentivano a causa della sua vecchiaia e della sua malattia cioè quelle di Arbasino fa sempre così lui e quando lo si piglia per il c*** fa finta di non capire beh lui ha cercato di stanarmi proprio oggi stamattina ma non abbiamo parlato direttamente è stato uno stanamento messaggistico e dove sei e per caso sei lì sei là dammi qualche indizio. E se io gli mando la foto del gatto che sarebbe poi una gatta mi dice che non posso essere a casa mia perché un gatto io non ce l’ho.

Chi gli rappresento io? Là sta il nodo.

Una paternità un po’ pelosa. Diciamo. Come la gatta. O gatto. Tanto il sesso non fa differenza.

GLI STANANTI

marzo 21, 2020

Una lista, lieve, si allunga.

AL NEGOZIANTE NON PARE VERO

marzo 16, 2020

In un angolo del supermercato è piazzato un banchetto come se fossimo al caseificio de ‘na volta. Lì, il nostro eroe, proprietario (e fondatore) dell’intero negozio vende a caro prezzo le fette con crosta chiara e scura: dipende dalla stagionatura.

Non gli pare vero che tu ti distragga presa dall’affanno di rimanere a distanza dall’altro avventore… mentre ti allunghi lassù sull’ultimo scaffale, scegli una bottiglia di latte di soia o per meglio dire bevanda a base di soia marchio Primia poi più in là corri a prendere una confezione di fiocchi integrali sempre marchio Primia, impilando tutto sugli avambracci. E lui taglia un fettone. Dell’ottimo pecorino, proprio quello che tu ami e pregusti, mentre lo porti a casa avvolto nel suo cartoccio. Ma un fettone!

Con il pane in cassetta marchio Primia di tipo integrale ci farai dei croque-monsieur con scaglie di pecorino appena rifritto e marmellata di mirtillo. Anche avvolgibili.

Ah marchio Primia anche le cozze cilene per fare la pasta a tubetti con i ceci consigliatami dal mio amico chef di Recco.

ANTVOIATEES

marzo 4, 2020

Il ferrarese è sapiente. Lo si dice di persona sgradita ANALVOIATEES (m) /ANLAVOIATEES (f).

A un* bambin* birichin*. Per sottolineare, per scherzo, che è molest*. Per dar* come punizione dell’aria, sciò sciò, l’isolamento temporaneo.

A tes. Misura del braccio teso.

TROPPE COINCIDENZE

marzo 2, 2020

D. è molto attento e preciso e delle coincidenze che gli ho raccontato, ridendo, mi farò ragguagliare da lui…

Una me la ricordo ed è certamente da prestigiatore. Pesca una carta. Cercavamo un ristorante alla darsena… Niente. Sarà chiuso… Tutto spento. Chiamo la G. perché c’eravamo state insieme in quel ristorante ma non si ricorda subito nemmeno lei … Ah sì mi dice è quello del Porto non è difficile gira a destra e poi a destra e poi a sinistra poi c’è il bordello del carnevale e valli a scovare quelli del posto. Magari non era quello l’angolo… Torno a Milano e svuoto il cassetto di Ugo. Contingentemente. Si cambia assetto allo studio. Ugo va da U. E il piccolo tavolo povero sverniciato (con un pomello bellino!) ma tornito nelle gambette del Pfarrer Sieber, Zurigo fine anni ’80, va nella cameretta di L., lo studio. Prendi questa rastrelliera per archiviarli, dice U. Raccolgo a manate. Centinaia di biglietti da visita. Uno ne pesco, tra i tanti. Quello.

Quante volte siamo stati a Carrara? Due, massimo tre. Compresa questa. È ancora presto e le bancarelle del mercato sono poche segnalando la gran pioggia in arrivo. Al Duomo passa un uomo a passo d’uomo naturalmente… Bonjour buongiorno. Ha gli occhi di un azzurro troppo azzurro. Un basco verde. Un giaccone marron. E i sacchi dell’immondizia da buttare. Ma come parlano a Carrara? Caraaara. Di dove sono? Di Ferrara. Non Feraaaara. Frara. Come la professoressa Laz… Era il nome del marito. Lei non so…ma era beeellaaaa. Carla, sveglia! Sei tu. Sì sì. E ha detto che tra un mese ci porta a pranzo fuori. 1° aprile? Sarà mica un pesce…

Prepariamoci

😉

PROFESSSOOOORE

marzo 1, 2020

2015. Corso Dante. Nello slargo davanti al Piccolo.

Non posso perdere l’occasione di salutarlo.

Lo scorgo da lontano. Cammina lentamente. Una mano sulla schiena. Dorso a dorso. L’altra, palmo al pomello, sul bastone.

Trasale. Professore, lei ricorda certamente Angelo, Angelo Fabbri. Sì, lui. Il semiologo per passione, fisico di formazione e naturalista a tempo perso. Sapeva discutere di Scapharca inequivalvis e della sua presenza in Adriatico! 17 coltellate alla schiena un 31 dicembre di molti anni fa…

Umberto Eco soffre un po’ al pensiero che lo attraversa. Si controlla. Alza le sopracciglia. Sorride, preoccupato di essere letto dentro. È che non sono proprio tutti tonti gli altri. E non serve creare clubs o erigere torri.

Scritto il 19 febbraio, anniversario della dipartita del tremebondo autorevolissimo professore dei segni.

IL BARBIERE DI TATATA’

marzo 1, 2020

Aveva una badante per la madre, sacra.

Scapolo, rincorso da tante, ha preferito accontentarne molte e in particolare UNA: la succitata mamma.

Credendo di interpretare il desiderio materno che è anche un diktat, promette alla badante di darle lo status di italiana. Quando ti sistemi figlio mio.

Ella è russa. E ha un figlio sordomuto ma non disabile. È solo abituato, come la maggior parte dei maschi russi, a non lavorare perché impegnato a sollevare il gomito… e a fare sgobbare le donne del suo entourage. Tanto è vero che si è sposato e in tal modo ha reso schiava un’altra ragazza con due maternità, per carità… e svariate altre mansioni. Ma, mentre lui ha seguito da adulto la mamma proiettata nella ricerca di un nuovo benessere, la consorte, poveretta, è rimasta in Russia.

Il vecchio barbiere tiene fede alla promessa prima di seppellire la vecchia genitrice, così amorevolmente badata, che siederà, un po’ svanita ma opportunamente agghindata, al posto d’onore del banchetto nuziale.

Dobbiamo precisare come andò a finire?

Il vecchio barbiere resiste. Parassitato, ma resiste. Non vende la bottega. Attende.

Cosa?

La morte. Di lei.