Archive for the ‘Uncategorized’ Category

COS’È LA DESTRA COS’È LA SINISTRA

giugno 21, 2020

Ci si può credere. C’è chi le confonde.

In Liguria ad esempio si dice Levante o Ponente. Quindi non serve sapere cos’è la destra cos’è la sinistra. Se poi ti orienti con le spalle a Levante la destra si dice a Monte.

Pare ma aspetto conferme o smentite che chi ha lavorato ai cantieri navali sia stato indotto a votare comunista.

Ho detto comunista non sinistra.

Che poi comunista in Italia vuol dire un’altra cosa. Ha voluto dire un’altra cosa.

Non si può nemmeno affermare che una politica incentrata sui bisogni sociali sia necessariamente di sinistra.

Dunque Aldilà dei preconcetti, perché non la smettiamo di parlare di destra e di sinistra? sono categorie inutili e dannose.

Ci ho provato a dirlo anche con… i fiori!

Su feisbuuuuc. In fondo a destra.

EPISTROFATIDICA

giugno 21, 2020

S.R. è vivo. Ha aggiunto pupazzetti all’auto. È vivo.

Ti dico il mio silenzio // Ti dipingo il mio silenzio // Ti suono il mio silenzio // Che casino!

S. Rita. Mostre. Ostello. Residenza. Centro convegni. Cohousing. Orto didattico.

Mauro Calvi. Nuria Rami. Subito.

Piero Balza. Pro Loco Nervi 3478446133. pierobalza65@gmail.com per ramificazioni.

Lenti e incessanti. Compiuta. Compiuto. Insieme e sodali. Fermi, ci siamo.

Veterinaria. Cavalli. Tessitura. Yoga. Turismo lento. Piccola editoria. Area anziani e giovani per la trasmissione delle competenze. Agricoltura. Allevamento. Agrizootecnica. Energia pulita. Artigianato. Arte.

Gabriele Vicari. Keith Andreotti. Carlo Piagentini. Marcello Remigi. Pierluigi Zannoni.

Bibini 052379593 Razzolando nel cortile Castello di Compiano

Fotografie anarchiche. Mujeres.

KING KONG FLOYD

giugno 3, 2020

Era il 1995 e viaggiavo con M. negli Stati Uniti. Arriviamo a Miami Beach e lui, febbricitante, è costretto a rimanere nel letto praticamente per tutto il periodo della nostra permanenza… Così andavo in giro tra le vecchie case decò e in spiaggia per qualche ora al giorno e poi tornavo per vedere se stava meglio, poverino. Un pomeriggio si rannuvolò rapidamente e si mise a diluviare. Svoltai per una stradina intuendo che appena girato l’angolo ci sarebbe stata una tettoia davanti a un vecchio albergo chiuso, fatiscente.

Fu lì che incontrai un uomo gigante che aveva avuto la mia stessa idea. La pioggia si infittiva, se possibile. Tutto il resto era opaco e sfocato come in un sacchetto da surgelatore pieno di qualcosa che non vedi perché la parete interna è cosparsa di minuti aghi di ghiaccio…fa niente, era acqua liquida, l’effetto è quello…ma lui era nitidissimo.

Incerta se spaventarmi o sorridergli, gli fui amica: “Hi!”

Non rispose.

Rideva sotto i baffi.

Fa il duro, pensai. Ma non è ostile. Non so cosa darei per avere una foto di quel momento. Ne misurai l’altezza. È su un paio di gradini più in alto, valutai. L’albergo era degli anni ’30 e l’entrata poteva avere qualche motivo architettonico simile a scalini sotto la pensilina in ferro… No, eravamo sullo stesso piano. 43 cm più alto, con tutta la sua corporatura.

“What’s your name?”

Gli si alzò l’angolo sinistro della bocca e mandò gli occhi al cielo con pacata ironia: “My name is… KING KONG.” E uno rombo soverchiò il rumore della pioggia.

Thank you, brother. Anche il tuo respiro e il tuo cuore erano più forti della pioggia.

UN CLICK DI TROPPO

giugno 2, 2020

Dai gruppi chat spesso qualcuno messo lì a forza si cancella subito perché si sa come va a finire troppi messaggi troppe distrazioni da comunicazioni inutili. Si formano chat per gruppi compleanno rimpatriate ex colleghi di lavoro ex compagni di scuola… Un’agopunturista furbissima ha reclutato così decine di pazienti. Prima ha diramato inviti a convegni sul benessere, in senso olistico, dall’alimentazione alla spiritualità, con letture di poesie e blablabla… Poi tutti siamo finiti in quell’imbuto della raccolta degli indirizzi email e del contratto whatsapp, se già non era stabilito. L’organizzazione perfetta prevede l’attribuzione di ruoli, la distribuzione di incarichi. E dall’imbuto al tritacarne, il passo è breve! Verrai a leggere le poesie al prossimo convegno…ti serve mica un appartamento in affitto?

Bene. Nella chat degli interessati, con titolo altisonante che fa riferimento alla filosofia, compare un pornazzo. Suddenly. Sarebbe interessante tracciare le visualizzazioni. Vedo rido cancello e attendo. Compare una reprimenda. Stia più attento il mittente a pubblicare di tali contributi fuori luogo! Allora aggiungo, per attenuare con ironia, che tutto è oggetto di riflessione filosofica. Mi si accorda un’altra che conferma che quello poteva essere un ottimo spunto di conversazione… Poi arriva il mea culpa. Si scatenano subito dopo i cercatori di GIF con gatti sincopati e didascalie irripetibili. Conclusione: chat annullata.

Per un ditiiiino nel telefonooo ..

SPIRULINA E VOCI IMPASTATE

giugno 2, 2020

Annamaria Giordano. Adorabile. Cosa non ti racconta in pochi minuti.

Trump. Il più mendace.

L’alga antiossidante spopola.

Sei più Achille e Odisseo?

Le voci degli speaker al giornaleradio3 nuove impastate si rincorrono come conigli che a loro modo ruggiscono e tutti i direttori dietro alla vicedirettrice della direttrice…

È brutto perché è ostile. E l’ostilità viene da un eccesso di autodifesa, dall’isolamento.

Lui è uno strano fenomeno. Desidera la gioia per tutti. E fa di tutto. Per diffonderla. È quella che conosce. Che ha imparato col lavoro duro dei campi personificato dal padre e dalla madre. Era quella la gioia del raccolto, della nascita di un vitellino, del fieno falciato …di un muretto tirato su…del pranzo abbondante della festa! Poi conosce altro fuori da lì. Gli pare che sia una gioia dalle tonalità diverse che debba essere fatta conoscere, ma loro stentano a comprendere e a partecipare di quella gioia. Una foschia sottile si addensa: è la frustrazione. Che si mescola all’orgoglio. Non esplode. Trapela. Fare, fare sempre. Far intendere che c’è volontà e impegno. Perché è come se quel superego che incombe dubitasse sempre un po’. E gli si vuole dimostrare qualcosa. Ma sei tu che dubiti di te stesso in fondo… Nella crescita qualcosa si inceppa o va storto. I desideri di scollano dall’azione. Tutto si distorce. E si entra in un circolo vizioso. Fare fare integrare lo stipendio le spese chi paga la benzina le bollette sennò? … accettare lavoretti mille ciapini e… esaurirsi di sonno mancato. Contenere la frustrazione con l’ausilio di fumo e alcol. Scambiare una forma di sublimazione dei propri inevitabili complessi dalle radici lontane, per coraggio… Continuerà a sor-ridere e a fare battute per trascinare gli altri…a cercare comunque puntelli, a rendersi utile a tutti, con una fatica che spezza la schiena, nel ricordo di antichi incompresi fulgori… a sentire di sbagliare, a cercare incessantemente di diffondere una gioia che diventa sempre più incolore rada e impalpabile, a bere e a fumare, pensando che a smettere di faticare (bere e fumare) ci sia sempre tempo. Fermiamolo!

AGENDA E AGENZIA

maggio 30, 2020

Tu hai una bottega minuscola sotto i portici.

Ci passo per caso mentre vengo da te e vedo che la porta è divelta. La cassaforte in vetrina, aperta.

Ti cerco per informarti. Ti trovo ai margini di un uliveto. Tra i rami compare mio figlio. Lo abbraccio che trema. Teso. In parte si scalda e si scioglie.

Scendo per le scale e le strade di un borgo rotondo ad imbuto. Mi rivolgo a due specialisti. Informatici, ottimisti, sul fondo. Ho perfino due telefoni in mano. Di nessuna utilità.

Possibile che non abbia i tuoi numeri? Sono due. Li avevo annotati. Mi guardano armeggiare, stupiti e annoiati.

Tu hai i capelli neri e gli occhiali per nulla appannati.

SUL DIVARIO CULTURALE

maggio 26, 2020

Ieri abbiamo visto un’aquila.

Non un puntino nell’azzurro. Non il falco che più modestamente svolazza e ha le ali gobbette. Una forma che non si può confondere, aperta, distesa. E vola alto. Veleggiando. L’ho percepita vicina. Placida, attenta. E, piuttosto, neutra, indifferente di fronte a tutto, ma non con me.

Allo zoo, poi divenuto Bioparco, di Roma, c’era quella di Mussolini. Da Campo Imperatore? Morta vecchissima. Vista. Impagliata viva. Nel ’99?

Ma perché, se ho una curiosità, la vaga necessità di una precisazione, non vado subito (non è vero, talvolta sì) a cercare informazioni che, ormai, fatto salvo il rischio di incappare in fake o approssimazioni e semplificazioni, sono accessibilissime, pronte?

Lo so. Perché sono pigra. Le vorrei annusare nell’aria. Spesso colgo informazioni annusando. Mentre volo. Non sono pigra: l’aquila vola per me.

Ci sono molti modi di volare.

Vabbè, vado a vedere Wikipedia sull’aquila. O l’aquila su Wikipedia, Internet.

Cinipide. Ragnetto rosso. Tu hai non solo una laurea in biologia, ma perfino un esame di entomologia dato, e non sei un’enciclopedia ambulante, hai una memorietta, ma non sei ‘sul campo’. Soprattutto, se vai a leggere in internet su greenme, ripeschi informazioni, sì, certo, ma scopri che… svaniscono subito.

O meglio, quella letturina rapida ti dà la sensazione di recuperare conoscenze, ti ci orienti con meraviglia rinnovata; sei preparato ad accogliere vecchie e nuove nozioni ma non le gusti come se avessi le mani in pasta!

E chi ha la pratica e non la teoria, sente che gli manca qualcosa… Ma sviluppa una presunzione: che la teoria non serva. I libri sono superflui. Carta straccia o utile per accendere il fuoco.

Con un epilogo amaro: per superare quel blocco, bisognerebbe abbattere stereotipi, schemi preconcetti. È più semplice mantenere le differenze di ‘casta’ che impegnarsi in una forma di osmosi e lasciarsi andare al flusso. Uno strano complesso di inferiorità che si carica di aggressività e senso di rivalsa che si compie con esclusione e autoesclusione.

Così si sente dire: a) i capi chiedono agli operai di spiegare alcuni aspetti della filiera della produzione, gli operai non sanno parlare correttamente in italiano e si sentono in difficoltà adottano perciò per cavarsela la misura del dialetto con cui si sentono più sicuri al momento di controbattere e comunicano la loro forza di appartenenza a una comunità tradizionale. Sior paron mi son ignurant ma col capel in man av digh, sa son bon… Dignità orgoglio e complesso di inferiorità si mescolano. b) ho una cugina che ha studiato e fa l’avvocato anzi non l’ha mai fatta l’avvocato ha studiato e basta ma se io avessi la sua dialettica mi vergognerei io sono ignorante… c) i miei genitori hanno insistito perché io studiassi ma volevo guadagnare subito…

Non c’è esattamente il viceversa ovverosia chi ha studiato sa di avere avuto un privilegio e magari se ne dimentica e fa poco o nulla per aiutare chi questo privilegio non l’ha avuto o non ce l’ha. D’altronde un grande privilegio suddiviso diventa forse un piccolo privilegio frazionato e la corsa all’arricchimento può essere frenata, turbata, sminuita. Chi arraffa, trattiene. Chi mette le mani sul malloppo, non lo condivide facilmente.

L’aspetto economico non è mai trascurabile. Investire nella formazione, nell’educazione e la cultura serve per raggiungere uno status sociale e livelli economici più alti. Dopo. In seguito. Chi non lo sa o non lo capisce anche se qualcuno ti spinge a proseguire negli studi oltre l’obbligo, ha come obiettivo immediato, vicinissimo nel tempo l’indipendenza economica, la libertà di spendere, gli spiccioli oggi, invece che qualcosa di più consistente domani… Qualcuno se ne pente. Ma non si può vivere di pentimenti: è naturale che scatti il meccanismo dell’autoconservazione, per orgoglio…

Contentamento descontente, diceva Pessoa.

LUKASENKO E LA PSICOBIOENERGETICA

maggio 12, 2020

Che uomo che fibra che determinazione…

Il duce bielorusso è al potere dal 1994 ha 65 anni e non ha voluto applicare alcuna misura di contenimento anticovid nel suo Paese. Dal popolo ottiene la forza per stravolgere le leggi che gli consentiranno di rimanere presidente. Vince referendum ed è rieletto.

La pandemia per Lukashenko è una punizione dall’Alto per non aver saputo conservare la natura e aver avuto stili di vita eccessivi.

Ci sono molti modi per dirlo. E molte re-azioni politiche possibili.

La paura invece è diffusa e persistente. È alla base del controllo della salute pubblica. Accomuna 7 miliardi di persone.

Il distanziamento fisico in realtà ha promosso quello sociale attraverso le tecnologie.

Cambieranno i viaggi e il desiderio di … urbanità.

Raoul Casadei, torneremo ad abbracciarci sulle note della mazurka di periferia!

Ho deciso di festeggiare l’unlock parziale con un acquisto… alla legatoria. Un quaderno con le pagine a righe? No. A quadretti? Le grate… Nooo. Bianco.

La paura è ormai iniettata sotto pelle e non c’è quasi più bisogno di controlli.

Provo pena per quelli che hanno la museruola fissa.

HO RIVISTO E CORRETTO

maggio 7, 2020

il post precedente perché era pieno di refusi… E ho aggiunto qualcosina.

LA NUOVA FAMIGLIA E I FILM POLIZIOTTESCHI

maggio 6, 2020

Le cose vanno dette in maniera semplice in certi casi, soprattutto quando l’uditorio è il totale degli udenti, e per sua natura composito. Trattasi di populismo reale. Non lo si può snobbare, bisogna capirlo. L’obiettivo è intendersi comprendersi e arrivare a risultati che avvicinano e approssimano un certo benessere collettivo. Nei servizi essenziali innanzitutto e poi il resto includendo anzi mettendo al primo posto al confine tra i servizi essenziali e il superfluo l’intrattenimento la cultura gli spettacoli…

E semplicemente qualcuno aveva già tentato di dire che la corsa affannata …ops… affannata?!! ma si dice affannosa… alla produttività all’estrazione alla trasformazione al trasporto delle merci in tutto il mondo doveva arrestarsi. Da più parti si evocava una pausa.

Non lo hanno fatto le politiche luuuungimiranti né le aziende stesse per la loro stessa sopravvivenza: lo ha fatto il virus. O lo hanno fatto il nome del virus. In assenza di un leader mondiali credibile lo si micronizza,tanto il potere è simbolico.

Si dice IL virus perché ormai è solo quello al centro dell’attenzione.

Un momento, però. Tra le merci annoveriamo anche i medicamenti i farmaci.

Allora rispetto all’affermazione precedente occorre dire che le industrie farmaceutiche con tutto l’indotto di bende termometri mascherine.. disinfettanti e presidi di protezione come ormai tutti abbiamo imparato a dire, in questo momento prosperano.

Per non pronunciare quella parola che inizia per v che ricorda i verdi pascoli le transumanze le mani degli allevatori nel bianco latte per farne formaggi il profumo delle stalle e del letame ammucchiato fuori sano e prezioso…

Dobbiamo scriverla? Vaccino.

Ci sono dei camminatori giovani accompagnati da un adulto tutti mascherati o per dirla alla maniera di un vecchio Polipolemista che incita, istiga anzi, a superare le barriere laddove sui sentieri per le aree naturalistiche ci sono sbarramenti covid-19… MUSERUOLE.

La più grave recessione economica?

Be’, gli strumenti per provvedere in anticipo e programmare l’economia in tempi di pandemie pluriannunciate … c’erano.

Eccome.

Come si fa a non pensare che a riprogrammare l’economia vogliano essere certuni?

Difficilmente opero commistioni tra blog e Facebook ma oggi lo farò.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10214389385042694&id=1660072104