Archive for the ‘Uncategorized’ Category

FIUME

luglio 6, 2019

Oggi a Genova pioviggina. A S. Pietro, no.

Se uno dice VOI DONNE includendomi, vede le conseguenze.

https://www.mentelocale.it/genova/eventi/132038-calico-fest-2019-festival-fumetto-casarza-ligure.htm …sono diventata una fan da quando a Bari un famoso disegnatore giapponese mi ha ritratto MANGA.

Vabbe’, Festa sul Vara. Domani, Groppo. Ahah.

A SESTA GODANO GIOVEDÌ 11

luglio 6, 2019

https://m.gazzettadellaspezia.it/#!/index.php?do=post&id=99764

TROVA LE DIFFERENZE COL COSTUME SPAIATO

luglio 6, 2019

UNA PER VOLTA

luglio 4, 2019

IF, QUANDO UN DECOLLAGE DIVENTA PITTURA OPENING SOON

luglio 3, 2019

SURROGATO E BENE RIFUGIO

luglio 3, 2019

Il Breeze e l’Acqua di Rose Robert’s erano in vetro verdino e blu, una garanzia materiale, fino all’inizio degli anni ’80. Ricordo lo spaesamento dovuto alla troppa leggerezza della bottiglietta e del flacone. Sembrava un’idea geniale. Giulio Natta stesso aveva enormi ripensamenti e tormenti. L’introduzione della plastica implicava un grave problema: il suo smaltimento.

…”mi interessa dei denti bianchi e che giochi a scacchi con gli occhi”, dice una famosa filastrocca. Poi c’è la piega della bocca, chiusa, allo stato di riposo, diciamo. Se, oltre ai sorrisoni smagliantissimi di autopromozione controllata, è quasi sempre amara, c’è da chiedersi il perché. Delusione e disgusto atavici non rielaborati? Eh sì. Quantifichiamo. Dichiarati: 30% dell’umanità si salva, 70% tragedia. Tant pis pour toi, mon cher! Riparti da te stesso, o fenomeno. E gli altri ti appariranno migliori. Straintelligente? uh, grazie… per il benessere generale!

Donne esposte. In politica, arti e lettere… Gli hater si scatenano, con picchi dopo i femminicidi. Sdoganati dal ministro dal muso duro, odiano a petto gonfio. Una serie lunghissima che termina con la Capitana. Stop it! Facciamo un esercizietto: se fossi tu al posto di Michela Murgia, per citare un altro bersaglio recente, cosa direbbero?

Paola Zan. Uhm… Una femminista bizzarra, nemmeno ortodossa che non scende automaticamente in piazza… una volta è arrivata volutamente tardi, dopo essere stata al mare o in campagna, con un cartello giallo, artistico, a una manifestazione che ormai si disperdeva tra piazza duomo e via Torino…sotto l’Arengario…ma tanti ormai avevano letto quel cartello in metrò..e a lei facevano piacere quelle faccette attente, gli sguardi che scorrevano le righe, approvanti. LA CHIESA CHE NEGA ALLE DONNE L’ACCESSO ALLA CONTRACCEZIONE È RESPONSABILE DELL’ABORTO CHE COMBATTE NOMINALMENTE (non erano forse esattamente queste le parole – il cartellone fu poi usato come supporto per altra forma di comunicazione – ma il succo è lo stesso) e i capannelli di amici e conoscenti ancora in piazza ne avranno un vago ricordo… Una tipa indipendente, troppo indipendente. Una che veste con stracci, per posa: abiti vecchi, scarpe fuori moda, belle ma anche molto usurate eh, poi non va più dal parrucchiere (i capelli si sfilano naturalmente e hanno ciocche biondo rossicce altrimenti di difficile realizzazione…), sarà d’accordo con Gillo Dorfles (la vera eleganza è… saper portare vestiti fuori moda), che è anche una solida risposta anticonsumista. Qualcuno ci vedrà snobismo e understating. Chissene. Insomma una che vorrebbe suggerire ai decisori politici, idee e prassi. In contesti piccoli e defilati. Le gosta hacer la ghosta! Assessori al turismo e alla cultura della provincia della provincia, a-ahmm. Idee estreme? Oh, sì! Tornare alla terra, alla piccola sana agricoltura familiare. Otto galline, tre caprette, due asinelli… Il ciclo dei materiali si chiude. Deve richiudersi. L’ambiente è allo stremo. Chi si salverà? Passionaria ambientalista. Arte. Pane dematerializzato. Panorami aperti. Anche urbani. Da bonificare. Da ricucire. Periferie centri campagne residue. Vita estrema. Prima dell’estinzione.

Ah, Mr Kamouf oggi (ieri) l’ha sparata grossa. Il collezionista del ‘900 può attendere? Irrilevante? Peccato davvero. Ha perfino fatto da filtro a ritroso, all’insaputa della sciura mamma, è evidente che bluffa, per evitare il rischio di amene e rivelatorie conversazioni! Ah ah. Rivelazioni dure. Che tristezza. Belin, l’unica certezza è …il cousin!

Epidemia tra i quarantenni ingegneri. Che si confidano con la sorella maggiore. Detta anche zia. Hanno perso qualche treno. Talvolta compensano con il lavoro. Altrimenti, nemmeno. Perché si sono autodemansionati. Vorrebbero il quadretto familiare, la compagna fissa, sempre presente o regolarmente presente, per l’espletamento della funzione fisiologica primaria. Allora, questi hanno dedicato un decennio allo studio e hanno fatto tutto a compartimenti. Sono ancora figli. Non hanno figli. Tonti. Chi li recupera è bravo.

Parenti serpenti. Senza denti. O audiolesi!

RICHIAMO VERO E FIERO

luglio 3, 2019

RIACCORPAMENTO

luglio 3, 2019

Ho rimosso la foto. Conviene riportarla al suo contesto originario. Era il 18 giugno. Il giorno dell’esame ripetuto per aver rifiutato un voto mediocre (per altri succulento). Vale la pena ritentare, sì, dopo due settimane di ripasso e approfondimenti. Appello tardo pomeridiano. Aspettavamo l’esito. Espressione teatrale dell’apprensione. Non truccata. Caricatura. Gioco. Testimonianza. 27 in Procedura Penale. Fa il 28 di media mantenuto. W.

 

 

 

 

 

LE DUE PRESIDI ZAC ZAC

giugno 27, 2019

Ho avuto nove presidi: Talenti, Gregorini, Viganò, Kabir Bedi (gli assomigliava e non ricordo il suo vero nome), Aufiero, Lodigiani, Feltrinelli, Miele (reggente) e Morelli. Non contiamo il dirigente dell’Agnesi, dove sono stata in assegnazione provvisoria volontaria per un anno, e di cui non ricordo con sicurezza il nome, ma potrebbe essere Bianchi…

Non ho notizie del primo. Se fosse in vita avrebbe più di 95 anni. Di certo so che Viganò e Feltrinelli, rispettivamente di 85 e 75 anni, se ne sono andate negli ultimi 7-8 mesi, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra.

Che dire? Racconterò alcuni aneddoti. La Viganò, che buttava fumo negli occhi con il CIC, una novità dell’epoca, e con l’educazione alla sessualità (avallata da un prete illuminato, di cui si distribuivano giallognoli ciclostilati con titoli rassicuranti ad ogni capitoletto, per placare i bollori delle famiglie di impostazione cattolica), aveva un gran daffare a sistemare i figli, le nuore e i consuoceri, che ricoprivano incarichi di docenti, impiegate e bidelli. La Feltrinelli? Anche. Limitandosi a spartire i posti in segreteria con la DSGA. Le figlie VIP poggiavano le loro sontuose chiappe, una in Didattica e l’altra al Personale, dovendo per forza evitare di farle convivere poiché non si vedevano di buon occhio e battibeccavano.

La Viganò aveva suggerito al figlio, che faceva migliaia di fotocopie a scuola per motivi strettamente personali, di dire in giro che le risme dei fogli le pagava lui, beninteso. Michele, il bidello intenditore e VIP, aveva soppiantato la meticolosa e solerte Rita in atrio centrale, poiché doveva godere della massima visibilità, e lustrava le foglie delle Ficus con uno spray e il panno bianco; accompagnava come un maggiordomo, fino alla soglia della presidenza, coloro che andavano a conferire con la santa donna che gli aveva cambiato la vita, lanciandole un occhiolino di complicità, e riportando con sé una tazzina sporca di zucchero e caffè con piattino e cucchiaino su di un vassoio col centrino.

La Feltrinelli, stanca e malata, nonostante l’attaccamento al lavoro, fu invitata a desistere. Madame, si accomodi in pensione: obiettivi raggiunti. La sua posizione cominciava a essere molto imbarazzante.

Zac. Zac.

PIAGENTINI REMIGI CAMPANELLI

giugno 26, 2019