Archive for the ‘violenza’ Category

TORNA A CASA OBLO’

gennaio 25, 2018

Domani. Dopo quanti anni, mesi, giorni? Vediamo. 25 novembre 2015, Palazzo Frizz.. non va più la tastiera.. evo camiare l attia

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DOMANI A CASA ALDA MERINI

novembre 20, 2017

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SCHWEIN – STEIN

ottobre 15, 2017

Il ritardo delle donne non è solo quello mestruale in età fertile.

Infatti, si registra a distanza di vent’anni la denuncia di quelle che hanno subito il ricatto sessuale da parte di maschi potenti con la facoltà di fare avere loro un privilegio come quello di una parte importante in un film… E ora spuntano come funghi chiodini. Le asieargentate sono una categoria folta e nutrita.

Ho incontrato diversi uomini con facoltà potenziale o effettiva di decidere sul mio piccolo destino lavorativo tra cui professori e tecnici universitari, presidi e capi di dipartimento delle ricerche. Uno pareva asessuato e pensava solo agli esiti di elettroforesi e di ibridazioni genetiche con sonde radioattive o immunologiche. Un altro, che sembrava Kabir Bedi, ci osservava e attraversava come fossimo ombre impalpabili e inconsistenti: il suo era un approccio a livello spirituale ovverosia simbolico, pareva pronto all’atto sessuale con penetrazione mentale profonda e si stropicciava le mani come un prete, comportamento e attitudine per molte familiare… A certe colleghe piaceva così, le faceva sognare. Altre desideravano essere importunate da un docente di educazione fisica esotico cioè meridionale di montagna di una provincia che potrebbe essere Salerno o Caserta, molto macho, villoso, muscoloso e un po’ decerebrato oppure incompreso. Ma questo non fa testo perché non era in una posizione di potere, minimamente proprio!

Un professore universitario ancora all’inizio della carriera cercava di spintonare per arrivare prima all’obiettivo suo che non stiamo qui a specificare e trattava le studentesse come pollastre appellando queste e quelle con nomignoli e riferimenti a parti anatomiche A me aveva consigliato di presentarmi ad un esame non facile, al cospetto di un professore sensibile, con le gambe ben in evidenza e quella minigonna rosa di velluto a costine sottili con le scarpe décolleté a punta e il tacco giusto… Chiamava bruttocchie le graziose e bellissima la poveretta che aveva un problema di cheratosi e un aspetto un po’ difficile e pesante da portare appresso.. Il tecnico di laboratorio, suo degno compare, appoggiava il c**** sulla schiena delle studentesse intente a osservare i vetrini al microscopio binoculare.

Un preside anziano insomma sui 60 metteva a disagio le studentesse che andavano a interloquire con lui per chiedere un’assemblea: tornavano in classe con le braccia al petto strette dicendo che aveva piantato loro lo sguardo fisso nella zona toracica all’altezza delle mammelle…

Non ho elementi per poter affermare che qualcuna di noi abbia ottenuto benefit grazie alle sue procaci forme. Però accadde che un bidello ebbe un lungo periodo di riposo per coltivare il campo al paesello, suo grande desiderio, in virtù di una gabola di cui era venuto a conoscenza e che il preside voleva affossare. Ma qui non si parla di donne bensì di scambi di favori tra uomini. Fermo restando che l’etica non è salva. E ora che mi viene in mente già che ci siamo posso ricordare di quel collega che per una distorsione al piede anticipò la pensione di qualche anno adducendo l’incapacità di firmare il registro… Fu coperto e assistito in qualsivoglia forma di controllo da parte della medicina fiscale. Al preside si avvicendò una preside e se vogliamo ribaltare il ragionamento può darsi che …

Sto divagando e le donne sono sempre in ritardo mentre gli uomini si nascondono.

 

 

 

 

ABBONAMENTO ALL’ELFO PRIMA SETTIMANA

ottobre 11, 2017

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APPUNTI E SPUNTI

maggio 12, 2017

Una dentista dalla corporatura massiccia che si è fatta restringere lo stomaco e continua a studiare canto portandosi dietro le tracce di un fallimento in età infantile per essere stata esclusa alle selezioni dello Zecchino d’Oro, non trova marito.

Ha l’ossessione dei bambini a cui deve rivolgere la propria attenzione professionale come ortodonzista grazie alle sue competenze e al suo aspetto di Susannatuttapanna apparentemente gioioso e rassicurante, ma non li sopporta anzi, li odia proprio.

Un giorno incontra sul treno un vecchio rompiscatole, un ottantenne molto vigoroso, che le racconta da impenitente logorroico i dettagli anche scabrosi, della sua vita di intellettuale disadattato e uomo sconsolatamente solo, invischiato in un pantano familiare praticamente insanabile e tormentato da un vago senso di colpa per aver avuto una parte importante nell’ascesa di un uomo politico molto discusso.

Accetta di farsi accompagnare da costui a concerti, mostre e presentazioni di libri per dimenticare l’ultima assurda relazione con un piastrellista arrogante e tendenzialmente violento conosciuto in chat.

Dove sta l’autenticità della vita? In quali pieghe dell’esistenza si nasconde? Da niente e da nessuno riceverà risposta. Finché un’intuizione improvvisa non l’assale…

IL MAESTRO E MARGHERITA, CRISTINA E IL TRUCE PERUVIANO

marzo 15, 2016

La realtà supera l’immaginazione? Le due sono strettamente correlate e si alimentano l’una dell’altra. Anche inconsapevolmente. Per alcuni l’immaginazione è l’unica realtà. Indistinguibili, alla fine.  Bulgakov arma la mano di Margherita-Strega Volante con un martello, e lei, la sua creatura, frantuma la casa del critico Latunskij che aveva rovinato il Maestro…

Cristina, lavoratrice straniera in Italia, con una storia di povertà, figli da mantenere lasciati nel paese di origine e illusioni, ha passato otto anni con E. di 15 anni più vecchio, insensibile e dispotico, che la sfrutta e alla fine si allontana. In preda al furore, Cristina gli spacca a martellate (nella camera che in teoria condividono ancora) armadio, specchio e mensola di vetro spesso. Ribalta tutto, letto compreso. Il materasso è di traverso. Vedi cosa io l’ho fatto,  dice orgogliosa e mi mostra le foto dall’Iphone. Poi, inedito, dà fuoco alle sue mutande. Erano nuove, e racconta la scena ancora  fremente per la trovata originale e la rabbia che l’aveva fatta accanire su un indumento quanto meno carico di simbolismi: le aveva appena comperate!

E io ho in mano il libro… col dito infilato a pagina 296, esattamente.

(nella sala d’attesa leggo ad alta voce, tanto non c’è nessun altro, e le chiedo di fermarmi se non capisce qualche parola)

Realtà scassata? Lettura beata.